16. febbraio 2006

Gente avanti

“La casa delle libertà è avanti dello 0,4%” dice il premier. Lo urla, in realtà, attraverso i suoi canali rai e mediaset. E, questa volta, dice anche chi gli fa i sondaggi: la PSB (Penn, Schoen & Berland Associates), quelli che avevan fatto sondaggi ed exit poll per Clinton e per Bloomberg (sindaco di New York).
Allora uno cosa fa? Si informa, per sapere chi sono questi signori.
E scopre che nel 2004, per le elezioni in Venezuela, la domenica mentre la gente stava ancora andando a votare, avevano proclamato: “I risultati degli exit poll danno Hugo Chavez come sconfitto”. Chavez vinse col 59% dei voti. L’opposizione a Chavez usò poi i dati di quegli exit-poll per dire che c’eran stati brogli, ma questo in Italia non accadrebbe mai. No no.
E nel 2000, in Serbia? Erano stati coinvolti in accuse che riguardavano interferenze americane nella politica serba. Dice Jonathan Mowat su SourceWatch:

Penn, Schoen and Berland (PSB) hanno giocato un ruolo pionieristico nell’uso dei sondaggi, specialmente gli “exit polls”, per facilitare colpi di stato. La prima cosa da fare è diffondere la percezione che il gruppo che ha il potere abbia largo consenso popolare.”

Però, che curriculum.
Fonte: Penn, Schoen & Berland Associates su SourceWatch

25. novembre 2005

Redivivo

Postando a questi ritmi, è un po’ come quando torni dalle vacanze che succede un sacco di roba mentre eri via, e allora quando ti ritrovi con gli amici parli un po’ di tutto con un entusiasmo anacronistico.
Tipo che oh ma l’avete visto Celentano? Eh la prima puntata ok, la seconda anche anche, ma poi due maroni con sta storia del lentorock. A me piace, piaceva e piacerà sempre Crozza, che però poi non è che l’han nominato granchè sui giornali, tutti lì a rincoglionirsi con la pippa del lentorock. Ancora un po’ e mi sembrava di esser tornato ai tempi del Drive-In e dei tormentoni del Tenerone.
Bè e tutta la gente al processo della sciura di Cogne? Che ok capisco il laureando, il praticante e l’appassionato, ma nelle interviste c’eran casalinghe che alla domanda “signora che ci fa qua?” stringevan gli occhietti, facevan l’aria furbetta e rispondevano “perchè voglio vederla negli occhi e capire se è colpevole”. Signora, per piacere, torni ai suoi tronisti e alle sue vite in diretta.
E poi basta con tutte ste storie che fa freddo. Cazzo, è inverno, fa freddo sì. Vorrete mica distoglierci l’attenzione da altre cose, eh? Guarda vè! Guarda che ti vedo! Giù le mani dalla Costituzione! Alè, via, fila in castigo!
Oh, a Beautiful è tornata Taylor! Tay chi??? Boh, non so, me l’han detto.
Bene, direi che ho esaurito gli argomenti. Per ora almeno, a meno che non mi venga in mente qualcosaltro. Nel caso farò aggiornamenti.

05. ottobre 2005

Fastidi elettorali

La storia è una delle tante dell’italietta di questi tempi. Mario Placanica è l’ex carabieniere che durante il G8 di Genova ha ucciso Carlo Giuliani. Le colpe, sue o dei suoi superiori o di chi altri, ora come ora non mi interessano, il fatto è che ora Placanica si candida con AN (come consigliere comunale a Catanzaro, che sarà anche un “posto” di poca importanza, ma intanto si butta in politica). Ecco, è una cosa che mi dà i brividi. Perchè alla fine dei conti risulta essere uno di destra che ha ucciso uno di sinistra, e chissà quanti lo voteranno solo per questo motivo, e soprattutto perchè proprio per questo motivo c’è chi ha visto in quella tragedia un modo per portare a casa voti.

02. settembre 2005

Where’s the help?

Sul sito della CNN ho appena letto un’intervista a Ray Nagin, sindaco di New Orleans. Letto e ascoltato. E’ incazzato, disperato, inerme. E le lacrime alla fine la dicono lunga su cosa sta succedendo da quelle parti.

“Don’t tell me 40,000 people are coming here. They’re not here. It’s too doggone late. Now get off your asses and do something, and let’s fix the biggest goddamn crisis in the history of this country.”

“But we authorized $8 billion to go to Iraq lickety-quick. After 9/11, we gave the president unprecedented powers lickety-quick to take care of New York and other places.
Now, you mean to tell me that a place where most of your oil is coming through, a place that is so unique when you mention New Orleans anywhere around the world, everybody’s eyes light up — you mean to tell me that a place where you probably have thousands of people that have died and thousands more that are dying every day, that we can’t figure out a way to authorize the resources that we need? Come on, man.
You know, I’m not one of those drug addicts. I am thinking very clearly.
And I don’t know whose problem it is. I don’t know whether it’s the governor’s problem. I don’t know whether it’s the president’s problem, but somebody needs to get their ass on a plane and sit down, the two of them, and figure this out right now. “

08. luglio 2005

La bomba

A ripensare ai fatti di ieri “c’è da finire matti”, e allora penso che quello che succede è un po’ anche per autodifesa, ma succede che ci si stupisce sempre meno. Ho sentito tante volte, ieri, dire “eh ma tanto si sapeva che prima o poi…” e io per primo l’ho pensato. Ci si sta abituando, ogni volta un po’ di più.
E allora m’è venuta in mente una canzone che canta dello stupore della bomba, e la canta Daniele Silvestri, e chi non la conosce se l’ascolti qui.

06. luglio 2005

No Software Patents

La direttiva sulla brevettabilità del software è stata bocciata e non potrà neanche essere ripresentata.
Per tutti i dettagli vi rimando a Punto Informatico che non posso star qui a spiegare che son troppo impegnato a godere.

04. luglio 2005

LiveXP

Ma quello là sul palco del Live8 era Bill Gates? Cioè, ma davvero? Bill Gates? Al Live8? Ah, ok, era Bill Gates. Al Live8. Vabbè.

21. giugno 2005

Fascino latrino

Oggi a Parma si inaugura la sede dell’authority alimentare europea, presente il Presidente del Consiglio al quale dobbiamo l’assegnazione di questa agenzia che già sembrava assegnata alla Finlandia.
Il premier ha spiegato come è riuscito ad ottenerla:

“Quando si insegue un risultato bisogna usare tutte le armi che si hanno a disposizione e quindi io ho rispolverato tutte le mie arti da playboy, ormai lontane nel tempo, e utilizzai una serie di sollecitazioni amorevoli nei confronti della signora presidente (della Finlandia).”

Oh, proprio vero che le nordiche la danno via con niente. L’authority, chiaro.

25. maggio 2005

Piccola città bastardo posto

E’ ufficiale, l’han detto, ho visto il servizio in tv stamattina, han firmato anche delle carte e stanziato 160 milioni di euro, e a me continua a sembrare una roba da morir dal ridere: costruiranno la metropolitana leggera a Parma.
Metropolitana leggera vuol dire, se non ho capito male, che in parte viaggia scoperta, tipo tram. Ora non tutti conoscono Parma, quindi mi sembra giusto dare un po’ di numeri: 175mila abitanti circa (un paesone), l’autobus col numero più alto che io abbia mai preso è il 13 (ma è passato tanto tempo quindi magari oggi arriviamo anche al 15), una tangenziale che fino a qualche anno fa eravamo la barzelletta d’Italia, che c’erano i semafori, tangenziale che tutt’ora deve ancora finire il giro completo nel senso che aggiungi un pezzo aggiungine un altro non sono ancora riusciti a farli combaciare per bene, tangenziale in alcuni punti ancora ad una (UNA) corsia per senso di marcia.
Secondo me a questi gli sembra di stare in una città più grande, se ci hanno la metropolitana, gli sembra di essere più importanti, che con la linea che va da nord a sud ci mettono meno ad andare dall’autostrada al Campus: dalle carte sembra che la linea sarà lunga 12 chilometri… deve essere la prima metropolitana del mondo fatta a chiocciola, che andare da lì a là secondo me occhio e croce saranno la metà a dir tanto.
E ora capisco anche il senso di questo catafalco di impianto di lavorazione del cemento che han tirato su qua vicino a casa mia: tra alta velocità e metropolitana questi han fiutato ‘o bisnès.
Ma ahimè, c’è poco da fare, qui son fatti così: mostriamoci per quello che ci piacerebbe essere, che quello che siamo, sotto sotto lo sappiamo, è proprio poca roba.

01. maggio 2005

PiDiGaffe

L’antefatto. Il buon Gianluca Neri di Macchianera ha preso il pdf del rapporto Calipari redatto dagli ammericà con parti censurate e con un semplice procedimento di conversione (trattasi o di copiaincolla, o di salvacome) ha messo in chiaro i passi oscurati e li ha diffusi tramite il proprio blog.
Il fatto. Diverse testate giornalistiche online (Repubblica, Corriere, ecc.) hanno segnalato, con titoloni nel primo articolo della home page, il fatto che questo documento è “svestibile” mostrandone le pudenda al mondo intero, ma nessuno ha citato Macchianera come fonte della notizia, quando è evidente che è proprio da quel blog che è stata rivelata.
Il punto. Molti a gridare “dagli al copione!”, molti a dire “uh ora sappiamo i nomi di chi ha sparato” e pochi a sottolineare i fatti più agghiaccianti: le forze multinazionali in Iraq non sono in grado di creare un pdf sicuro e i nostri giornalisti in Italia sono dei niubboni che un pdf va bene se lo sanno aprire.
Update: Apcom segnala la blog-fonte
Ri-Update (2/5): Ormai Gneri è passato agli onori della cronaca. Questo update però è per aggiungere che il rapporto italiano, che dovrebbe “rispondere” a quello americano e che verrà reso noto oggi, sarà incompleto perchè il pdf su cui hanno lavorato i nostri era quello con gli omissis. Andiam bene, và.

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