03. aprile 2006

Qui non arrivano gli angeli

Son passato, sabato sera, andando al FuoriOrario, per quel pezzo di via Emilia al quale si congiunge la strada del Traglione, dove hanno trovato il corpo di Tommaso. Il traffico era rallentato perchè c’erane macchine dappertutto e circa cento persone davanti alla strada bloccata dalla polizia. In lontananza, la luce delle fotoelettriche. E lì tutta la gente. A fare cosa, non si sa. A curiosare, a cercare una telecamera, a sperare di farsi giustizia da soli, non lo so. Ma facevate meglio ad andare da un’altra parte.
M’è venuta voglia di saltar giù dalla macchina a prenderne uno a caso per il bavero e sbatterlo al muro e urlargli cosa cazzo ci fai qui? Cosa cazzo cerchi? Chi cazzo sei, coglione?
Ma ho tirato dritto, se n’andassero affanculo loro e quelli che prima di avvisare i genitori pensano ad annunciarlo in televisione, quelli che se non fossimo cattolici li condanneremmo a morte, quelli che se il governo in questi cinque anni avesse fatto leggi più serie, quelli che ci vorrebbe l’ergastolo ma non quello del disegno di legge del centrosinistra. Mi fate schifo, tiro dritto, vado al concerto.
Sì, sono andato a un concerto, sabato sera. Che mi è sembrata la cosa meno ipocrita da fare.