31. agosto 2005

Opera aggratis

Opera SoftwareSe siete dei fanatici di Opera, o se siete dei fanatici dello scrocco, bè sappiate (come ho appreso da Attivissimo) che oggi è il decimo anniversario di Opera, il browserone quello che non è nè Internet Explorer nè Firefox (adoro dilungarmi in tecnicismi), e per festeggiare, Opera Software solo per oggi regala numeri di registrazione.
Basta andare qui.

30. agosto 2005

Approcci

Dopo una giornata in spiaggia, a fingere di essere i fratelli Karamazov, alla sera sulla stessa spiaggia con il quinto cocktail in mano non puoi che aspettarti discorsi come questo.
Lei: Come ti chiami?
Io: Aleksej
Lei: Come???
Io: Aleksej Karamazov
Lei: Ah sei albanese?
Se dicevo Smerdjakov, Dio sa cosa mi rispondeva.

22. agosto 2005

Ad esempio a me piace il Sud

Che io vi benedicaIl sud non l’avevo mica mai visto io. A sud il punto più a sud dove ero mai stato era Napoli ma per un giorno e per lavoro, che è come non andarci. Invece ora l’ho visto, ci son stato, non ho girato mica tanto, eravamo stanchi e volevamo soprattutto riposarci e star tranquilli, che le vacanze per vedere i posti le possiam fare poi un’altra volta. Però posso dire di averlo visto, un pochino, il sud. Ho visto la terra rossa rossa, le case mai finite, che pensavo fosse per un affascinante senso di non aver bisogo di finire le cose, che a un certo punto stanno in piedi e allora va bene così, poi m’è venuto il dubbio che sia per non pagare l’ici ma mi piace di più la prima ipotesi, ho visto le facce dei vecchi e ho sentito quella strana accento un po’ aspirata che già conoscevo, ho visto le facce dei miei amici e la mia passare dal bianco al rosso al nero allo spelato, ho visto il traffico senza senso, ci siamo visti ridere fino a piangere, ci siamo agitati ci siamo strafogati di pesce e ci siamo addormentati un po’ ovunque. E adesso è dura ricominciare, quando hai la testa ancora là.

“Chi vi arriva una sera di settembre, quando le giornate s’accorciano e le lampade multicolori s’accendono tutte insieme sulle porte delle friggitorie, e da una terrazza una voce di donna grida: uh!, gli viene da invidiare quelli che ora pensano d’aver già vissuto una sera uguale a questa e d’esser stati quella volta felici.” – I. Calvino

07. agosto 2005

Salentu

Si parte, alè, via, andare. Siamo io, quel ragazzo qui, e quest’altro qui. Era ora, una dozzina di giorni in Salentu (lu sule lu mare lu ientu) mi tireranno a lustro e tornerò come nuovo, che al momento sto proprio raschiando il fondo. Venerdì volevo andare a letto alle undici, fa te.
Dal momento che ultimamente giravano un po’ troppi spammer ho impostato il blog in modo che possano commentare solo gli utenti registrati (con TypeKey), e registrarsi è facile, poi il 20 o il 21 o il 22, adesso vediamo, quando torno, tutto verrà rimesso come prima.

…così proseguo in questo viaggio in questa Puglia infinita
e inizio inevitabilmente a ripensare alla vita
non ho la forza di soffocare i pensieri
chissà se accelerando tornano un po’ più leggeri…
Daniele Silvestri – Me fece mele a chepa

03. agosto 2005

Afro e la pesca

Con quei caldi qui, con questo sole qui, quando avevo sui 15 anni e aspettavo di partire per la montagna coi miei, io in questi periodi andavo a pescare. Io e Afro, il mio amico pescatore: aveva la mia stessa età ma era figlio di un pescatore, e fin da bambino girava per laghetti con la canna da pesca, e aveva attaccato un po’ la mania anche a me.
Ci si trovava, verso le due, in bicicletta tutti armati di canna cassetta e cappello (le tre C del giovane pescatore) e si pedalava in mezzo alla campagna, con l’asfalto che fa quell’effetto vibrello per via del caldo, fino alla cava prescelta. Questi laghetti erano delle cave non custodite e piene d’acqua: non ho mai capito bene cosa ci facessero lì in mezzo al nulla e chi ci avesse messo dentro i pesci, ma eran lì, eran gratis, non serviva la licenza (forse), perchè non apporfittarne? Prendevamo soprattutto pescegatti e carpe: le carpe le peschi col mais, lo stesso che si usa nelle insalate: io oggi non ce la faccio a mangiarlo, il mais, lo abbino ai begatini (vermetti, càmole) che usavamo per i pescegatti e mi viene un po’ di rigetto se me lo trovo nell’insalata.
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01. agosto 2005

Salve signora

Sabato pomeriggio, sonnecchio davanti alla tv, suona il telefono.
Io: “Pronto?”
Lei: “Pronto, salve signorA, sono la vicina
Io: “No, sono il figlio” (come cazzo ha fatto a scambiarmi per mia madre che da mezzo addormentato ho una voce che sembro Barry White?)
Lei: “Ah salve sono la vicina di casa”
Io: “Ah salve come sta?”
Lei: “Ah bene bene, la saluto, buona giornata”
Io: “A presto”
Fine della telefonata. Sono rimasto lì in piedi a fissare la cornetta. Avrei voluto richiamarla per sapere cosa voleva, ma perchè rovinare una telefonata così bella dandole un senso?