30. maggio 2003

Leggevo su Il Nuovo della

Leggevo su Il Nuovo della GdF che si è messa a intercettare e denunciare gente che scambia file su internet. Ecco come farmi girare i coglioni per il resto della giornata.
Allora, a parte che se questi sceriffi della rete riescono a tracciare gente che scambia file coi vari kazaa winmx emule etc mi inginocchio davanti a cotanta genialità (e infatti verso fine articolo si capisce che la gente rintracciata è stata seguita sui newsgroup), ma cara GdF, con tutti i problemi che abbiamo in Italia e di cui voi potreste occuparvi, ma vi sembra umanamente accettabile vedere gente comune che viene denunciata e che magari dovrà anche affrontare con l’ipotesi di RICETTAZIONE un processo per aver scambiato degli mp3?!?!?!
Mi fa una tristezza immensa vedere come l’approccio al mondo internet da parte delle forze dell’ordine è rimasto praticamente lo stesso di quando c’erano le BBS e si sequestravano i pc solo perchè avevano un modem che si era collegato almeno una volta a queste bbs.

Il discorso che ho in mente è troppo complicato per poter essere messo giù in maniera corretta con la carogna che ho sulle spalle al momento: mi limiterò a riportare alcune frasi che riguardano questo fatto e che ho trovato in vari siti di news sulla rete e che dimostrano l’ignoranza che dilaga (sia tra i giornalisti che tra chi ha fornito loro queste notizie):
Il Nuovo = “Due giorni fa – dicono gli investigatori – su Kazaa erano collegati tre milioni di utenti”. Siti così ammettono, sono praticamente impossibili da controllare… : certo, soprattutto perchè Kazaa non è un sito ma un software.
Repubblica = sono stati intercettati in modo massiccio anche i messaggi di posta elettronica – spesso criptati : complimenti, riuscite anche a decriptare i messaggi? Siamo di fronte a dei luminari… consiglio di abbandonare il Corpo e mandare Vs. curriculum a : PGP Corporation, 3460 W Bayshore, Palo Alto, CA 94303.
Repubblica = Una volta entrati nel cuore delle “pagine archivio”, quelle con l’elenco dei prodotti accessibili (musica in formato Mp3, film di prima visione, software di ogni genere e l’immancabile porno), i finanzieri hanno quindi potuto stilare un elenco degli utenti finali. : pagine archivio? e che roba è??? e il rapporto paginaarchivio-utentifinali quale sarebbe???
Repubblica = “Ci siamo accorti – spiegano gli inquirenti – che quasi tutti gli archivi si nutrivano da siti molto diffusi, come Kazaa, Gnutella, Winmx, Morpheus” : NON SONO SITI!!! La vogliamo capire o no?!?!?!?! Diomio che tristezza…

Andiamo male, mamma mia come andiamo male…

Alla fine della fiera comunque non ho capito se le persone rintracciate condividevano e scaricavano peer-to-peer o via server. Complimenti per la chiarezza.

28. maggio 2003

Qualcuno ha raggiunto il mio

Qualcuno ha raggiunto il mio blog facendo una ricerca in Google con le parole “Blog di un figo”.
Adoro questo motore di ricerca…

27. maggio 2003

Sabato mattina mi sveglio e

Sabato mattina mi sveglio e visto che ero in casa da solo, che non c’era nessuno a farmi compagnia per la colazione, mi alzo e vado a far colazione nel mio bar preferito, lì in centro.
Prima passo in libreria e mi compro il libro che m’han detto che merita e vado in fiducia, in genere non rimango deluso, poi uscito dalla libreria dopo un po’ troppo tempo in coda vado col passo di chi non ha grandi cose da fare verso il bar.
Si sta bene seduti lì, col giornale che leggi le poche cose che succedono in questa piccola città e pensi che è una buona cosa che non c’è niente di importante da leggere sul giornale, vuol dire che qui si sta bene in questa città, dove tutti son contenti allegri spensierati che non succede mai niente, e cerchi di ignorare il dubbio che ti viene che forse qui fan finta di niente che magari qualcosa di brutto sotto sotto c’è.
Ciao mi sento dire, alzo gli occhi e dico Ciao e intanto penso che è meglio se mi faccio venire in mente molto velocemente il nome di questa che mi saluta che ha una faccia familiare ma di uan familiarità lontana, che vuol dire che è un bel po’ che la vedo, poi mi ricordo il nome e mi ricordo anche che saranno dieci anni che non la vedo. Ciao come stai le dico e penso che è una domanda un po’ troppo generica da fare a una persona che son dieci anni che non la vedi, ma ormai l’ho fatta, e lei mi dice che sta bene (potevo pretendere altro?) e allora parliamo di quanto tempo è passato e di cosa abbiamo fatto e concluso in questo periodo che riassumere dieci anni poi finisce che parli solo degli ultimi due o tre che non ho mica tutta la giornata per star lì a parlare di noi, anche se forse non mi dispiacerebbe. Poi ci salutiamo e lei va a sedersi con il suo probabile fidanzato e i probabili genitori di lui o di lei, che dal fatto che non riesco a capire di chi sono i genitori vuol dire che è tanto che sono insieme. Povera, mi spiace perchè lui ha un po’ la faccia da stupido, e mi viene in mente che lei stava sempre con delle facce da stupido: certe cose non cambiano mai.
Torno al mio cappuccino alla mia pasta alla crema e al mio giornale e passano cinque minuti e mi alzo per salutare un’altra amica che questa però la vedo più spesso e si siede lì con me per fare un po’ di chiacchiera generale. Poi va via che deve andare al mercato e va di fretta casomai ci rivediamo quando torno indietro mi dice. Non credo, adesso vado via che non mi piace che mi interrompono il giornalebriochecappuccino ogni cinque minuti. Pago e vado.
Cammino verso casa e guarda un po’ chi arriva dall’altra parte. Dopo che l’ho lasciata saranno passati quattro anni che l’ho incrociata un paio di volte in questi quattro anni ma non son mai riuscito a parlarle per bene. Allora mi faccio vedere e mi viene incontro con un mezzo sorriso che capisco che forse era meglio se non mi facevo vedere.
Uno di fronte all’altro è evidente che valutiamo per prima cosa le rispettive situazioni fisiche: lei praticamente uguale solo un po’ più donna di allora, io un po’ di chili in più e un po’ più faccia di culo di allora. Non so se si è accorta dei chili in più, ma della faccia di culo direi proprio di sì dall’espressione che si intravede da sotto gli occhiali scuri.
Solita rassegna di domande di rito comestaicosafaicomevannogliesamicomevaillavoro il tutto permeato da uno strato di imbarazzo non poi così tanto sottile che mi sa che forse ce l’ha ancora un po’ con me. Peccato perchè a me interessava veramente sapere come stava e cosa faceva e magari anche come andava col suo moroso che so ce sta con uno da un bel po’ di tempo, ma visto che l’aria la potevo tagliare col coltello taglio corto saluto e mi avvio. Un po’ in confusione vedo che anche lei si avvia però verso la stessa strada che ho preso io, allora mi lascio scappare una cosa tipo Dai prendi un po’ di metri che sennò tocca risalutarci ancora e lei sorride con un vaffanculo in fronte che è sempre meglio di un vaffanculo senza sorriso.
Bello il sabato mattina in giro per la città. Sabato prossimo provo a stare a letto.

22. maggio 2003

Il bambino alla mamma:”Mamma perche

Il bambino alla mamma:”Mamma perche la maestra chiama Roberto Robertino, Paolo Paolino, Luca Luchino e a me no?”.
La mamma tentennante: “Lo capirai da grande………..Pompeo”.
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Uhahauauahah… m’ha fatto morire :°°°)

20. maggio 2003

Non si scorda mai

Io da piccolo ero un bambino simpatico, direi sopra la media. Ma ero anche sveglio sopra la media… la prima bimba l’ho baciata che avrò avuto 8 anni. Mi ricordo la scena perchè è stato un po’ un trauma dal momento che mia nonna ci aveva trovati avvinghiati.
Lei era la mia vicina di casa di un anno più vecchia praticamente una sorella, eravamo cresciuti insieme e probabilmente mi era sembrato giusto sperimentare con lei le prime esperienze. Così un giorno, non ricordo da chi era partita l’idea, abbiam deciso di provare a baciarci come nei film. Stando però attenti che non ci trovasse mia nonna che eran cose che mia nonna non era abbastanza moderna per poterle condividere. Allora cosa facciamo? Dai nascondiamoci sotto il tavolo in sala, tanto mia nonna è di là e finchè si sente l’acqua che scorre nel secchiaio vuol dire che sta lavando i piatti.
Solo che non avevamo calcolato che mia nonna era un tantino più avanti di noi, e appena ci ha sentiti più silenziosi del solito ha pensato di lasciare aperta l’acqua del secchiaio, così noi pensavamo che stava lavando, ed è venuta a vedere cosa stavamo facendo.
Ci ha trovati avvinghiati sotto il tavolo in un bacio che nemmeno nella migliore delle fiction lo puoi trovare, così appassionati e a occhi chiusi da far schivare l’infarto alla povera nonna, che col suo urlo l’infarto l’ha fatto venire a noi. Santa donna.
Da allora non bacio più nessuno a occhi chiusi.

16. maggio 2003

Finalmente è ancora venerdì. Che

Finalmente è ancora venerdì. Che io sto tutta la settimana in smania perchè deve arrivare venerdì, che c’è sempre qualcosa da fare al venerdì.
Stasera per esempio ho una cena a casa di un’amica che mi hanno invitato due settimane fa: a me non mi dovete telefonare con tutto questo anticipo, che se per caso mi dimentico di segnarmelo da qualche parte (l’ideale sarebbe un tatuaggio) mi dimentico dopo 5 minuti. Sì c’ho una memoria che fa schifo, secondo me quei cellulari lì m’han fritto il cervello. Che una volta ero uno che si ricordava tutto, peggio che un elefante: adesso mi riempio di foglietti gialli che sennò son perso. La mia vita è un grande Post-It.
Beh dicevo della cena: c’è gente che non vedo da una vita e gente che probabilmente non vedrò più per una vita. Già perchè la festa è soprattutto per una partenza, un farewell party dovremmo dire, visto che questa mia amica va a vivere in UK *per sempre*. Fondamentale che queste feste non prendano pieghe malinconiche/tristi/mimancheretetanto altrimenti non ci saltiamo più fuori: urge veloce giro di vini/aperitivi prima di cena in modo da stordire subito l’ambiente e che nessuno osi spargere tristezza che lo prendo a noccioline in fronte. E’ gradita anche chitarra che da ubriachello sembro anche uno bravo. “Fare thee well, fare the well, fare thee well boys ‘cos I’m going away, fare the well to the Ramblers who’ve been drinking with me and to the girlies who’ve been looking after me.”
Dai che ho un po’ di tensioni da smaltire e una seratina così mi ci vuole proprio: ore 17.00 passo al lavaggio, ore 18,30 passo al negozio di vini (che portar na boccia non fai mai brutta figura), ore 19,30 salutino alla morosa, ore 21.00 cena. Fammi vedere… sono le 9.23. meno di 8 ore alla partenza. Mi toccherà riempire il tempo lavorando…

14. maggio 2003

Test dell’Inferno di Dante

Ho fatto anche il Test dell’Inferno di Dante… mi sa che non saprebbe dove mettermi (nel senso che avrebbe l’imbarazzo della scelta…)… dai ma non sono così una brutta persona!!!!:

Il Test dell’Inferno di Dante ti ha confinato al Secondo Girone dell’Inferno!
Ecco quali sono i rislutati di tutti i gironi:
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Test sul Disordine della Personalità

HAH! Prendendo spunto dal blog di webfrancy ho fatto il Test sul Disordine della Personalità…. mica male
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Ieri sera m’è capitato di

Ieri sera m’è capitato di rivedere un riassunto delle prime puntate del Grande Fratello.
Penso d’aver capito perchè mi stan sui coglioni.
Loro hanno le SENSAZIONI. Ogni volta che uno entrava nel confessionale diceva di sentire come una sensazione… non so cosa è, ma ne ho la sensazione.
Lo so io cosa è. E’ che non sai parlare e non riesci a capire cosa ti sta girando nella testa quindi dici che hai le sensazioni.
A me la gente che le sensazioni mi sta sui coglioni… spiegami! Dammi delle spiegazioni motivate e ragionate! No… sai… è come una sensazione…

12. maggio 2003

Sai cosa è che mi frega?

Sai cosa è che mi frega? Mi frega che son nato in campagna, che nascere in campagna ti segna per tutta la vita, soprattutto in questo periodo dell’anno. E in campagna, proprio in questo periodo, io bisogna che ci torni, per sentire gli odori, che in questo periodo la campagna sa di vita (e verso sera o a mattino presto sa anche di merda, ma è un altro discorso, i campi bisogna pur concimarli). “… e l’odore dei fossi lo riconoscono in pochi” cantava il buon vecchio Ligabue, beh, me la son sempre tirata che io l’odore dei fossi lo riconosco al volo. Che da giovani la campagna era il rifugio ideale, le prime sigarette di nascosto le ho fumate sotto una vite nel caldo bollente del luglio emiliano, che ti sega le gambe se non stai attento. Si prendevano le biciclete e invece di andare a messa (sì mamma vado a messa e poi torno) si andava sotto le viti a fumare lucky strike, che più eran pesanti e più eri figo. Che ogni tanto capita di tornarci alla domenica lungo i fossi a fumare sigarette, solo che ora non i si va più in bici ma si prende la macchina, e le lucky strike son diventate sigari o marlboro light (come se facessero meno male…), e le ragazzine di cui si parlava son diventate mogli conviventi o fidanzate (o ex…).
M’avevan chiesto di trasferirmi a Milano per lavoro, che avrei anche guadagnato un sacco, ma io a Milano muoio, che quando ci vado in giornata arrivo a sera che mi manca il fiato, e se devo morire per far su un sacco di soldi mi sa che non ne val la pena (oh, poi ognuno c’ha i suoi valori…).
Che tutto sto attaccamento alla terra alla campagna agli spazi aperti se quando sei alle elementari e hai un maestro che sembra uscito dal libro cuore, che te le mette nel sangue queste cose se già non le hai e se già le hai ti insegna a non perderle, allora sei fregato. E quando ti capita di incontrarlo ancora per le vie del paese con la sua bicicletta la sua barba bianca e se è inverno ha ancora il tabarro e ti riconosce ancora dall’alto dei suoi 80epassa anni, ti vien da piangere e ringraziarlo per cosa ti ha insegnato, e se lo fai, piange anche lui.
Chissà forse uno che è cresciuto in città queste cose non le può capire e magari dice che son tutte puttanate, ma cosa vuoi che capisca lui, che è nato in città…

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