19. luglio 2005

Stile libero

Io, faccio un po’ questa confessione che secondo me l’ho fatta poche volte in vita mia, però visto il periodo ci sta, io ho un po’ paura del mare.
So nuotare eh, so che sto a galla, so fare un po’ lo stile libero, in acqua so muovermi, però io ho paura quando non so dove aggrapparmi. Devo avere un punto stabile e solido che mi sembri raggiungibile in caso di emergenza, chessò un crampo o un po’ d’acqua di traverso o una medusa o uno squalo o qualsiasi cosa, che ho il problema che mi entra l’acqua dal naso che c’ho il naso che da fuori è normale ma di dentro si vede che è fatto strano e se mi va la testa sotto mi entra tutta l’acqua, ecco io devo avere la riva vicina, o un gommone, o un qualcosa che galleggia a cui aggrapparmi. Ecco. E qualcuno ha osato vedere in questo una grande metafora del mio modo di rapportarmi a certe situazioni affettive.
A me quando mi dicon queste cose mi vien bisogno di un salvagente.

Puoi chiamarlo nuotare se ti spaventa o forse amore – Subsonica