09. Maggio 2008

Popporno

Non posso non far sentire al mondo (vabbè, il mondo, quella particina di nazioncina che passa di qua) la canzone che mi gira in testa da un giorno a questa parte, grazie alla segnalazione sul blog di Peppi.

Inserisco il video che un video non è, però fa muover la testolina comunque: “Pop Porno” e loro si chiamano “Il Genio”. E il cd si compra qui. E qui c’è il loro MySpace.

24. Aprile 2008

Io pelai, tu pelasti, egli Pelù

Quando di un cantante rimane in mente solo il passato, remoto. Remotissimo. Ché il presente è proprio da dimenticare.

il genere umano è passato dalla lotta alla lotteria pian piano
nemmeno se ne accorge che vive di favole favole…
parabole parabole…

Sticazzi.

18. Aprile 2008

Nella mia stanza

Ieri, come tutti i giorni, son passato davanti alla casa dove abitavo da ragazzino e c’era il nuovo inquilino (oddio, nuovo, son 15 anni che stan lì) che stava entrando e m’è venuta voglia di tornarci dentro.

Così, tipo un museo della memoria, fare un giro nella stanzetta in cantina che avevo adattato a stanza dei divertimenti: c’era una televisioncina con il Commodore64, un bancone con due piatti e un mixer, che mi piaceva far finta d’essere un DJ, un tavolo rotondo col pannetto verde, che mi piaceva far finta di essere un appassionato di poker, che in realtà a poker non c’ho mai saputo giocare.

C’era una signora umidità, nella stanza in cantina della vecchia casa, certe macchie di muffa che se tenevo i dischi troppo vicini ai muri poi le copertine diventavan tutte molli come se ci fosse piovuto sopra. E non so cosa avrei fatto se mi si fosse rovinata la copertina di, chessò, Ride On Time.

C’era anche una stufa a cherosene, in quella stanza, che faceva una puzza che dopo un po’ andavi in acido, così, gratis, senza star lì a dar soldi a gentaccia. Sempre che non fossi morto prima, durante l’operazione di accensione: una complicata serie di movimenti a base di alcol e fiammiferi, che una volta col ritorno di fiamma ancora un po’ e divento l’uomo torcia (mi sarei anche spento subito, con tutta quell’umidità).

Però a vedere che qualcuno ci entrava, m’è venuta un po’ di nostalgia e voglia di andar lì a chiedergli “scusa, posso un attimo andar giù nella mia stanzetta?”: certo era più nostalgia di quegli anni, che di quella casa, e però anche lei non aiuta, messa lì a imperitura memoria, a metà strada tra l’ufficio e casa mia, che nelle giornate quelle un po’ grigie e un po’ piovose, quando la nostalgia di qualsiasi cosa è lì dietro l’angolo che aspetta solo un mezzo motivo per saltar fuori, è una scusa come tante altre.

15. Aprile 2008

Cosa ne penso?

(Grazie a TheEgo per il video)

11. Aprile 2008

Cofanation anche domani

Un post veloce per ricordare che anche domani, sempre con una programmazione “a tema”, sarò in onda su RadioNation1 (vd. playerino qui a fianco) dalle 15 alle 17.

Due sabati fa solo musica folk, sabato scorso ho fatto il “Music for love”, immaginando la gente a casa ammucchiata sui divani a far petting estremo ascoltando Radionation1. Lo so, son perverso.

A sto giro invece, visto il clima elettorale, manterrò una programmazione un po’ meno trasversale, e se si fa in tempo la butto sulla discopazza.

Altro giro, altro regalo

Di politica, ne parlo sempre meno. Ormai quasi niente, giusto ogni tanto mi scorno con la mia morosa, ma appena posso evito, cambio argomento, insomma preferisco non interessarmene.

A questo giro di elezioni, ad esempio, vorrei andare a pescare. Mi hanno educato, che è importante andarci (a votare, non a pescare), far sentire la mia voce, mi han proprio tirato su inculcandomi il fatto che bisogna andare a votare, e la cosa ce l’ho così dentro che farò una gran fatica a non andarci, mi sento già un po’ in colpa adesso, e non è ancora detto che non ci vada. Però, l’ultima volta che ho votato quello che mi sembrava il meno peggio, mi son ritrovato Mastella alla Giustizia. E poi le schede che non van bene, e quello che vuol scendere coi fucili, quell’altro che c’ha il pensiero di far lasciar fuori i cellulari. Son cose che lasciano il segno, soprattutto sui maroni.

I due candidati (ce ne sono altri?), ad ogni modo, li ho ascoltati, bene, seriamente (anche perché si fa fatica a non ascoltarli, son dappertutto), cercando una volta tanto di non avere preconcetti. Dicon più o meno le stesse cose, in modo diverso ma alla fine, stringi stringi, c’è poco da fare: Berlusconi mi sta sul culo. Un po’ anche Uolter, ma come Silvio, mammamia. Chiudo qui il confronto (approfondito e serio, come si confà a siffatti signori) passando a una notizia letta poc’anzi su Punto Informatico, per ricordare a tutti, e ai blogger in particolare, che non ci son solo loro due, ma anche tutta l’allegra carovana che si tiran dietro:

Maurizio Gasparri (esponente PDL, già ministro delle Comunicazioni)
Credo che non sia giusto applicare le norme sulla stampa ai blog, anche perché sarebbe difficile gestirne la registrazione, alla luce di come questo fenomeno sta crescendo.
È opportuno che chi apre dei blog, sia identificabile e richieda l’identificazione delle persone che partecipano al blog con commenti. Questo perché possano essere applicate le normative che vengono utilizzate al di fuori dell’editoria, così come si risolvono le controversie per la diffamazione, non a mezzo stampa.

Questo pensiero andrebbe scorporato in diverse parti, per poter analizzare passo passo la serie di puttanate messe in fila. Ma mi limiterò a mettermi avanti coi lavori e a chiedere a voi, commentatori anonimi (non ci provate, anche un nick è anonimato), di lasciare per cortesia nome cognome indirizzo e una copia del vostro documento di identità in calce ad ogni commento.

01. Aprile 2008

Acquario d’aprile

Oggi non c’è modo di seguire un feed, un forum, un qualcosa che sia online, senza imbattersi in un pesce d’aprile. Era divertente finché eran pochi, e la gente ci cascava. Adesso che c’è sto delirio, a parte che non è più divertente, pensavo che nessuno ci sarebbe più caduto.

E invece ho visto gente in panico perché Steve Jobs ha lasciato la Apple , gente che alita sul proprio Mac per vedere se il riconoscitore di odori integrato nel microfono funziona (dai, su, salti fuori il burlone che ha provato a scoreggiarci), gente che viaggia nel tempo grazie a Google.

A pensarci bene, è ancora divertente.

31. Marzo 2008

Adesso che non c’è più Topo Gigio

Sottotitolo: che cosa me ne frega della Svizzera.

Stare al mondo, non è mica facile, sfido chiunque a darmi torto. Starci ascoltando l’ultimo album di Vasco, e il suo pessimismo, potrebbe diventare un’impresa epica. Sì perché lo sto riascoltando per la… boh… sarà la quarta volta, e sono combattuto tra il capolavoro, tra il “solito Vasco” e tra la cagata pazzesca. Alla fine, andrà come per gli ultimi album di Vasco: mi piacerà il giusto, con qualche perplessità e attimi di delirio fanatico. L’unica cosa di cui son sicuro, è che sto pessimismo cosmico dei giorni nostri, se lo prendi troppo sul serio poi è un casino.

Il rischio di non prenderlo troppo sul serio però è evitabile grazie alla terza traccia, se senti quella frase lì che ho usato nel titolo e nel sottotitolo. Sì, è in una canzone del nuovo album. Dice “Adesso che non c’è più Topo Gigio, che cosa me ne frega della Svizzera”. La prima volta ho “riavvolto il nastro” e gliel’ho fatta ricantare un po’ di volte, per esser sicuro di aver capito bene: Topo Gigio, la Svizzera. Volevo spegnere e mandare affanculo Vasco e me stesso che ho comprato il cd. Cristosanto, Topo Gigio??? Io Topo Gigio non l’ho mai potuto soffrire, mi dà proprio un fastidio da sfogazione cutanea e sentire Vasco che me lo nomina in una canzone, m’è venuto un tirabacione (it. parm. volg.: malore).

Ma io a Vasco ci voglio bene, che è un po’ come uno zio, e allora cerco di giustificarlo più o meno in tutto e mi son fatto alcune di idee per giustificare quella frase (che viene dopo diversi costrutti del tipo “privazione di cosa di poco valore ma affettivamente importante => inutilità di cosa di valore maggiore” dove dice anche, ad esempio, “adesso che non ho più il mio motorino che cosa me ne faccio di una macchina”…. ok, anche questo concetto non è da urlo) e ho pensato che:

- Vasco voleva scrivere Topolino ma poi la Disney gli avrebbe fatto casini sui diritti d’autore e allora ha ripiegato sull’italico sorcio
- Vasco s’è rifatto di quella roba che tirava giù ai tempi di “Ieri ho sgozzato mio figlio” solo che gli anni passano e gli è venuta fuori quella frase lì
- Vasco è Vasco e fa e scrive quello che cazzo gli pare e chi sono io per andare a sindacare su una sua canzone
- Vasco usa allegorie e metafore che non comprendo.

Fatti sti ragionamenti, andiamo pure avanti per la nostra strada, continuiamo ad adorare il buon rocker di Zocca e preghiamo che non dedichi prima o poi una canzone a Rosy Rosicchia (la fidanzata di Topo Gigio, ‘gnoranti).

*UPDATE*

Vittorio, nei commenti, mi spiega che una volta Topo Gigio andava in onda sulla TV Svizzera. Ecco svelato l’arcano.

*UPDATE 2*

E comunque, ieri sera, in un’enoteca chiusa che ormai era tardi, ascoltando questa canzone, io e alcuni amici, sarà stato l’alcol, non so… ancora un po’ e ci mettiamo tutti a piangere, che è bellissima.

28. Marzo 2008

Cofanation

La web radio sta prendendo una gran bella forma, un sacco di gente sta lavorando bene, e io vado avanti col mio spazio al sabato pomeriggio (15.00-17.00): trasmetto musica, cercando di tenere un “tema” ogni puntata, non ci parlo in mezzo perché per ora mi piace di più così.

Per sentire la musica che metto, o per sentire quando vi va Radionation 1, ho aggiunto qui a destra un player facile facile da utilizzare.

Ah, c’ho pure il banner della trasmissione

Cofanation

(no, non sono i miei capelli, è una parrucca)

21. Marzo 2008

On (web) air

Un post velocissimo per annunciarvi che da domani pomeriggio e per tutti i sabati a venire (o quelli possibili), dalle 15 alle 17, metterò musica (per ora niente voce) su Radionation 1. E’ tutto ancora da testare eh, che ho detto solo “sì sì lo faccio” ma l’ambaradan impiantistico non l’ho ancora provato.

Non c’ho manco un titolo per la trasmissione, pensate che pochezza. Avevo pensato a “Passerotto non andare via”, visto che è di sabato pomeriggio, ma non mi suona granché bene.

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