28. febbraio 2005

La donna del sale del mare

Io mi ti immagino, omino del sale, che ieri sera sei andato a letto che si vedevano le stelle, e hai pensato che finalmente per una sera puoi dormire e non devi andare a spargere il tuo sale sulle strade, che tanto cosa vuoi che nevichi con un cielo così, e addormentandoti hai sognato il mare e il suo sale, e hai sognato la donna del sale del mare, che non l’hai mai vista ma è sicuramente la donna fatta per te, che lei sta lì, sulla sua isoletta sempre calda e sempre al sole, e ogni tanto butta il sale in mare che così l’acqua è sempre salata, e quando tu vai in giro col tuo camioncino spargi-sale, al freddo, pensi sempre a lei e un po’ ti scaldi, che quel sale che stai spargendo magari un po’ è anche lo stesso che lei ha buttato in mare, e che prima o poi la incontrerai, non solo nei sogni, la tua donna del sale del mare.
E mentre eri lì che sognavi di lei, fuori tutto in una volta ha nevicato fortissimo, ma tu dormivi e hai continuato a dormire, che tanto c’erano le stelle, e dormivi ancora quando io stamattina uscendo dal panettiere sono scivolato sul ghiaccio, che non c’era il tuo sale, e cadendo ho sbocciato la portiera della mia macchina con una testata, che le signorotte son corse subito lì che il botto è stato fortissimo, e una vecchietta rideva anche, bastarda. E ho anche dovuto ricomprare il pane.
E tu lì, a sognare la tua donna del sale del mare, stronzo.