« - Home Page - »

18 gennaio 2005

Il Bestia

Io da ragazzino avevo un Ciao. Gli scooteristi aggressivi dei giorni nostri non lo capiscon mica cosa vuol dire avere un Ciao. E’ un po’ di più di una bicicletta a motore e molto meno di uno scooter, ma cavoli, a 14 anni non potevo chiedere di meglio. Poi ci hanno imposto il casco e andare in Ciao tutto magro con sto casco enorme in testa sembravo un ChupaChupa a motore. Ma il problema vero era che girava qualcuno che aveva il Fifty della Malaguti, che era molto più vicino alla moto che al motorino, aveva anche le marce perdio! E io col mio Ciao blu che era anche un modello vecchio arrivavo al massimo ai 50 all’ora, piegato e sottovento e con un tir davanti per tagliare l’aria.
E allora cosa ho fatto? Beh ho iniziato che ci ho cambiato il ginglore, al Ciao, che è una valvola che nebulizza la benzina nel carburatore, e se la metti un po’ più grande va appena appena più forte, che io volevo starci dietro a quelli col Fifty. Ma non bastava. Allora cambiamoci la marmitta, Proma o Giannelli, eran quelle le marche: il Giannelli era sto tubo che faceva tutti dei giri strani, il Proma era quella dorata e corta. Ma no, non era ancora abbastanza, e mi son lasciato un po’ prendere la mano: pistone testa carburatore, alla fine sto povero Ciao faceva i 90 all’ora. Con alcuni problemi: in curva la debolezza del punto di giuntura tra pedana e serbatoio lo portava a piegarsi in due, il sistema frenante era per frenare ai 50 e ai 90 mi serviva un paracadute sulle spalle e infine i consumi non erano dei migliori: cosa avrà tenuto? 5 litri? Eh, bastavano 4 chilometri tirati per restare a secco. Infine, ci voleva tanta, tanta, tanta attenzione ad accelerare, che era un attimo ritrovarsi sulla schiena col motorino sullo stomaco.
Tocco finale: alcune righe bianche per profilare la carrozzeria blu, che parlare di carrozzeria per un Ciao fa un po’ strano, manopole e fanale bianchi, e un nome degno adesivato sul copricarter. “Il bestia”.
Vado al bar, col Bestia, a farlo un po’ vedere, che noi piccoli bulli di paese ci si trova al bar e siccome i bicipiti non hanno ancora dato segno di voler prendere una qualche forma ci tocca mostrare i motorini. E arriva il giorno che quello anche lui col Ciao elaborato ti dice: “andiamo a tirarli?”. Che è un modo amichevole per sfidarti, te e il bestia, e non puoi dire di no.
Aperta campagna, strada drittissima per almeno 2 chilometri, case sparse lungo la strada con annesse aie e stalle. E’ luglio e fa un caldo che si crepa, niente caschi che chi vuoi che passi di lì a quell’ora. Quell’effetto riverbero dovuto al caldo sull’asfalto. Siamo io, lui e altri 4 o 5 curiosi. Nessuno dice via, nessuno vuol far sembrare che sia una gara, ma lo è, altrochè se lo è. La partenza ce la diamo con uno sguardo e ci buttiamo lungo questa strada a testa in giù. Resto un po’ indietro, ma lo sapevo che in ripresa devo accelerare mica troppo per non fare il giro della morte da fermo, poi inizio a prenderlo, gli passo di fianco resto lì un po’ e il bestia credo per orgoglio dà uno strattone finale e si lancia nella leggerezza dei miei 14 anni verso una vittoria che ne avrei parlato per chissà quanto.
Mentre son lì ancora abbassato che voglio dare più stacco possibile all’altro vedo in lontananza una gallina che attraversa la strada. La punto. Ma mica voglio investirla, son mica scemo, facendo due calcoli occhio e croce dovrei passarle di fianco. Infatti quando le sono vicinissimo lei ha già finito di attraversare la strada e io posso essere fiero della ciliegina sulla torta, che schivare la gallina è un atto di bullaggine mica da ridere. Solo che.
Solo che la gallina, si sa, non è un animale intelligente. E fa un salto indietro. Io provo a frenare, e in effetti le ruote inchiodano, il fatto è che inchiodano su di lei, prima la ruota davanti poi quella dietro.
In un tripudio di piume bianche e odore di gomma bruciata riesco a fermarmi: la gallina, o meglio quel che ne resta, una ventina di metri dietro di me, spalmata su qualche metro di asfalto, e il mio sfidante fermo di fianco ai poveri resti, che li fissa impietrito. Un’ala sbatacchia ancora un po’. Io cerco ancora di capire come ho fatto a non volare via quando sento qualcuno urlare dalla casa lì di fianco: è il paesano proprietario della gallina, che correndoci incontro con un bastone in mano vuole ringraziarci per avergli preparato il necessario per il brodo della domenica.
E allora via. Giù a testa bassa per la stradina di campagna, non ci avrai mai contadino, nè potrai mai capire le eroiche gesta di noi, gioventù bruciata della bassa, che rischiamo le nostre vite sui Ciao e ci facciamo di lambrusco e malvasia immolando galline al dio velocità. Altro che James Dean e la sua chickie run: it’s a chicken run, baby.

29 commenti

Gravatar

1. Sleepless ha scritto il 18 gennaio 2005 alle 14:22

son bei momenti….

solo chi ha vissuto l’ebbrezza di un ciao modificato può capirti…

era fantastico quando andavi a manetta e ti sembrava di andare a velocità WARP, pronto per il salto nell’iperspazio!

Gravatar

2. Parolenelvento ha scritto il 18 gennaio 2005 alle 14:38

Povera gallina…

Gravatar

3. cofano ha scritto il 18 gennaio 2005 alle 15:24

@ Sleepless: è bello sapere che c’è gente che sa cosa vuol dire tutto cioò 😉

@ PnV: eh sì, dispiace, ma trattasi evidentemente di suicidio, checcevoifà…

Gravatar

4. phoebe1976 ha scritto il 18 gennaio 2005 alle 16:07

Avvertimi, caspita, avvertimi!!!

Sono al lavoro!!!

E son scoppiata a ridere come una cretina davanti al monitor! Che vuoi farmi licenziare? EH??? EH??????

Povera gallinella…

😀

Gravatar

5. utente anonimo ha scritto il 18 gennaio 2005 alle 16:33

Se sei l’unico blog nella mia folder

“blogs” di FireBird, ci sarà un perchè.

Cazz, cosa aspetti a scrivere un libro.

.jZ

Gravatar

6. utente anonimo ha scritto il 18 gennaio 2005 alle 18:38

Io avevo un Eco Gilera. Bianco. Non modificato. Saremo stati in tre in tutt’Italia. Sì, ci segue uno psicologo.

Gravatar

7. pandora ha scritto il 18 gennaio 2005 alle 19:01

Io c’avevo la sorella col califfone + (quello con le marce, brutto da morire ma camminava parecchio) e pure lei si dilettava con le modifiche e le gare.

In qualche modo penso di aver capito.

Forse.

Anche se le mie “due” ruote preferite sono il triciclo.

Gravatar

8. utente anonimo ha scritto il 18 gennaio 2005 alle 23:28

Anch’io ce l’avevo un ciao blu! 🙂 Mix.

Gravatar

9. utente anonimo ha scritto il 19 gennaio 2005 alle 09:19

dopo un ciao rosso ereditato dalla sister, venni in possesso di un Tuareg 50, la Creatura, con cui scorazzavo per la campagna. Con 19 e Giannelli Power (presente le fiamme dell’inferno?)L’accendevo a casa, mi sentivano in paese a 1 km di distanza… grazie per aver spolverato il ricordo di siffatte epiche imprese

Gravatar

10. cofano ha scritto il 19 gennaio 2005 alle 10:42

@ phoebe: ok dai, la prossima volta ti mando un avviso via msngr 😉

@ .jZ: eh ma grazie, davvero.

@ anonimo: ecogilerabianco… sì, deve essere grave….

@ pandora: la sorella che modificava il califfone?!?! Ma grande!

Gravatar

11. venedikt ha scritto il 19 gennaio 2005 alle 15:28

sempre pensato che nascondi un’anima da tamarro di campagna.

Gravatar

12. utente anonimo ha scritto il 19 gennaio 2005 alle 16:53

In effetti questo racconto da eroe del Pippo Bar ti da un’aurea da grande tamarro … ma proprio tanto.

Gravatar

13. ortolina ha scritto il 19 gennaio 2005 alle 16:57

ero io prima …

Gravatar

14. noantri ha scritto il 19 gennaio 2005 alle 16:58

Sei poco meno grande di un DIO 🙂

Ti leggo sempre che è un piacere.

[Ste]

Gravatar

15. cofano ha scritto il 19 gennaio 2005 alle 21:02

@ venedikt & ortolina: son cresciuto in campagna, mica a Beverly Hills ;-P

@ ste: per i miracoli ci stiamo attrezzando (in quanto poco meno di un dio parlo al plurale, tipo il mago otelma*) 😉

*: curiosità OT, Otelma al contrario si legge Amleto

Gravatar

16. utente anonimo ha scritto il 20 gennaio 2005 alle 10:33

Bellissima storia. Io avevo un Garelli. Già sai…

Gravatar

17. qoelet ha scritto il 20 gennaio 2005 alle 12:25

Gran bel post! A proposito di motorini truccati, da noi a San LAzzaro si era molto avanti rispetto ai paesanetti come voi… Io avevo un mio compagno di squadra in under 16 che chiamavamo Lupo, anche se non ho mai saputo il perché. Ebbene, voleva truccare il suo Fifty, e ci chiese consiglio. Gli dicemmo di allargargli le luci… Tu non ci crederai, ma giuro che arrivò una settimana dopo ad allenamento con montato un fanale di una Citroen CX e ci disse, smontando: “Non capite un cazzo di motori. Non va più forte di prima”. In quartiere ancora se ne parla…

Gravatar

18. razer ha scritto il 20 gennaio 2005 alle 23:41

Io c’h oancora un vecchio malanca a variatore e leovinci. Na roba per pochi intenditori.Era diventato mio da quando mia madre ci aveva lasciato un femore. Ho provato a farlo ripartire, dopo aver letto stà storia. Lui è anche partito. Solo che mio padre avevea appena dato il bianco alle pareti della taverna…Sicuro che nella foto sia un fifty e non un surrogato tipo califfone o simil- tubone? Bel Blog cmq.

Gravatar

19. cofano ha scritto il 21 gennaio 2005 alle 09:56

@ anonimotraminer: Ah, il garellone… 🙂

@ qoelet: Ahahahahah oh ma è una storia bellissima (sembra più una barzelletta sui carabinieri, forse nascono così) :)))

@ razer: mah guarda mi fai venire il dubbio…. non so, il sito da dove l’ho presa parlava di Fifty ma in effetti può anche essere un “simil-tubone”. Chiaramente sono qui ad esimermi da ogni responsabilità nei confronti del bianco dato da tuo padre alle pareti 😉

Gravatar

20. utente anonimo ha scritto il 21 gennaio 2005 alle 17:07

ROTFL! Io avevo un motron, che era un po’ il fifty degli sfigati: solo tre marce e un motore che si spompava dopo i 2000 km. Non l’ho truccato perché spendevo tutti i soldi in chitarre & accessori… Mi sarebbe piaciuto farlo, comunque…

Gravatar

21. doctore ha scritto il 21 gennaio 2005 alle 20:43

Ma la sella jankee non se la ricorda nessuno?

Gravatar

22. razer ha scritto il 21 gennaio 2005 alle 22:57

doc. gurda, mi par proprio la sella della foto posata dall’eccelso cofano.

Cof. nessun problema. Un piccolo ritocco e via.MIo padre di nuovo contento.(da tamarro: tutto rego.):-)

Ciao.

Gravatar

23. utente anonimo ha scritto il 22 gennaio 2005 alle 16:45

ho i brividi!capolavoro!mi sa che tra un po’ piango

ho 32 anni e un Ciao grigio nel cuore

Gravatar

24. Omar ha scritto il 23 febbraio 2005 alle 11:13

Poesia fratello, pura poesia…. In realtà mi sto spataccando dalle risate (ho pure certi lacrimoni…)
Questo é un purissimo esempio di tributo a questa terra dove il sole batte forte sulle teste (e di conseguenza i cervelli Don Camillo dixit) e il lambrusco é il miglior carburante che ci sia altro che rossi da meditazione e sentore di frutti di bosco, due belle dita di spuma (bevi subito che diventi furbo) e via carichi come molle a cercar di fare impennare il Califfone della zia (provaci moi té caro il mio sciappinaro!!).

Saluti

Gravatar

25. Adrian ha scritto il 06 febbraio 2008 alle 15:57

anche io ho un ciao..nn va mica cosi tanto..fara i 75-80 pero in ripresa va che è una favola…

Gravatar

26. LELE ha scritto il 03 gennaio 2010 alle 03:45

Il Ciao!!! la cosa più bella del mondo (dopo la figa:D) io ne sto preparando uno da urlo, complimenti per la storia, anche io ho quasi 14 anni, da quanto ne avevo 8 che adoro il ciao, mi è piaciuta proprio la storia:D

Gravatar

27. giuseppe ha scritto il 10 aprile 2010 alle 17:43

io avevo un si un po troppo modificato quandosuperavo i70 mi senbrava di avere un cbr cazzo che bei tenpi quandoprendevamo ingiro un viggile che stava a villa dante quante belle risate voglio cercare un si vecchio da aggiustare se lo trovo lo modifico al100x100

Gravatar

28. marco ha scritto il 30 maggio 2010 alle 06:54

Io invece avevo una vespa elaborata ma una volta in una chiamiamola gara con un mio amico con il ciao lui prese una buca il suo Ciao si spezzò a meta ricordo ancora le risate con questo ciao che se lo portava spezzato in due

Gravatar

29. matteo ha scritto il 11 luglio 2010 alle 18:33

il ciao nn e male pero io ci farei uno scarico piu potente e netterei il turbo di uno scooter xd com figo e sembrerebbo cke tira nn poco ciao

Lascia un commento

Potete usare questi tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>