29. luglio 2003

Foto

Vah che bella! Scattata col cellulare… eh lo so, è un po’ come provare a fare lo chef col Dolce Forno… ma con una botta di Fotosciop un po’ si è ripigliata.
Ho un lato artistico che andrebbe coltivato un po’ di più, mi sa. Spolvererò la vecchia Pentax che usava mio padre e vedrò di produrre qualcosa di bello, magari quando vado in vacanza.
L’ho fatta andando a Padova il fine settimana scorso, a una festa che è durata praticamente 3 giorni. Se avessi ricordi lucidi sarebbe anche bello parlarne, ma il pamperoepera (leggi rum & fruit) ha steso una discreta nebbia sul tutto.
So solo che son stato bene e che mi ha tolto un po’ di pesi accumulati nel tempo. E questo è più che abbastanza.

28. luglio 2003

Smettere

J amico mio, ha smesso di fumare circa un mese fa. Gliel’ho detto io di continuare che il fisico ormai è abituato e se gli togli tutto in una volta la nicotina poi finisce che stai male.
Eh no mi fa lui, mica smetto così da sprovveduto. Faccio una roba furba: mi tolgo anche tutte le cose che mi fan venire voglia di fumare. J gli dico ma guarda che allora devi smettere di bere alcolici e di buttar giù caffè. Eh certo mi risponde, e mangerò anche meno che quando ho lo stomaco pieno accendo subito una sigaretta.
Sarà ma secondo me finisce che stai male, che toglierti tutti i vizi in una volta è una botta troppo grossa. Che comunque gli è andata bene che non è uno che c’ha la passione della sigaretta dopo l’ammmore, che sennò smetteva anche quello.
Fì che testa che c’ha J, ho pensato.
Poi non l’ho sentito per una settimana e allora lo chiamo e gli dico J ma che fine hai fatto? Eh sono a letto da tre giorni che non si capisce cosa ho, forse sono orecchioni. J secondo me è stato smettere di fumare. Comunque curati e tienimi aggiornato.
Poi è guarito e siamo usciti e lui continuava ad aver smesso di fumare. Se fossi un bravo amico non gli fumerei davanti, pensavo. Ma non sono un bravo amico. Che poi non mi voglio mica ammalare anch’io.
Poi son passate altre 2 settimane senza sentirci. Lo chiamo ieri sera con l’intenzione di dargli un po’ addosso che non si fa sentire.
Oh ciao mi risponde, con una voce che sembrava dall’oltretomba. Fì che voce che c’hai J, cosa hai? Son tornati gli orecchioni? Continui a smettere di fumare? Eh sì mi fa non ho ancora ripreso, ma la voce è che non sto mica bene.
Oh J ma ce le hai tutte te, cosa hai preso la varicella sta volta?
No lunedì mi hanno ricovertao e martedì mi hanno operato di appendicite.
J dove sei adesso? Da tuo padre o da tua nonna? Ok, di che marca le vuoi? Dieci minuti e sono da te.

Ubriaco canta amore – Bandabardò

È una notte senza luna
ubriaco canta amore
alla fortuna
Senza freddo e senza pane
ubriaco canta amore
alle persiane
Seduto sull’asfalto che fuma
sembra un tempo da Medioevo
qualcuno dice che è un pazzo
un altro dice che non è nessuno
Per la gente nervosa in attesa del lieto fine
chi mangia solo terra e acqua
è un errore da digerire!
È una notte senza luna
ubriaco canta amore
alla fortuna
Senza freddo e senza pane
ubriaco canta amore
alle persiane
Lui sa di avere ragione
sa di essere felice e sulla sua pelle nera
scrive un nome di vernice
Alla gente distratta in attesa del lieto fine
lui risponde con il vento
“Io sono il più contento”
È una notte senza luna…

25. luglio 2003

Gooooooooooodmorning!

Stamattina stavo per tirare dritto. Nel senso che stavo per non svegliarmi all’ora giusta. Ci ha pensato il telefono che mi ha fatto saltare in piedi come una molla. Era mia cugina da New York. Che parla con tutti in italiano ma con me, visto che l’inglese un po’ lo mastico, parla in lingua. Io appena sveglio faccio fatica a parlare in italiano, e stamattina mi son svegliato con una che voleva che parlassi in inglese. Ho ottenuto un compromesso “facciamo così, io ti parlo in italiano e te mi parli in inglese”.
Ci viene a trovare fra pochi giorni.
Bello.
Magari un po’ più di preavviso tornava comodo.
Prima o poi lo faccio anch’io. Piombo a New York avvisando pochi giorni prima. Sì sì, lo faccio. Giusto il tempo di entrare in terapia e curare la mia paura di volare e lo faccio.

24. luglio 2003

Dormi dormi

Ci son delle volte che la radio, sembra che ti guardi dentro prima di farti sentire una canzone.
E ci sono canzoni, che sembra che ti abbiano guardato dentro prima di scriverle.

Stai con me….ancora un po’
solo un momento… ti pagherò
Soltanto un attimo…. di Nostalgia
oppure per un attimo e poi vai via!

e tu Parli…. parli…
parli di “cose che passano…..”
e poi sogni…… sogni
sogni che poi svaniscono.

Stai con me… ci stai o no
ci stai un attimo…… un giorno
ci stai per essere ancora mia….
oppure ci stai per non andare via!!

E tu dormi, dormi
mentre i miei sogni crollano
e tu dormi, dormi
e i sogni poi si scordano
!

23. luglio 2003

Amore è

L’amore è quando
la ragazza si mette il profumo, il
ragazzo il dopobarba,
poi escono insieme per annusarsi.
(Martina, 5 anni)

22. luglio 2003

Compleanni

Ho scoperto che scrivere in un foglio txt poi incollare qui, mi trovo meglio.
Ieri ha compiuto gli hanni G, amico mio. Ne ha fatti 30 ma non sembra mica, nè a vederlo nè a sentirlo. Certo probabilmente negli anni i discorsi, il modo di affrontare i problemi saranno cambiati, ma io non ci vedo una gran differenza. Sarà che eravamo molto maturi da ragazzini. Sarà che siamo molto immaturi adesso. Che certe volte sembriamo la pubblicità della sindrome di Peter Pan.
Ma quando si cresce insieme è inevitabile: troppe volte ubriachi, troppe feste a vino e chitarra, troppe risate, troppi discorsi seri seduti su di un argine. Alla lunga ti rincoglioniscono per forza.
Facciamola breve. In gamba G.
E quando ne farò trenta io, l’anno prossimo, sarà grossa crisi. Dovrò dimostrare a tutti gli amici che so ancora divertirmi come quando ne avevo venti. Dovrò dimostrare a tutte le donne che le so conquistare meglio di quando ne avevo venti. Dovrò dimostrare a mia madre che ho imparato a rifarmi il letto.

21. luglio 2003

Orientamento

BellariaQuesta mattina mi sono perso nelle campagne ritornando a casa.
Ho sempre avuto una tendenza naturale a perdermi: ricordo d’estate da piccolo che i miei genitori, quando si andava al mare sull’Adriatico, a Bellaria, mi appendevano al collo il numero del bagno stampato su di una medaglietta, così quando mi perdevo chi mi trovava riusciva a portarmi al Bagno Antonio N°12 e il bagnino, Antonio appunto, chiamava i miei al megafono: “Il piccolo Andrea si è perso e aspetta i genitori all’ombrellone del bagnino”. I miei arrivavano, con due scappellotti caricati in mano, me li ammollavano sulla testa e mi riportavano all’ombrellone. Non bastava mica a donarmi il senso dell’orientamento.
E da allora è stato un perdermi continuamente, se visito una nuova città mi serve una cartina più che dettagliata, e se c’è un accompagnatore è anche meglio.
Mi ero perso una notte in spiaggia qualche anno fa, in vacanza con gli amici. Ma lì ero stato aiutato da un po’ troppi superalcolici in circolo, che mi son seduto su di un pattìno a guardare il mare e ci son rimasto 3 ore senza rendermene conto. E gli altri senza rendersene conto sono andati via e mi han mollato lì. Mi sono rialzato, mi son guardato attorno e non c’era nessuno. Begli amici, e adesso dove vado? Cinquanta percento, a destra o sinistra. Ok, vado a sinistra. Bravissimo. Dopo una mezz’ora ho capito che dovevo andare a destra. Mi ha recuperato uno di quelli che mi aveva lasciato lì, mi ha visto ciondolare in giro per la spiaggia che sembravo un naufrago. Sì, naufrago in un mare di tequila.
E anche ora continuo a perdermi. Ma non solo fisicamente, mi perdo anche nei discorsi. Che se ne comincio uno non è detto che sappia dove vado a finire, e non è detto che lo finisca.
E mi perdo anche nei discorsi degli altri, li ascolto e mi lascio perdere. Le persone che parlano tanto mi sono sempre piaciute. Chiaro che ho una mia idea di tanto, e tra il tanto e il troppo il confine è molto sottile. Ma nelle loro chiacchiere faccio ragionamenti miei che porto avanti tra me e me, e magari mi distraggo e sembra che non li stia più ascoltando, e a volte è così davvero.
Parlo poco, è vero. Perchè mi piace ascoltare gli altri. E perchè così evito di perdermi, che secondo me mi viene una faccia un po’ da stupido quando me ne accorgo.

18. luglio 2003

Son stanco, scrivo poco per

Son stanco, scrivo poco per quello.
Lavoro, mangio, dormo e litigo.
Sto litigando con tutti: la morosa è la prima, ci capiamo poco, ci vogliamo capire ancora meno, quindi si litiga.
Poi litigo con chi lavoro, che col caldo la gente secondo me gli si gonfia il cervello e diventan stupidi come raccontava quella leggenda metropolitana sui dobermann. Gli si gonfia il cervello nella scatola cranica e diventano stupidi.
Litigo con i miei, che volan parole non appena ci si incrocia, che mia madre non sopporta quel mio modo di rispondere che la fa andare in bestia. Giuro che quando capirà che parlo così apposta perchè so che la fa andare in bestia, smetto.
Litigo anche col mio cane, che capisce meno del solito, o forse di più, che l’altro giorno dovevo fargli il bagno ma non ho nè toccato la canna dell’acqua ne gli ho fatto vedere il guanto che uso per lavarlo, ma è bastato dirgli “andiamo” che è volato nella cuccia, impuntato contro le pareti che sembrava il cane di Manolo.
Che proprio non capisco, vi sembro indisponente? Vi sembro maleducato? Eh, cazzoni?

16. luglio 2003

Oggi, comprando le sigarette, ho

Oggi, comprando le sigarette, ho trovato una “scritta deterrente” (si chiamano così?) che mi ha lasciato basito.
“Il fumo fa invecchiare la pelle”.
E allora? Che cosa mi significa? Ma tu, omino che inventi le scritte sulle sigarette, hai idea di quanti siano i fumoatori a cui importa dell’aspetto della propria pelle? Lo sai che funzionano meglio le pubblicità degli antirughe che quelle contro il tabacco?
Se vuoi far leva su cose a cui la gente tiene davvero ti metto qui una mia versione un po’ più di impatto, e se vuoi copiare fai pure.

Il fumo invecchia le palle

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