10. novembre 2008

Aquile e pantere

E’ venerdì, anzi ormai è sabato, che sono le 3 e venti e sono al bancone dell’unico locale ancora aperto a quell’ora. Il locale dove c’avanza l’umanità del venerdì sera.

Birretta in mano io e il mio amico mangiamo patatine e noccioline a nastro con una fame da lupi, senza aver fumato niente che possa giustificarla, e guardiamo un film senza sentire l’audio perché c’è musica alta che copre tutto. Ci chiediamo dove li trovano quei film lì perché ogni volta che andiam lì ci sono queste proiezioni anni 70 stranissime, roba da Take me now baby here as I am con Ghezzi con la voce in asincrono, a volte ci sono i sottotitoli altre no, questa è una volta no, è roba quasi artigianale, o forse di grandi firme ma noi non non siamo in grado di capirlo, quindi a noi sembra più che altro roba sconosciuta di firme piccole. Siam lì che ci chiediamo se quello che li sceglie è uno che ne sa a pacchi, o se è uno che scarica a caso da emule e poi nel mucchio sceglie quelli che gli piaccion di più, e mi squilla il telefono.

C’è scritto che è mio fratello. Leggi tutto…