10. gennaio 2005

Who is that with Jeremy?

Io non so bene se a Jeremy danno del lattepiù o che altro, non so che cavolo di lavoro faccia il padre di Jeremy per imbattersi in tutta quella gente, ma sto sito e sto bambino sono uno spettacolo:

Capiamoci

Io, se picchi tua moglie, sforzandomi ti capisco, che ogni tanto può essere che vien voglia e che non ci sia altro da fare. Se poi per sapere se un profumo irriterà la pelle pensi che testarlo su dei cuccioli di beagle sia il modo migliore, faccio fatica eh, ma volendo ti posso anche capire. E se passi le domeniche allo stadio a prendere a sprangate il tifoso avversario, son fatti vostri, se vi divertite voi, mi sta più che bene. Così come se pensi che l’unico modo per comunicarci qualcosa sia farti esplodere in mezzo a un mercato, oh, devo proprio sforzarmi eh, ma ok, ti posso capire.
Ma c’è una cosa che non capisco, non mi capacito, mi sforzo ma proprio non ce la faccio: che cosa cazzo ha portato la tua stupida e inutile manina viscida a rigarmi la macchina con la chiave?

09. gennaio 2005

Mondo piccolo

Mondo piccoloSon messo qui, a letto, che se mi guardi da fuori sembro malato, ma sto bene eh. Fuori c’è quel bel nebbione che non lo tagli neanche col coltello, e io un po’ sotto le coperte mi leggo i racconti di Guareschi. “L’ambiente di queste storie è la mia terra: la Bassa parmense, la pianura emiliana in riva al Po. (…) Questa gente è simpatica ed ospitale e generosa e ha uno spiccato senso dell’umorismo. Deve essere il sole, un sole maledetto che martella i cervelli durante tutta l’estate. Oppure deve essere la nebbia, una nebbia cupa che opprime i cervelli durante tutto l’inverno.”
La serata in osteria, ieri, ce l’ho ancora tutta sulle spalle: culaccia e vino rosso e salame e ancora vino rosso, che si sta di un bene che bisognerebbe farle almeno una volta a settimana, quelle serate lì. Magari un po’ meno vino. Che devo ancora stare bene attento a come muovo la testa, che c’è quell’effetto che succede che tu ti volti e il resto arriva dopo un attimo. E però insomma il vino la nebbia guareschi l’osteria l’amicochecisicapiscealvolo. E adesso esco, che c’è un altro amico che ha bisogno di parlare un po’, e andiamo a chiacchierarcela su un argine.
Niente insomma, son sempre io.

07. gennaio 2005

Mr T

E poi certa gente si chiede ancora come è possibile: Arriva Mr T.Sunami.

P.s.:Ah, a momenti mi dimenticavo anche di questo, buon anno eh.

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