21. settembre 2006

“La vita in diretta”… anche troppo diretta

Antepongo spiegazione, per chi non sa l’olandese e nemmeno l’inglese: l’ospite ha subito una castrazione in seguito a un errore chirurgico, il conduttore lo intervista, o almeno ci prova.

Update: con la tipica simpatia che contraddistingue i belgi qui un simpatico nazionalista fa notare (buttando lì uno “stupid” e un “moron”) che il video qui sopra non è olandese ma belga.

15. settembre 2006

Onda su onda

Ieri sera, le 20.30 circa. Siam lì io e morosa sulle strisce che attraversano Viale Vittoria che aspettiamo che passino un po’ di macchine e poi attraversiamo, che vien giù un’acqua che dio la manda e prima entriamo meno ci bagnamo. Ci aspettano un po’ di amici, una cenetta infrasettimanale.
Chiacchieriamo, sto ridendo, che è buffo dover aspettare che passino le macchine, che sono io quello sulle strisce pedonali e dovrebbero esser loro a fermarsi. E invece no, non solo non si fermano, ma quell’idiota su quella Mercedes passa agli 80 all’ora su quella pozzanghera davanti a me, che non avevo visto.
Tsunami.
Ci guardiamo, increduli, ho acqua di pozzanghera anche in bocca, son zuppo fradicio e lei è messa più o meno uguale, forse un po’ meno bagnata di me, solo che lei adesso si è spostata un po’. Io ora sono girato di spalle alla strada ma non mi son mosso di un centimetro, sputo, impreco, smadonno, prego accidenti e cerco di asciugarmi in qualche modo.
La prima regola da tener presente, dopo che succede una cosa del genere, è: spòstati.
Solo che non ci penso, son troppo impegnato con le preghiere.
Secondo tsunami.
Completamente-bagnato-anche-dietro.
Lei è piegata in due dal ridere, io ho la faccia di questo qui nella foto.
Il gavettone bifronte è un esperienza che ti segna, ti fa capire quanto siamo fragili, quanto oggi sei qui domani chissà, riporta la percezione dell’esistenza ad una dimensione più concreta, per insegnarti che sì, gli altri son stronzi, ma esser coglioni certo non aiuta.

05. settembre 2006

Sugar-not-free

Io non è che ce l’ho a morte coi massesi o coi carrarini o con gli indigeni della Versilia in genere, penso solo che se uno non c’è portato a trattare con la gente, non aprire un esercizio turistico. E da quelle parti, diciamo dalla provincia di La Spezia fino alle parti di Viareggio, ce n’è tanta di gente che non ci sa fare. Ogni volta che parlo con qualcuno che sta dietro un bancone, in Versilia o nello spezzino, finisce che ci litigo. Questo è solo l’ultimo di una lunga serie di episodi.
Son lì che passo a piedi davanti al bar del campeggio dove sono ospite, vicino a Marina di Massa, e sto andando con un po’ di gente verso le macchine e poi verso la festa della birra a Carrara. La morosa mi fa “Senti, non è che potresti prendermi due bustine di zucchero, si sa mai che svengo?”. Lei c’ha sta cosa: ogni tanto, sviene. Fatti vedere, gli dicon tutti, e lei s’è fatta vedere: non c’ha niente, solo, ogni tanto, sviene. Basta averci un po’ di riflessi e prenderla al volo.
Leggi tutto…