24. gennaio 2006

Berluscofano

PdC.gifSta cercando di apparire ovunque, e questo l’abbiam capito tutti. Ha i mezzi e la faccia tosta per farlo, e anche di questo nessuno si stupisce. Però ecco, di ritrovarmelo anche in casa mia questo proprio non me l’aspettavo.
(Clicca sull’immagine per vedere un estratto delle statistiche di accesso a questo blog. Paurissima.).

23. gennaio 2006

ventitrèzerouno

E arrivare così al giorno dove un po’ di somme dovresti tirarle. Sono una persona felice, e sto bene al mondo, tanto. Fatto, somme tirate e questo mi basti, e mi basta. E mi basta anche se essendo giorno di somme son salito sulla bilancia e minchia, ok che mi sembravo ingrassato, ma dev’esserci un difetto in quell’aggeggio, senza dubbio, che quello non può essere il mio peso.
E poi allora son passato davanti allo specchio e guarda un po’, ho un po’ più di capelli bianchi. Ma la cosa non mi dispiace, mi son sempre presunto figo coi capelli bianchi.
Quindi mi son chinato per infilarmi i jeans giòvani comprati venerdì e una fitta alla schiena mi ha ricordato che è ora di rimettermi a fare un minimo ma giusto un pochinino di sport.
Scendo le scale e mia madre mi viene incontro sorridente, per dirmi che mi ha fatto i tortelli che mi piacciono tanto, e le ridono gli occhi e io rido con lei, che sì la vedo felice ma un po’ triste, che in questi giorni si sente un po’ più vecchia e si sa, le donne ste cose le soffrono particolarmente.
Mi metto a tavola e arriva mio padre, stanco anche se è solo lunedì, che glielo leggi in faccia che c’ha na voglia di pensione che fa fatica ad ammetterlo ma si vede che è così.
Mi riempio di tortelli, finisco di mangiare e tiro giù un maloox, che sta gastrite più andiamo avanti e più mi dà da fare. Poi ci mangio dietro tre pezzi di torta alla nutella, vaffanculo alla gastrite.
Poi mi metto a letto e sogno. Sogno cose già fatte, sogno la festa che abbiamo fatto sabato sera che c’era anche Venedikt e ci siam divertiti da matti tra le facce più amiche possibili, il sogno era tutto uguale a quello che è successo davvero, a parte che c’era anche mia nonna, nel sogno, seduta sul divano che rideva e batteva le mani e si divertiva con noi. Che roba, i sogni.

Poi mi son svegliato e ho riascoltato la canzone che abbiam messo non so quante volte alla festa di sabato ed è bello averci una colonna sonora per il proprio compleanno. Che sarebbe oggi.

Beata innocenza

Ma fare un film che parla di omosessualità maschile e metterci nel titolo la parola BROKEBACK non è un po’ di cattivo gusto?

20. gennaio 2006

La brina

Hoarfrost - Brina - GalabrusaSon sceso che era tutto bianco. No no, mica neve, qui la chiamano galabrusa: la brina. La brina c’ha un profumo che mi piace da matti, uno di quei profumi ce se ti ci fermi troppo ti ritornano in mente tante di quelle robe da farti sanguinare il naso, ricordi di bambino, di nonna, di mattine ad aspettare la corriera per andare a scuola, di erba croccante sugli argini la domenica dopo la messa, di capelletti in brodo quando torni a casa e ti metti a tavola e il calore del brodo ti fa tornare calda la faccia.
La brina, per me, è un buon motivo per diventare un po’ malinconico.

13. gennaio 2006

Da morir dal ridere

Questa è davvero, giuro, la miglior barzelletta sulle bionde della storia.

Flu

Cantavo già vittoria, ormai scollino, ormai è andata, e invece no, anche quest’anno la mia bella influenzona me la son presa. E siccome invecchiando si prova un gusto particolare nel parlare dei propri acciacchi, eccomi qua. Il naso è inutilizzabile, la gola è in fiamme, le orecchie sono inutili, si stava meglio quando si stava peggio e qui una volta era tutta campagna. Che poi diventa imbarazzante, averci un blog e a cicli annuali raccontare sempre le stesse cose. Quindi la smetto di raccontare che sono ammalato, come più o meno un anno fa. E non racconto neanche che l’altro giorno son scivolato sul ghiaccio e son finito lungo per terra, davanti alla banca, con una vecchietta che rideva di me, come più o meno un anno fa. Chissà se era la stessa.

09. gennaio 2006

2006

BarmanNeanche un sms quest’anno. Non a Natale e neanche a capodanno. Non ne ho spedito nessuno. Di risposta sì, diversi, ma mettermi lì a mandarli ho pensato che mi son stufato, vamolà. Gli anni scorsi era una roba rituale, mi mettevo lì al pomeriggio e poi via, uno alla volta gli sms. Uno alla volta perchè mi stan sulle balle gli sms di gruppo, quelli che ti arrivano che si capisce che “scriverne uno per augurarne cento”: se mi vuoi far gli auguri è carino che me li fai perchè mi stai pensando, non perchè sono nella rubrica del cellulare e ma sì mandiamoli anche a lui.
E insomma quest’anno ho saltato, un po’ anche per vedere se alcuni di quelli a cui li mandavo gli anni passati me li avrebbero fatti, gli auguri. La verifica però non è stata fatta, perchè star lì a fare la pazza isterica e vedere chi me li ha fatti e chi no e poi vaffanculo a chi no, non c’ho mica voglia.
Che poi mi sa che a un po’ di gente di quelli che mi han fatto gli auguri dopo mezzanotte, ecco mi sa che non ho neanche risposto. Ma mica per cattiveria, semplicemente perchè se in una mano ho il cubalibre e nell’altra lo spumante non mi metto mica lì a liberarne una per usare il telefono. E anche perchè star lì a cercar di centrare i tasti del telefono, quando sono in certe condizioni mi viene un po’ il vomito.
(Quelle lì nella foto son le mie manine sante che dispensano beveraggi ai compagni di bevande)