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18 ottobre 2003

Toh. Chi c’è.

Tre long island. Quasi troppi. Sicuramente troppi per continuare la mia astinenza dal fumo: era una settimana che non toccavo una sigaretta e ieri ho ripreso. Tanto, col fumo che c’era là dentro, sigaretta o no, era come se fumassi. Tre long island sono un po’ troppi anche per stare in pace e serenità col mondo: avrò chiesto scusa a 20 persone mentre ballavo… già, non ero dei più statici. Tant’è che poi quando mi sono accorto che stavo passando dal simpatico ubriachello al rompicoglioni mi son tolto e sono andato ad appoggiarmi contro un muro. Facevo ciao con la manina agli altri che continuavano a chiamarmi in pista: sì sì arrivo, prendo un po’ d’aria.
Che gran bel posto, pensavo, mi sembra di essere a casa. Di vista ormai ci si conosce quasi tutti, se qualcuno ti prende contro non si arrabbia nessuno, capita con tanta gente, perchè star lì a prendersela? Mi rigiravo questi pensieri di pace e tranquillità col mondo, tenuti su dai tre di cui sopra, e stavo davvero bene. Come sto bene, pensavo, e pensavo anche che l’ultima volta che mi ero trovato in quel punto con pensieri positivi in testa una ragazza, mai vista prima e mai più vista dopo, mi aveva baciato per poi chiedermi una sigaretta. Che gran posto che è questo.

Ed eccola che mi passa davanti. No, non la ragazza che baratta baci son sigarette. Passa V., proprio lei, nell’ultimo posto dove pensavo di incontrarla. Io e V. siamo stati insieme quattro anni e ci siamo lasciati un mese fa. Con lei era LA storia, di quelle che a tutti sembrava scontato finisse bene. Solo che io non dò mai niente per scontato, anzi ho il terrore delle cose scontate, e l’ho lasciata. I motivi li risparmio. Cmq erano buoni. E quello era l’ultimo posto dove pensavo di trovarla perchè l’ultima volta che l’ho vista mi ha giurato che avrebbe fatto di tutto per non vedermi mai più, “che anche se la città è piccola è facile sparire per sempre” m’aveva detto. E sa che io il venerdì sono sempre lì. Bah.
Fatto sta che mi passa davanti e gli sguardi si incrociano: mi sembra ancora più bella di quando stavamo insieme e mi fa un mezzo sorriso, non so se non si aspettasse di vedermi lì oppure non si aspettasse di vedermi così. Io ammucchio la faccia in un espressione che più idiota di così non poteva uscirmi. Conscio di questa facciaccia e dell’evidente stato di alterazione, da un sorrisetto mi esce un “ehi” e niente più. Certo se volevo aiutarla a non avere nostalgia di me, con l’immagine che le ho dato, non dovrebbe far fatica.

6 commenti

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1. Z4NN4 ha scritto il 18 ottobre 2003 alle 23:19

grande post bro, non te la prendere, non siamo mai pronti.
E poi, pronti a cosa?

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2. cofano ha scritto il 19 ottobre 2003 alle 12:02

Grazie bro. Già… pronti a cosa?

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3. utente anonimo ha scritto il 20 ottobre 2003 alle 00:02

sifossifoco ha visto anco questo

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4. pandora ha scritto il 20 ottobre 2003 alle 12:35

Le ultime parole sembrano alleggerite da un po’ di autoironia, o almeno lo spero. Statti bbuon’.

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5. cofano ha scritto il 20 ottobre 2003 alle 15:21

Pandurì, ci vuole sempre un po’ di autoironia 😉

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6. utente anonimo ha scritto il 24 ottobre 2003 alle 17:35

A volte si può avere nostalgia anche delle espressioni idiote… non c’é mai un solo punto di vista…scusa per l’intrusione… Lig

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