11. dicembre 2003

Baciami nè

Io sono un po’ pretenzioso nei baci. Mica come Rosarospa, però ho le mie fisse. E signori miei, mi han baciato in modi che voi umani…

Il ricordo peggiore ce l’ho di una ragazza di Novi Ligure conosciuta in Scozia che avevo baciato in discoteca, un po’ di anni fa. Carinissima, moretta con un caschetto alla Valentina, non ricordo se simpatica o meno, piuttosto aggressiva. Avvicino il viso, fisso gli occhi, è chiaro che ti voglio baciare. Mi fissa negli occhi, si capisce che ci sta. Avvicino le labbra alle sue, appena socchiuse e lei cosa fa? Spalanca la bocca. Cristosanto chiudi quella voragine che soffro di vertigini! Niente da fare, la tiene spalancata. Sulle prime insisto tenendo le labbra chiuse ma c’è il rischio che questa mi succhi via il naso, e allora spalanco la bocca anch’io. Sperando finisca il prima possibile. E smettila di frullare con quella linguazza! Son traumi che poi uno si tira dietro per tuta la vita. Smetto di baciarla, mi tolgo il suo rossetto da tutta la faccia e taglio l’angolo.

Un’altra terribile era una ragazza piemontese anche lei (ora che ci penso comincio ad avere sospetti sulle piemontesi). Però lei era una più timidina, meno aggressiva di quella di Novi, tant’è che m’era dispiaciuto che baciasse così male. Bocca strettissima e puntina di lingua che faceva capolino ogni tanto. Cucù. Cucù. Mi veniva un nervoso.

Ma sai che, pensandoci bene, un’altra pessima baciatrice era una ragazza di Alessandria? Dai, tre su tre non può essere un caso. Le piemontesi baciano male.

Incontri casuali

Io sono uno che naviga parecchio. Un po’ per lavoro e un po’ per piacere ma devo dire che ho una media di navigazione sicuramente superiore a quella di un normale utente internet. E ieri, girando qua e là mi sono imbattutto nel blog di una persona che conosco. Subito non ero sicuro fosse lei, ma lo sospettavo sia da ciò che raccontava che da piccoli particolati sparsi qua e là. Poi dopo una breve indagine con domande mirate a persone che la conoscono ho avuto la conferma.

Quando uno ti dice “tieni questo è l’indirizzo del mio blog” è un discorso, ma in questo caso mi son sentito in colpa, mi è sembrato di averle curiosato nei cassetti di casa. Resta il fatto che se uno non vuol correre questo rischio si prende penna e carta e si tiene tutto veramente nel cassetto del comodino.

05. dicembre 2003

Ma alla Alfa Romeo m…

Ma alla Alfa Romeo m’han preso per scemo? Secondo me sì. M’arriva una lettera (cartacea, spam pure nella cassetta, io non ho mai dato il mio indirizzo di casa a nessuna Alfa Romeo, come si fa a cliccare per venire cancellati dagli archivi?) con scritto gentile ilmiocognome, le vendiamo una splendida Alfa 147 a condizioni eccezionali. Alfa 147? Oh, ma l’hai vista? Non la prenderei neanche gratis, chissà che condizioni eccezionali ci saranno per me.

Vediamo un po’: Alfa Romeo ha quest’offerta SOLO PER ME! Minimo anticipo (non è dato sapere quanto), rate da 100 euro (non è dato sapere quante) e un finanziamento a tasso zero con l’asterisco. Seguo l’asterisco che si trova nel retro del foglio scritto piccolissimo e mi dice le spese che pensavo fossero segrete. Ora è dato sapere quanto: Trentaquattro pali per una 147?!?! Vabbè, vado a vanti. Ohooo abbiamo anche un valore di 1050 euro in assistenza e riparazione, e un paio di asterischi. Seguo il paio di asterischi e leggo che questo valore è usufruibile solo come sconto per l’acquisto di un’altra Alfa.
E tutto questo, solo per me! Sì, mi han preso per scemo.

Preferisco lo spam sul penis enlargement che m’arriva in email. Preferisco essere preso per uno che ce l’ha piccolo che per uno scemo. Sento di avere possibilità più concrete di smentita.

Legatelo

Apprendo da un quotidiano nazionale le ultime del nostro On. Min. Umberto Bossi. Deve soffrire della stessa malattia del nostro PdC (no, non pannello di controllo: presidente del consiglio) che quando gli parte l’embolo e gli toppa l’arteria gli volano fuori delle cagate da averci vergogna per lui. Ah, vi ricordo che costui è al governo mentre, per dirne uno, Enzo Biagi è sparito. Questa serie di illuminanti e affascinanti affermazioni è stata proferita pochi giorni fa. E io, con signorile distacco, ve le mostro. Poi, quando tutto andrà a puttane, non dite che non ve l’avevo detto.

  • “Uno lavora una vita e poi diamo la casa al primo bingo bongo che arriva?” (non voglio sindacare sul razzismo che l’uso di un termine del genere mi lascia intuire… ma… voglio dire… ma ti sei visto?)
  • “Questa non è la casa di tutti. Lo Stato-nazione è già debole e gli immigrati costano quanto una finanziaria. E l’immigrazione, ricordiamolo non è un diritto” (qui niente commentino, che non ce n’è bisogno)
  • “Ma il problema è che se tu legittimi il comunismo poi quello figlia.” (Io lo so che questo qui finisce che vuol castrare tutti quelli di sinistra… visto l’andazzo, speriamo nella castrazione chimica, almeno.)
  • “Non vorrei che qualcuno avesse scambiato per remissività, la nostra moderazione e la decisione di stare nel Governo per fare le riforme perchè questa volta o si fa il federalismo, o si torna in pieno alla secessione e sarà secessione dura.” (guarda, umbi, non avevamo dubbi)
  • Arbeit macht frei” (questa l’ho aggiunta io, che non l’ha detta ma certamente l’ha pensata).

04. dicembre 2003

Gente famosa

Ieri m’è successa una cosa strana. Per la prima volta ho conosciuto uno che ha scritto un libro che sto leggendo, che sarebbe poi questo. Il libro l’han scritto in due, io ho conosciuto quello meno famoso (ma molto meno famoso, non l’avevo mai sentito prima di leggere il libro).

Dal momento che quello che scrivono è in buona parte autobiografico, mi hanno presentato a lui e io avevo l’impressione, la certezza di conoscerlo già, di sapere già molte cose di lui. Impressione che mi è durata pochissimo. Dal libro avevo l’idea di una persona aperta, brillante, e invece stava lì in un angolo, parlava pochino, parlava di più il suo amico che faceva battute che non mi facevano ridere, ma cosa fai, sei lì da 2 minuti, ridi di cortesia. Vabbè oh, dico altre due cazzate e poi vado a prendermi una birra che lui qui (italianizzazione dell’emiliano “chilù”, ovvero “costui”) mi ha già rotto. Lo so, 5 minuti non bastano, ma non ho mica tutta la serata, io.

Beh, come primo incontro ravvicinato con un personaggio quantomeno pubblico in quanto persona col suo nome sulla copertina di un libro, poteva andarmi anche meglio.

Primo incontro? Ma cosa dico? Io una persona famosa già la conoscevo, solo che quando la conoscevo io non era poi così famosa.

Attenzione, squillino le trombe e trombino le squillo: la Chiappini. Tadaaaa. Come “chi è?”. Vabbè metto una foto lì in alto che così aiuta. Già, faceva l’università con me ed era stata con un mio amico, per un mesetto. Che tipo è, o meglio, era? Bah, allora era una ragazza tranquilla, chiaramente bellissima, secondo me più di adesso, e anche piuttosto alla mano, eravamo usciti a pranzo un po’ di volte che c’era lezione al pomeriggio e ci si parlava tranquillamente. Vabbè, non era certo la compagnona da farci una gara di rutti, però ho un bel ricordo. Sembra che stia parlando di una persona morta eh? Beh ora non mi sembra così alla mano. Si sa, il successo dà alla testa. Anch’io quel giorno che ho avuto 40 commenti a un post andavo in giro con un’aria che sembrava che il blog ce l’avessi solo io a sto mondo.

03. dicembre 2003

Un piccolo sfogo. Ne…

Un piccolo sfogo. Ne avevo già parlato qualche tempo fa, del mio amico che è andato a convivere con la sua ragazza, amica mia per la proprietà transitiva del findanzamento. Torno a parlarne perchè mi giran le balle, fì come mi girano.

Ultimamente, non si sa come mai, ma ho la netta sensazione di starle sui coglioni. Mi spiego meglio: in genere càpito a casa loro una volta alla settimana e io e il mio amico ci attacchiamo alla Giocastazione (Playstation se preferisci). Son già due o tre volte che mentre siamo lì nel pieno della foga agonistica mi salta fuori lei con un “portiamo il cane a fare un giro?”. Eccheccazzo!

Siamo sullo zero a zero fuori casa l’ultima giornata di campionato e te mi esci con ste cose? Che si vede che son fatte apposta, ma il perchè sinceramente mi sfugge. Non è che son lì tutti i giorni, passo una sera alla settimana. Bah. Il fatto è che poi chiaramente si spegne tutto e si esce. A parte ieri, che lui ha preferito stare lì a finire la partita.

Ha messo su un muso che strusciava per terra. E non lo capisco, davvero. Non mi ritengo invadente, proprio no. Ci ho pensato, ho soppesato, valutato, ponderato, e concluso che non sono invadente. Anche perchè non è che mi autoinvito, è lui che mi chiama, e se magari sono io a chiamare non c’è nessun problema quando mi dice no guarda stasera sto un po’ con lei. Probabilmente dovrebbe prima farsi rilasciare un permessino scritto che dia un valore legale al suo svago extrauterino.

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