14. settembre 2004

Quella volta che conobbi Kiki

Non sia mai che non scrivo un post su kiki, passata agli onori della blogcronaca per la chiusura del suo blog. Io kiki la conoscevo di vista. Poi me la son trovata di fianco al concorso dei Poverino’s.
Sono arrivato per primo quella sera, sul palcoscenico a sipario chiuso ci sono le tre sedie che aspettano i tre partecipanti, il teatro è già gremito. Mi siedo su quella in mezzo, giusto per riuscire a socializzare meglio con gli altri due sfidanti, quando arriveranno. Mi lascio prendere un attimo dai miei pensieri e qualcuno mi batte due pacche su una spalla: ah ma è arrivata una sfidante! “Piacere, Cofano” le dico allungando la mano. “…” dice lei. “Non ho capito, scusa, puoi ripetere?”. “…” ripete lei. Comincio a pensare a uno scherzo, lei apre la bocca ma non esce un filo di voce. “Scusami ma non sento” le dico indicandomi le orecchie, che magari è sordomuta, si sa mai, meglio spiegarsi a gesti. Lei con aria abbattuta mi passa un foglietto con scritto “Sono lasignorina e ho un po’ giù la voce”. “Ah”. Fine della nostra conversazione.
A questo punto vengo investito da un profumo leggero, delicato, mai sentito prima. Una musica lieve accompagna il passo leggero di una ragazza bionda, quasi non cammina, sembra su un tapis roulant invisibile. Ha un’aria un po’ snob, ma magari è solo una mia impressione. Mi sento un po’ a disagio, son vestito mica tanto elegante e secondo me ho ancora addosso l’odore della malvasia che ho bevuto prima di entrare, lei ha un vestitino leggero e un filo di trucco e sa di primavera. Si siede alla mia destra. “Ciao! Io sono Cofano” le dico girandomi. Fa un salto. “Scusami, non volevo spaventarti”. “No scusami tu, sono un po’ nervosa” e si porta una mano alla bocca, mordicchiandosi una pellicina del pollice. “Beh dai è una cosa così, un concorso da ridere, c’è mica da innervosirsi”. “No non è per quello…” mi fa “è che forse è successa una cosa poco fa… che se è vera… dio non ci voglio pensare… ma tu chi sei? Cosa vuoi? Lasciami in pace!”. “Ok” dico schisso schisso e torno a fissarmi la punta dei piedi.
Woland, da dietro le quinte, ci fa segno che stiamo cominciando, il sipario si apre e parte la musica. Applausi. Mi alzo in piedi, lasignorina subito dopo di me, kiki invece sembra essere da un’altra parte: le sfioro una spalla, fa ancora un salto e si mette in piedi guardandomi in malo modo. Entra Phoebe, in abito da sera, cavoli se è bella, sembra Ally McBeal, mi strizza un occhio e avanza fino al leggìo, in mano ha la busta col nome del vincitore. Silenzio in sala. “And the blog winner is…”. “BLOG UN CAZZO!” si sente urlare dalla galleria. “Ooooooh” fa la platea. L’uomo addetto all’occhio di bue illumina una persona che si sporge: mica un brutto ragazzo, solo che sembra si sia appena alzato da letto, tutto spettinato e con l’occhio trasognato. “no… nic…” sussurra kiki di fianco a me facendo un passo indietro. “Kiki adesso vieni via di lì e fili a casa che facciamo i conti!” urla ancora questo nic. A me girano un po’ le balle, poteva mica fare sto casino prima di entrare a teatro? Potevano mica litigare a casa? Così mi rovini la cerimonia. E poi le piazzate non mi piacciono. “Oh stai bene?” dico a kiki che è un po’ pallida. Mi guarda un attimo, barcolla, sembra stia per dirmi qualcosa, forse vaffanculo, ma non le esce nulla se non un singhiozzo correndo via dal palco. “Dove cazzo corri???” grida il personaggio dall’alto, un attimo prima che la sicurezza lo prenda e lo porti fuori mentre urla “Anch’io sarò un blogger!!! ANCH’IOOOO!!!”.
Phoebe è ancora lì davanti al leggìo con la busta in mano e la bocca aperta. Woland da dietro le quinte le fa segno di proseguire. Giran le balle anche a lei, che tutti parleranno di questa cosa e non del suo abito stupendo e di quanto è stata brava a organizzare la serata. “Ah vabbè allora vince Cofano” dice appallottolando il foglio che ha in mano. Mi danno il premio. Applauso in mezzo al borbottio del pubblico che si anima per quanto appena successo. Sipario. Tutti a casa.
Lasignorina mi stringe la mano, dice qualcosa che non capisco e se ne va anche lei. Io rimango lì, un po’ frastornato, a guardare il premio. C’è scritto “A kiki” poi “Alle cose che scrive kiki” poi “A chi scrive per kiki” poi “A ki?” e infine “A cofano”. Speriamo non porti sfiga.