28. settembre 2004

Dejavu (fu Flashback)

Io delle volte c’ho i flashback dejavu. Mi capita spesso. Faccio qualcosa e mi ricordo di aver già fatto la stessa identica cosa nello stesso identico modo, ma che è impossibile che l’abbia già fatta perchè è tutta una situazione che è impossibile che ci sia già stata. Allora cerco di ricordarmi cosa succedeva prima, e a volte mi sembra di prenderci, di riuscire a ricordarmi e poi succede davvero. Allora delle volte provo a ricordarmi se poi morivo, che mi piacerebbe saperlo, così magari evito.
E.C.: “Flashback è quando ti ricordi di un’altra cosa che ti è successa, il dejavu è quando hai la sensazione di aver già vissuto la stessa identica situazione.” Scrivilo cento volte alla lavagna.

Burrocacao

Ho una cosa che mi picchia in testa più di tutte le altre, è un continuo, non se ne esce. Lei che con un dito si spalma il burrocacao sulle labbra. E secondo me avevo anche la faccia da scemo, mentre guardavo l’unghia premere appena appena.

27. settembre 2004

Culo pesante

Lo dicono un po’ tutti, ho il culo pesante. Sono stato per la prima volta a Bologna alla tenera età di 25 anni, che per uno che abita a Parma si dice sia uno scandalo, ma a me non sembrava. Deve essere un qualcosa che mi è rimasto da quando ero piccolo, che mia nonna non voleva che mi allontanassi mai da lei. Bè insomma, a muovermi ci metto un po’, anche per fare magari solo 50 chilometri.
Figuriamoci poi all’idea di muovermi per andare, chessò, a Milano. La metropoli. Io che sto bene in mezzo ai fossi. Per lavoro un paio d’anni fa ci andavo eh, in treno, ma ci andavo. Forse ho un po’ di rifiuto verso Milano anche per quello. Solo che non mi piace tanto essere così. E sabato ho preso e sono andato.
Domenica mattina, ore 6, albeggia. Autostrada A1, da solo, al ritorno. Per radio, i Gothan Project. Tra me e me: “sei proprio scemo, che cosa cazzo hai aspettato così tanto?”.

26. settembre 2004

Spam! (Bang! Boom!)

Cioè, va bene, la spam è uno dei mali del millennio, mi arrivano tutti i giorni pubblicità di ogni cosa possibile, dal viagra ai sitiporni over60. Ma adesso stiamo esagerando:

Subject: How one can become a terrorist?

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S-13, S-13T, S-13-OF, S-13D, S-13DF
S-25-0
S-25-OFM
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23. settembre 2004

Veline

E anche quest’anno, le veline, me le farei entrambe. Anche una alla volta.

21. settembre 2004

Geometria e fisica

Tempo fa, quando quando ero ragazzino e vivevo di più il paese, organizzavamo diverse cose. Quell’estate lì: calcetto saponato. Scatta la richiesta in Comune per avere la piazza principale e dopo un po’ di giorni il permesso ci viene accordato. Ok, prima cosa: fare le squadre, e lì abbiam fatto anche alla svelta. Seconda cosa, il giorno prima del torneo: fare il campo. Andiamo con un trattore da un parente di un amico a prendere le balle di fieno da mettere come perimetro. Piccola precisazione: le balle sono i parallelepipedi di fieno che ormai non si usano più, quelle grosse a cilindro che vedete quando andate in campagna d’estate in mezzo ai campi si chiamano rotoballe. Almeno qui dalle mie parti.
Tornati in piazza, tutti belli impolverati e impagliati, che i fienili non son mai posti puliti, mettiamo giù le balle ai bordi di quello che sarà il campo e fatto questo mettiamo giù il telo sul quale andrà il sapone e l’acqua, e i bordi del telo sono appoggiati sul perimetro di balle di fieno, a formare una specie di grande vasca. Ormai è sera e il torneo sarà il giorno dopo quindi l’appuntamento è per il mattino seguente.
Il mattino dopo ci troviamo tutti lì per mettere l’acqua nel campo, supervisore del tutto: il geometra comunale, che ci ha concesso l’onore della sua presenza che neanche fosse il vescovo, e in realtà nessuno l’ha chiamato.
Mentre il geometra dirige il tutto, dopo troppi dei suoi “un po’ più in là” e “dai, più alla svelta!”, cominciamo a versare acqua con un tubo da idrante e ci rendiamo conto che c’è un problema: la piazza è a schiena d’asino e il campo non è posizionato al centro, quindi pende da un lato e l’acqua finisce tutta lì, proprio dove è appoggiato il tubo, mentre dall’altra parte del campo, dove non c’è il tubo, l’acqua non ci arriva. Ci guardiamo un po’ spaesati. E adesso? Ci tocca smontare tutto e spostare il campo dove c’è meno pendenza?
“Ragas!” si fa avanti l’eminentissimo geometra comunale. Tutti in silenzio per sentire quale brillante soluzione la sua gemoetrica mente sta per elaborare: “Mo sì propria dì cojòn! Spostate il tubo là in fondo dove non c’è acqua, no?”. Ci guardiamo sbigottiti: ma è serio? Sì, è serio, e ci dice di fare anche alla svelta. Ridendo come matti spostiamo il tubo e l’acqua chiaramente scorre fino alla parte più bassa del campo. “Ma stavo scherzando…” dice il luminare della fisica, e torna alla svelta in Comune.
Al bar c’è ancora gente che la racconta, sta storia.

16. settembre 2004

Mammamia che cd…

Scarico un sacco di musica, lo ammetto. Spesso e volentieri anche alla cazzo, perchè mi ispira un nome o il titolo di un album. Poi c’era una canzone che dovevamo fare quando ancora avevo un gruppo della quale mi sono innamorato subito. E ho pensato bene di portarla al mare e Venedikt che la metteve su 20 volte al giorno l’ha portata alla gloria. Che poi saranno sicuramente famosi eh, ma io mica li conoscevo. E io, che le mezze misure non so neanche dove stanno di casa, ho scaricato tutti gli album compresa una raccolta, e ho cominciato da quella, per farmi un’idea se quella canzone era un caso o se mi piacciono proprio. Sono qui che li ascolto e so già che sarà il cd dell’autunno, e magari dell’inverno, è un pugno nello stomaco e una carezza sulla testa, sa di termosifoni appena accessi e di sole freddo dopo un acquazzone, è quel cd che se sei incazzato ti fa urlare e se hai voglia di vivere ti fa correre. E poi ogni volta che sento “Not an addict”… ah…
Now On the Air: “I smoke a lot” – K’s Choice
“I smoke a lot, I’m not talking weed or pot, I smoke the regular stuff. I smoke a lot And if you’re a smoker too You are to know sometimes it’s tough To be in healthy company: People who always say “You smoke a lot, Imagine the amount of money you could save if you’d quit” “You smoke a lot, By now you’d have a bike, aren’t you concerned about the kids?” Well, of course, sure I am, concerned (a bit) But about that bike, I could get killed with it And is that what you really want (It’s not).
So I smoke a lot, I smoke a lot, My God I smoke a lot, and I feel fine, And I feel fine, I smoke a lot.”

14. settembre 2004

Quella volta che conobbi Kiki

Non sia mai che non scrivo un post su kiki, passata agli onori della blogcronaca per la chiusura del suo blog. Io kiki la conoscevo di vista. Poi me la son trovata di fianco al concorso dei Poverino’s.
Sono arrivato per primo quella sera, sul palcoscenico a sipario chiuso ci sono le tre sedie che aspettano i tre partecipanti, il teatro è già gremito. Mi siedo su quella in mezzo, giusto per riuscire a socializzare meglio con gli altri due sfidanti, quando arriveranno. Mi lascio prendere un attimo dai miei pensieri e qualcuno mi batte due pacche su una spalla: ah ma è arrivata una sfidante! “Piacere, Cofano” le dico allungando la mano. “…” dice lei. “Non ho capito, scusa, puoi ripetere?”. “…” ripete lei. Comincio a pensare a uno scherzo, lei apre la bocca ma non esce un filo di voce. “Scusami ma non sento” le dico indicandomi le orecchie, che magari è sordomuta, si sa mai, meglio spiegarsi a gesti. Lei con aria abbattuta mi passa un foglietto con scritto “Sono lasignorina e ho un po’ giù la voce”. “Ah”. Fine della nostra conversazione.
A questo punto vengo investito da un profumo leggero, delicato, mai sentito prima. Una musica lieve accompagna il passo leggero di una ragazza bionda, quasi non cammina, sembra su un tapis roulant invisibile. Ha un’aria un po’ snob, ma magari è solo una mia impressione. Mi sento un po’ a disagio, son vestito mica tanto elegante e secondo me ho ancora addosso l’odore della malvasia che ho bevuto prima di entrare, lei ha un vestitino leggero e un filo di trucco e sa di primavera. Si siede alla mia destra. “Ciao! Io sono Cofano” le dico girandomi. Fa un salto. “Scusami, non volevo spaventarti”. “No scusami tu, sono un po’ nervosa” e si porta una mano alla bocca, mordicchiandosi una pellicina del pollice. “Beh dai è una cosa così, un concorso da ridere, c’è mica da innervosirsi”. “No non è per quello…” mi fa “è che forse è successa una cosa poco fa… che se è vera… dio non ci voglio pensare… ma tu chi sei? Cosa vuoi? Lasciami in pace!”. “Ok” dico schisso schisso e torno a fissarmi la punta dei piedi.
Woland, da dietro le quinte, ci fa segno che stiamo cominciando, il sipario si apre e parte la musica. Applausi. Mi alzo in piedi, lasignorina subito dopo di me, kiki invece sembra essere da un’altra parte: le sfioro una spalla, fa ancora un salto e si mette in piedi guardandomi in malo modo. Entra Phoebe, in abito da sera, cavoli se è bella, sembra Ally McBeal, mi strizza un occhio e avanza fino al leggìo, in mano ha la busta col nome del vincitore. Silenzio in sala. “And the blog winner is…”. “BLOG UN CAZZO!” si sente urlare dalla galleria. “Ooooooh” fa la platea. L’uomo addetto all’occhio di bue illumina una persona che si sporge: mica un brutto ragazzo, solo che sembra si sia appena alzato da letto, tutto spettinato e con l’occhio trasognato. “no… nic…” sussurra kiki di fianco a me facendo un passo indietro. “Kiki adesso vieni via di lì e fili a casa che facciamo i conti!” urla ancora questo nic. A me girano un po’ le balle, poteva mica fare sto casino prima di entrare a teatro? Potevano mica litigare a casa? Così mi rovini la cerimonia. E poi le piazzate non mi piacciono. “Oh stai bene?” dico a kiki che è un po’ pallida. Mi guarda un attimo, barcolla, sembra stia per dirmi qualcosa, forse vaffanculo, ma non le esce nulla se non un singhiozzo correndo via dal palco. “Dove cazzo corri???” grida il personaggio dall’alto, un attimo prima che la sicurezza lo prenda e lo porti fuori mentre urla “Anch’io sarò un blogger!!! ANCH’IOOOO!!!”.
Phoebe è ancora lì davanti al leggìo con la busta in mano e la bocca aperta. Woland da dietro le quinte le fa segno di proseguire. Giran le balle anche a lei, che tutti parleranno di questa cosa e non del suo abito stupendo e di quanto è stata brava a organizzare la serata. “Ah vabbè allora vince Cofano” dice appallottolando il foglio che ha in mano. Mi danno il premio. Applauso in mezzo al borbottio del pubblico che si anima per quanto appena successo. Sipario. Tutti a casa.
Lasignorina mi stringe la mano, dice qualcosa che non capisco e se ne va anche lei. Io rimango lì, un po’ frastornato, a guardare il premio. C’è scritto “A kiki” poi “Alle cose che scrive kiki” poi “A chi scrive per kiki” poi “A ki?” e infine “A cofano”. Speriamo non porti sfiga.

13. settembre 2004

Pillole di Cofano – Not For Singles

Donna, il tuo ragazzo ti trascura? La tua relazione è in crisi? Stai per andare a convivere e il grande passo ti spaventa? I tuoi weekend non sono più divertenti come una volta? La tua autostima ha bisogno di un aiuto? Non temere, la scienza ha pensato anche a te. Esclusivamente per donne fidanzate, nate dagli studi più avanzati della “SensiDiColpa S.r.l.” in collaborazione coi tecnici di “EbbrezzeNonCertezze S.p.A.”, sono da oggi disponibili per te le “Pillole di Cofano”. Puoi assumerle quando vuoi, quante ne vuoi e smettere quando ti pare: non danno nessuna dipendenza! Metti da parte i tuoi pensieri, accantona i tuoi problemi e prova le “Pillole di Cofano”: tutto si risolverà da sè! La durata del trattamento cambia in base ai soggetti: sarai tu a capire quando è ora di smettere.
E’ un prodotto per uso orale, completo e bilanciato, a bassa densità calorica ed a residuo nullo. Medicinale non soggetto a prescrizione medica. Conservare in luogo fresco. Tenere lontano dalla portata e dalla vista dei minori. Non somministrare a donne single.

11. settembre 2004

Poverino’s

Oh, cavoli, ho vinto. Che poi anche il banner belisimo mi han fatto! Come ho già detto, son persino commosso. Che mica è un premio da tutti, questo, penso che sia palese. E il banner personalizzato è ancora più da tirarsela.
La vittoria mi è stata annunciata via sms, che ero lì seduto al bar, con la mia solita bottiglia di malvasia secca, e l’amica che la condivideva con me. “Veh mi è arrivato un sms, spetta che faccio una telefonata” che l’amica non lo sa nè del blog nè tantomeno di cosa sia un Poverino’s. Telefono. L’amica guarda con aria basita, che lo capisce che sto parlando di cose a lei non concesse, ma se le fa andar bene così e non indaga. Bra-vizzima.
Per telefono festeggio, ringrazio, faccio l’offeso giusto per reggere la parte, mi godo un accento a me praticamente nuova, rido e scherzo e metto giù.
Ma te pensa se in una serata così poteva succedere una cosa del genere. Eh magari la sto facendo più grande di quello che è, però è caduta proprio a fagiUolo.
E poi il banner me lo sposto anche più giù, ma mica adesso, che devo andare a letto che domattina vado al mare. Poverino’s on the beach. Secondo me può essere un buon argomento di aggancio in spiaggia. Staremo a vedere.

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