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25 febbraio 2005

La mano di Dio

Io ho sempre avuto un’immagine delle suore legata a quelle che c’erano quando ero all’asilo, che io andavo all’asilo dalle suore. Ed è sempre stato un po’ un contrasto, non ho mai capito bene se la categoria suore mi sta sulle balle o no. All'”Asilo Monumento ai Caduti”, questo era il nome, ce n’era una, suor Celeste, che aveva gli occhi blu ed era dolce, tenera, trattava tutti bene e sorrideva sempre e una carezza non te la risparmiava mai prima che tornassi a casa. Ce n’era un’altra, suor Egidia, che aveva gli occhi grigi e freddi della morte e menava. Ma di brutto eh. A un mio amichetto aveva tirato un orecchio e gliel’aveva fatto sanguinare. A me aveva dato una sberla che me la ricordo ancora, solo perchè avevo fatto spallucce a un suo ordine di smetterla di far finta di dirigere l’orchestra mentre gli altri cantavano. Voglio dire, la creatura mi ha lo spirito del leader, mi ha carisma, mi ha senso musicale, e tu la meni? E allora io da quel giorno all’asilo non ci son più voluto andare, che era più la paura delle sberle di BarbEgidia (così simpaticamente ribattezzata a causa di una “leggera” peluria che le infestava la faccia) che il piacere delle carezze di suor Celeste. E infatti dell’asilo ricordo poche cose oltre alle sberle: il simbolo (una carriola) sul bavagliolo e sull’asciugamano e sul grembiulino che era messo lì per riconoscerli, l’odore di minestrone che impestava quello stanzone prima di pranzo, la giostra che gira intorno che facevo il coraggioso e giravo al contrario e ad occhi chiusi e regolarmente vomitavo in corsa per la felicità di quelli attorno. E mi ricordo mia nonna che mi veniva a prendere a piedi tutti i giorni, e mi teneva per mano tornando a casa si sa mai che mi venisse voglia di attraversare la strada, e quella volta che le ho detto che Barbegidia mi aveva dato la sberla mi ha detto tranquilla di aspettarla un attimo, è andata dentro e s’è sentito vociare forte e non so però cosa le abbia detto ma è tornata fuori tranquilla come prima e m’ha portato a casa. E quando i miei volevano farmici tornare, all’asilo, non c’è stato modo di convincere nè me nè mia nonna.
Che poi oggi le suore saran sicuramente cambiate, non saranno certo come erano 25 anni fa (ohimè… un quarto di secolo… mi viene un po’ il vomito tipo giostrina), oggi le suore sono certamente più moderne.
Mi chiedevo, chissa se le suore usano internet?
La risposta l’ho trovata, anzi, di più: oggi, le suore, bloggano.

14 commenti

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1. phoebe ha scritto il 25 febbraio 2005 alle 10:42

Io sono stata all’asilo del Comune. E le maestre leggevano il giornale sedute a fumare (W Sirchiaaaa!!) mentre i bambini più cattivi imperversavano.
Tutt’ora sono convinta che la mia claustrofobia derivi dall’essere stata chiusa forzatamente tre ore in uno sgabuzzino a quattro anni.
Meglio le suore, credia me…

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2. phoebe ha scritto il 25 febbraio 2005 alle 10:43

Anche se questa che blogga mi angoscia un pochino…

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3. irene ha scritto il 25 febbraio 2005 alle 14:31

Premettendo che non si può generalizzare, come in tutte le cose, perché anche tra le suore ci sarà una variabilità come nel resto della popolazione, secondo me tendenzialmente le suore sono delle ersone frustrate che si rifugiano in questo ruolo per non affrontare la vita “normale”. Cioè, io non vedo il motivo che può spingere una persona “equilibrata” a fare la suora. Vuoi pregare, vuoi seguire il cammino di Dio? Puoi farlo anche la laica. Vuoi fare la missionaria, aiutare il prossimo? Puoi farlo da laica. Al contrario, essere suora comporta un grande numero di privazioni, tra cui il sesso e la vita amorosa che credosia una parte fondamentale della vita,soprattutto psicologica, di chiunque. Quella di farsi suore insomma è una cosa che non arrivo a capire se non come un rifugio. E non la trovo una cosa in alcun modo utile.

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4. coltrane ha scritto il 25 febbraio 2005 alle 14:35

Forse non la penserai come me, ma tra le suore ci sono quelle che sono rinunciatarie, sorridenti, accomodanti, buone, se vuoi, e quelle arriviste, arroganti, determinate, donne manager travestite da monache che vivono male l’ astinenza sessuale e te la fanno pagare a te che tuttosommato ti chiedi chi gliel’ ha fatto fare di rinunciare al sesso.

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5. monicabionda ha scritto il 25 febbraio 2005 alle 15:19

Tzé! Dopo le suore che bloggano, bloggo pure io! Volevi mica che rimanessi da sola senza un blog, ti pare? Quando poi avrò preso dimestichezza col “mezzo”, vedrai! 🙂
ps: e per ora mi accontento di splinder…
ciao
MonicaBionda

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6. Parmachiara ha scritto il 25 febbraio 2005 alle 15:19

Il fatto è che a risponderti..più che un commento ci viene fuori un post..quindi adesso lo vado a scrivere, che mi hai fatto venire in mente un sacco di cose.
Però mi hai commossa..bella la tua nonna..
P.S: anche io andavo sulla giostrina al contrario.
Non vomitavo, ma ci andavo moloto..molto vicno..

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7. cofano ha scritto il 25 febbraio 2005 alle 15:34

@ phoebe: AH! I maschi ti hanno rinchiuso nello sgabuzzino tre ore e tu ci sei stata tanto male!!! Si spiegano molte cose… ;-P
@ irene: totalmente d’accordo, su tutta la linea.
@ coltrane: eh beh, son pur sempre donne, e quando hanno un po’ di potere… ah no, questo era il tipo del post precedente, pardon mi son mischiato la personalità
@ monicabionda: alè! Corro a fare una visitina di cortesia.
@ Parmachiara: eh sai la svomitazzata è per pochi eletti…

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8. kumquat ha scritto il 25 febbraio 2005 alle 15:40

che robe che mi sei andato a tirar fuori…
io ho il dottorato in suore, avendoci fatto asilo elementari e medie (2+5+3=10 anni 10). a pelle posso solo dire che non conosco nessuno che sia uscito dalla scuola delle suore con un rapporto sereno con la religione. ci sono di base i due schieramenti, in cui cadi inevitabilmente: ci sono quelli che usciti diventano dei pazzi comunisti mangiapreti anticristi. e ci sono quelli che diventano catechisti frustrati sessuofobi armati di fruste da penitenza per i pazzi farmacisti che vendono quelle robe che non fanno fare i bambini. non conosco nessuno che non rientri in queste categorie. al massimo ho notizie di qualcuno che appartiene alla prima ma non è comunista, e di qualcuno che appartiene alla seconda e ha esagerato ancora un po’ di più, prendendo i voti.
risultato? non so, ma come a parmachiara hai fatto venire voglia anche a me di scrivere un post sui miei luminosi anni di fette di prosciutto tirate contro al quadro della madonna in refettorio…

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9. Fiandri ha scritto il 26 febbraio 2005 alle 12:01

Quel blog si vede al meglio con Internet Exsuorer

(ossignore, questa fa davvero schifo)

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10. Stefano ha scritto il 26 febbraio 2005 alle 17:14

Mi devo trattenere, mi devo trattenere, mi devo trattenere, mi devo trattenere, mi devo trattenere, mi devo trattenere, mi devo trattenere, mi devo trattenere, mi devo trattenere, mi devo trattenere, mi devo trattenere, mi devo trattenere.

Mi vien voglia di bestemmiare nei commenti della suora. Ma così, eh. Mica per un motivo.
[Ste]

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11. Anath ha scritto il 27 febbraio 2005 alle 17:10

Anche io mi sono fatta l’asilo dalle suore…sempre un quarto di secolo fa’, anno più, anno meno… Il mio simbolo era… uno sgabello (!!!) ma il più desiderato era la coccinella (mi domando chi cavolo li avesse assegnati! E i privilegi dell’ordine alfabetico???). Poi non ho ancora capito come fosse possibile che uno dei giochi più gettonati del cortile erano 3 copertoni di camion impilati l’uno sull’altro!! La piccola trincea! Ah…vecchi tempi!

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12. cofano ha scritto il 28 febbraio 2005 alle 10:30

@ kumquat: una madonna al cotto al tavolo 5!
@ Fiandri: ohimè :)))
@ Ste: attento, che poi come fai a spiegare al prete cosa è un blog, quando ti confesserai?

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13. Andre ha scritto il 28 febbraio 2005 alle 13:01

Ma lo sai che uno dei più forti ricordi che ho anche io è proprio quello dell’odore della minestra??
Pazzesco.. cos’è, una prerogativa degli asili? 😀

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14. Anath ha scritto il 02 marzo 2005 alle 16:56

E l’odore dei bagni? Con l’olezzo di dentifricio di Paperino e AZ Junior? Teribbili….

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