Son passato, sabato sera, andando al FuoriOrario, per quel pezzo di via Emilia al quale si congiunge la strada del Traglione, dove hanno trovato il corpo di Tommaso. Il traffico era rallentato perchè c’erane macchine dappertutto e circa cento persone davanti alla strada bloccata dalla polizia. In lontananza, la luce delle fotoelettriche. E lì tutta la gente. A fare cosa, non si sa. A curiosare, a cercare una telecamera, a sperare di farsi giustizia da soli, non lo so. Ma facevate meglio ad andare da un’altra parte.
M’è venuta voglia di saltar giù dalla macchina a prenderne uno a caso per il bavero e sbatterlo al muro e urlargli cosa cazzo ci fai qui? Cosa cazzo cerchi? Chi cazzo sei, coglione?
Ma ho tirato dritto, se n’andassero affanculo loro e quelli che prima di avvisare i genitori pensano ad annunciarlo in televisione, quelli che se non fossimo cattolici li condanneremmo a morte, quelli che se il governo in questi cinque anni avesse fatto leggi più serie, quelli che ci vorrebbe l’ergastolo ma non quello del disegno di legge del centrosinistra. Mi fate schifo, tiro dritto, vado al concerto.
Sì, sono andato a un concerto, sabato sera. Che mi è sembrata la cosa meno ipocrita da fare.
Qui non arrivano gli angeli
7 risposte a “Qui non arrivano gli angeli”
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per non parlare di quei deficienti che si mettevano con le loro facce da ebeti dietro ai giornalisti per farsi inquadrare, li avrei presi a manate sulla faccia.
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Anch’io sarei andata apposta a S. Ilario a prenderli a mazzate…per poi dirigermi anche verso i giornalisti-sciacalli, tele ducato in primis…Che altro si poteva fare se non passare un normale sabato sera? Stare chiusi in casa non riporta in vita un bambino e andare a vedere il ritrovamento del suo corpo per applaudire al passaggio dell’ambulanza è malato, è orribile. Il silenzio e il rispetto erano l’unica cosa sensata.
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hai fatto bene.
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Hai fatto bene. Io, però, uno a caso l’avrei sbatacchiato: così, a titolo esemplificativo.
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La prossima tragedia facciamo pagare il biglietto però: numerino e biglietto.
E poi applausi a profusione quando passa la bara.
Che paese di merda. -
Giusto. Fanculo anche Berlusconi però.
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due estati fa – io vado al mare nel livornese – c’era mareggiata grossa da due o tre giorni, un po’ a nord c’era già rimasto secco un ragazzino. ero in spiaggia, sempre vento e sabbia, e vedo l’elicottero della guardia costiera girare e poi fermarsi sempre più spesso su un punto. le voci da spiaggia ci mettono niente a muoversi, e dopo poco scopro che stanno cercando un corpo (avrei poi scoperto che era un ragazzo che il giorno prima s’era buttato in mare per tirare fuori un signore in difficoltà . il signore era uscito, lui no). inizia a passarmi davanti un po’ di gente, vanno tutti a nord. continuo a leggere. altra gente. ancora a nord. poi la situazione prende questa piega surreale, che sembra l’ingresso della fiera della salama. coppie per mano. anziani a gruppetti. famiglie con bambini (bambini!) per mano o sulle spalle, tutti alle giostre. una quantità di gente spaventosa. tutti ad andare “là “, a vedere “se lo ripescavano”. evviva. andiamo a vederlo, il morto del mare, con le alghe fra i capelli e la faccia gonfia e verde, andiamolo a vedere, che tanto c’è vento e non si fa il bagno.
e da lì, la definitiva consapevolezza della superiorità di qualunque altra specie animale sull’homo sapiens. le iene, per dire, hanno infinita dignità e consapevolezza in più di questa bestia rosa, nuda e infestante.
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