12. settembre 2005

Alessandro Grignani

Sono in giro con amici, sabato sera, in quel di Milano e mi arriva un MMS da mio padre, senza nessun commento, con la foto di uno che ho già visto in tv. Sì, è uno di un qualche Grande Fratello, quello alto palestrato biondo. Gli amici me lo confermano. Mio padre, uno che aveva il pallino per la fotografia, uno che faceva foto splendide, ora al ristorante si mette a fotografare sta gente? E’ un mondo malato.
Gli scrivo: “Ah è quello del Grande Fratello.”
Mi risponde: “No, Gianluca Grignani.”
Io già me lo vedo che lo ferma “Gianluca! Posso farti una foto?”.
Gli riscrivo: “No pà, quello è uno del Grande Fratello”.
Mi ririsponde: “Ah sì, Alessandro”.
E mi vedo anche quella scena: “Scusa ma tu sei Grignani o uno del Grande Fratello?”.
Che poi, voglio dire, ma perchè mi manda la foto di un biondo nerboruto palestrato!?!? Io ecco, speravo che mio padre avesse un’altra opinione di me.

Parole scritte

Una lettera scritta a mano è una cosa che non mi ricordo da quanto tempo non mi arrivava. E’ una roba fisica, è una roba che te l’immagini che ha viaggiato e mentre una volta mi stupivo di che cosa incredibile fosse un e-mail che zak! arriva subito, oggi mi stupisco di questa cosa che ha girato per l’Italia e che per farla girare devi prendere e infilarla nella buca. Non l’annusi, un’email, non puoi mica star lì a capire cosa c’è scritto sotto una cancellatura, non si bagna mica l’email se ti vien da piangere mentre la leggi. E se non ce n’è di cancellature, in una lettera che si capisce che è stata scritta d’un fiato, capisci che stai leggendo cose certe, cose sicure, cose che c’è mica da star lì a dire “ma però”. Oppure magari prima è stata scritta da un’altra parte e poi copiata lì in bella copia, ma cambia poco, le cose scritte a mano son più chiare, son più calde, ti ci puoi appoggiare sopra e dormire un po’ lì, con la guancia sulle parole.