26. ottobre 2005

Cose

E’ un bel periodo, un periodo che sto bene e che succedon tante cose belle. E le cose brutte, quando ti arrivano in questi periodi, ti lasciano un po’ senza appigli, che eri lì che correvi felice in mezzo a un campo con l’aria in faccia, i profumi buoni, le braccia aperte e gli occhi chiusi. E sei lì che corri e non dio, non qualcuno, ma semplicemente il caso, ti fa fermare e ti lascia stupito a chiederti perchè ti sanguina il naso e perchè ti fa male dappertutto. Le cose brutte son così, che ti senti come un bambino addormentato scivolato dalle braccia di un padre distratto.
Ma non siam più bambini, non siamo più innocenti, siam gente che gli succedono cose. A volte belle, a volte brutte, a volte ci si può far qualcosa, a volte niente.

21. ottobre 2005

Scrivi qualcosa

Che poi la gente si preoccupa, che magari c’ha anche ragione eh, uno posta quasi tutti i giorni e poi silenzio assoluto: sarà successo qualcosa? Gli ometti (dial. bol. umarèl) agli angoli delle strade, tra un lavoro in corso e l’altro, son lì che ogni tanto saltan su “e il Cofeno vè, in dò el fnì?”, “ah, sti gioveni, l’avrà fat la fine del Lapo”.
No, va tutto bene, niente trans e niente coca, solo che ci son dei periodi che uno lavora così tanto e alla sera è così stanco che poi trovali te 5 minuti per scrivere, se sei capace. Cioè, i 5 minuti magari ci sarebbero anche, ma un giovane maschio sano sui trentanni preferisce uscire a tirar giù un po’ di quello buono.
Vabè insomma, oh, c’ho avuto da fare.

15. ottobre 2005

Back fom nowhere

Non preoccupatevi, ci sono ancora eh. E’ che quei bravi ragazzi di TopHost hanno avuto grossi problemi sul server che mi ospita il blog, che era visibile ma non scrivibile, così come i commenti. Ora però è andato tutto a posto.

06. ottobre 2005

Il foglio rosa

La storia è di quelle un po’ incredibili, di quelle che nei paesi poi ne parlano per un po’.
C’era un giovane che aveva appena preso il foglio rosa (quel documento che diceva, ai tempi, che stai dando la patente e puoi guidare se accompagnato da uno patentato), che non era ancora salito su di un’auto, che aveva una vaga idea del fatto che ci fosse una specie di movimento “alzo un pedale ne abbasso un altro” per far muovere un automobile, che però sapeva che lì in basso di pedali ce ne son tre, e se abbiam due gambe vuol dire che uno dei tre pedali serve a poco, fatti salvi i superdotati.
C’era un’altra giovane, un po’ meno giovane, cugina di quest’ultimo e che per quest’ultimo aveva un’adorazione che lo rendeva, ai suoi occhi, una persona in grado di portare a termine nel migliore dei modi qualsiasi sfida la vita gli presentasse. Lo credeva persino capace di guidare un’auto senza che fosse mai salito dalla parte del guidatore.
E infine c’era una madre, premurosa, protettiva, portata per DNA alla preoccupazione oltre livelli accettabili, e sorpattutto in tempi brevissimi, combinazione che le faceva ritenere che il giovane di cui sopra, suo primogenito, fosse sì un bravo ragazzo ma non un genio in ogni campo, e soprattutto che non fosse nato imparato nel campo della conduzione di veicoli a motore e a quattro ruote.
Un bel pomeriggio, di tanti tanti anni fa, la cugina, saputo che il giovane era fogliorosadotato, si presentò sotto casa sua e gli disse:”ehi, bel ragazzo, perchè non mi porti a casa tu oggi?”. Il giovane rimase un po’ perplesso, indeciso sul da farsi. La madre, guidata dai suoi poteri extrasensoriali, saltò fuori dalla finestra urlando “PER L’AMOR DEL CIELO, NO!”.
La cugina continuò:”Dai, abito solo due curve da qui, una a destra e una a sinistra, ci vuol mica niente: suvvia saran 50 metri!”. Il giovane aprì il cancello e si mise di fianco all’auto, quasi convinto di potercela fare. La madre, sempre alla finestra continuava ad urlare a squarciagola “NO NON FARLO!”.
Il giovane aprì la portiera e salì.
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05. ottobre 2005

Fastidi elettorali

La storia è una delle tante dell’italietta di questi tempi. Mario Placanica è l’ex carabieniere che durante il G8 di Genova ha ucciso Carlo Giuliani. Le colpe, sue o dei suoi superiori o di chi altri, ora come ora non mi interessano, il fatto è che ora Placanica si candida con AN (come consigliere comunale a Catanzaro, che sarà anche un “posto” di poca importanza, ma intanto si butta in politica). Ecco, è una cosa che mi dà i brividi. Perchè alla fine dei conti risulta essere uno di destra che ha ucciso uno di sinistra, e chissà quanti lo voteranno solo per questo motivo, e soprattutto perchè proprio per questo motivo c’è chi ha visto in quella tragedia un modo per portare a casa voti.