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19 gennaio 2004

Quando sarò capace d’amare

Quando sarò capace d’amare probabilmente non avrò bisogno di assassinare in segreto mio padre né di far l’amore con mia madre in sogno. Quando sarò capace d’amare, con la mia donna non avrò nemmeno la prepotenza e la fragilità di un uomo bambino.
Quando sarò capace d’amare vorrò una donna che ci sia davvero, che non affolli la mia esistenza ma non mi stia lontana neanche col pensiero. Vorrò una donna che se io accarezzo una poltrona, un libro o una rosa, lei avrebbe voglia di essere solo quella cosa.
Quando sarò capace d’amare vorrò una donna che non cambi mai ma dalle grandi alle piccole cose tutto avrà un senso perché esiste lei. Potrò guardare dentro al suo cuore e avvicinarmi al suo mistero non come quando io ragiono ma come quando respiro.
Quando sarò capace d’amare farò l’amore come mi viene, senza la smania di dimostrare, senza chiedere mai se siamo stati bene. E nel silenzio delle notti, con gli occhi stanchi e l’animo gioioso, percepire che anche il sonno è vita e non riposo.
Quando sarò capace d’amare mi piacerebbe un amore che non avesse alcun appuntamento col dovere, un amore senza sensi di colpa, senza alcun rimorso, egoista e naturale come un fiume che fa il suo corso. Senza cattive o buone azioni, senza altre strane deviazioni, che se anche il fiume le potesse avere andrebbe sempre al mare.
Così vorrei amare.
(Giorgio Gaber)

2 commenti

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1. pandora ha scritto il 19 gennaio 2004 alle 16:12

In cerca d’una qualche stabilità/tranquillità, sto potando i rami più alti ed esili, quelli che crescono alti verso il cielo. Lascio spazio a quelli più robusti che sembrano dare equilibrio alla mia precaria pianta e crescono quesi paralleli al terreno. Che vuol dire? Che la canzone è bellissima, ma mi sembra così lontana…

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2. Z4NN4 ha scritto il 19 gennaio 2004 alle 16:33

la scomparsa di Gaber è stata una delle poche, di personaggi pubblici, ad avermi portato qualche lacrima nell’anima e qualche tentennamento di palpebra. Prendi i suoi album e c’e’ tutto. La vita, gli amici, il sociale, la politica, il paradosso, l’amore. E in merito penso che una cosa più lucida de “Il dilemma” non possa essere scritta.

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