20. maggio 2004

Omareneromareneromarenè

L’estate incalza, sì sì. C’ho addosso la smania per la mini vacanza in sardegna fra una settimana: mare, sole, ciabatte, falò. Ecco, i falò in spiaggia per me son sempre stati un po’ un problema: cioè, non è tanto il falò il problema, ma il fatto che so suonare la chitarra. E una chitarra salta sempre fuori, e dai suonaci qualcosa di vasco, e dai non è falò se non canti quellasuamagliettafinaaa, e lebiondetreccegliocchiazzurri non la fai?, e facci uidoruidautiu. Poi ci sono quelli che vogliono far vedere la loro cultura musicale e cominciano a chiederti robe stranissime, “dddai ma non lasssai quella dei pogues famozizzima? Beh fammi qualcoza dei Fugazi… eh ma non conosci nemmeno i Sonic Youth? Cheppalle… ci fozze qui il Picciu le sapeva tutte…” Amico, vammi a chiamare sto Picciu che io non ne posso più.
E si ricomincia con quantafrettamadovecorri, prendiunadonnatrattalamale, certenottilamacchinaècalda, maquantèbelloandareingiropericollibolognesi e così via.
Insomma, sto lì a suonare, che mi piace eh, però mentre suono pian piano a coppie la gente sparisce, e in genere finisce che rimaniamo io e quelli troppo ubriachi per muoversi, che di solito, a te che sei lì con la chitarra, son quelli che rompono più i maroni. Che poi ubriaco attira ubriaco, e arrivano quelli dei falò attorno e ti ritrovi a gestire un gruppo di alcolisti che sbraitano e ti fanno bere che se non puoi combatterli fatteli amici.
E ti svegli all’alba, abbracciato alla chitarra, con la cervicale che urla e il fegato che impreca, con un marmista di Massa Carrara che ti si è addormentato sulla schiena dopo averti raccontato tutta la storia della sua vita.
Oh, m’è passata la smania.