27. luglio 2006

Luglio col caldo che mi squaglio

A casa da solo, buttato sul divano che più che altro sembra che ci son caduto sopra dal terzo piano tanto son scomposto, guardo un film disastroso su canale 5 col ventilatore in fondo ai piedi che butta su aria nella sequenza piedi-gambe-zonaballe, che per me è il metodo più rinfrescante. Paglie a sinistra su una sedia, ci vorrebbe una biretta gelida ma son nel frigo al piano di sotto. Son due rampe di scale che non me la sento di scendere. Invece due rampe di scale andando in alto ci sarebbe l’aria condizionata, in mansarda, ma non ce la posso fare, troppo lontana.
Mi gioco la carta fratello, urlo per chiedergli se gli va di scendere a prendere due birette ma non mi sente, è murato su al piano Alaska, a giocare alla playstation coi giapponesi via internet: e chi lo smuove di lì? Gli verran le dita a mandorla a forza di smarlettare.
E allora resto qui, terremoti e tsunami in tv, ventilazione e nicotina, ad aspettare queste ferie che non vogliono arrivare.