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15 febbraio 2005

Figlio del vento

lewis.jpgDa giovane, ero uno sgaloppino, che vuol dire che ero abbastanza sveglio, e per giovane sto parlando di quando avevo 14 anni. Il tempo poi ha rincoglionito un po’ il tutto. Ai tempi però ero sveglio. Ai tempi avevo una morosina che per baciarla con la lingua avevo dovuto pregare per 3 (TRE) mesi, che lei diceva che non se la sentiva, che era un passo importante, e io a spiegarle che non era mica niente di impegnativo, che non è che ci saremmo sposati per una punta di lingua nè c’erano pericoli di venir chiamata mamma a breve, anzi sarebbe stato divertentissimo. Però insomma mi aveva fatto faticare, ma mi piaceva tanto, che faceva la ballerina e per me averci la morosa ballerina era una roba da tirarmela mica poco, che qui in paese di ballerine ce n’era mica tante. Va anche detto che passato lo scoglio della lingua altre piacevoli cose erano seguite senza troppe insistenze. Niente di che eh, però per uno di quattordici anni in preda a sberle ormonali da non capir più niente erano emozioni più che sufficienti. Che poi non l’avevo mica capito perchè tre mesi per la lingua e poi nessuna storia per le mani addosso, ma insomma, si vede che era questione di scollinare, passata la cima tutta discesa, mi ero risposto.
E insomma c’era che lei era spesso a casa da sola, che sua mamma aveva un negozio qui in paese e al pomeriggio era sempre in negozio e il fratellino era dalla nonna, e capitava che io l’andassi a trovare di nascosto. Come dicevo, non si faceva niente di che, cioè sì bello eh i baci e le mani e tutto il resto, ma avevo anche quattordici anni, e capitava anche che le giornate le passassimo sul Commodore64.
Ma non quel pomeriggio.

Quel pomeriggio eravamo sul divano, saran state le 16.30, a dirci ti voglio bene e sei la ragazza più importante (tralasciando che fosse anche praticamente la prima) e a darci i baci lunghissimi, non ricordo bene come, probabilmente a frullo tipici di quell’età, ma mi ricordo che eran lunghi molto. E insomma eravamo tutti lì presi che tanto la mamma era in negozio, che sentiamo rumore di chiavi contro la serratura della porta d’ingresso. Ostia. Questa è sua madre che non so cosa ci fa ma sicuro è sua madre, e se non è sua madre è suo padre che è vigile urbano incazzosissimo. Corri. Figlio del vento, corri. Salto giù dal divano, lei mi sgrana gli occhioni pregandomi di passare dallo stato solido allo stato gassoso il più alla svelta possibile, penso che è meglio se scappo da dietro. L’appartamento è al piano terreno di un condominio. Penso che il balcone della sala è all’altezza del giardino, più o meno a una spanna da terra, ma di lì non posso scappare che sua madre è ormai dentro, allora mi fiondo in camera dei suoi, che ci sarà una finestra o un balcone da dove saltare. Balcone. Salto, praticamente a occhi chiusi.
Ora vorrei fare due chiacchiere con l’architetto che ha fatto quel palazzo, che ok che i garage da qualche parte li dovevi pur mettere, ma proprio sotto il balcone della camera dei suoi?!? Ad aver avuto più tempo e meno paura me ne sarei accorto, ad accorgermene avrei affrontato il salto in maniera meno brillante. E invece no. Olio Cuore. Quattordici anni e non sentirli. Un volo della stramadonna. Atterro più o meno in piedi, rotolo un po’, finisco contro il portone del garage facendo un rumore tipo Dazhongsi, detto anche Tempio dela Grande Campana, in Cina. Mi rialzo, sembro ancora intero, corro verso la bici e realizzo di essere, indiscutibilmente, un pirla. La mia bici l’ho lasciata davanti all’ingresso del condominio. La mia bici sua mamma la conosce. Sua mamma è al balcone che mi saluta. Buongiorno signora.
Ogni tanto mia madre si trova ancora in negozio da sua madre, e se la ridono di quanto era pirla suo figlio quando saltava giù dai balconi.

24 commenti

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1. Sac ha scritto il 15 febbraio 2005 alle 10:41

aaahhh… stupendooo… ma poi avete continuato a vedervi?

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2. cofano ha scritto il 15 febbraio 2005 alle 10:43

Sì ma da allora solo all’aria aperta, che tanto era primavera

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3. Sac ha scritto il 15 febbraio 2005 alle 10:43

ti ho rispedito messaggetto, vediamo se ti arriva… ciao!

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4. Sac ha scritto il 15 febbraio 2005 alle 10:45

uau!!! che volocità di risposta… proprio figlio del vento, eh?! già mi immagino adesso… 😉

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5. Malu ha scritto il 15 febbraio 2005 alle 11:14

Quando ero giovane? Già qui mi metto a ridere… perchè adesso che sei? Non mi stupisce… cosa si potrebbe aspettare da uno che da fuoco alle magliette e cose del genere… 🙂

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6. Gorgoglio ha scritto il 15 febbraio 2005 alle 11:50

Che storia tenera, mi hai risollevato un po’ l’umore. Grazie 🙂

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7. dud ha scritto il 15 febbraio 2005 alle 13:49

quand’ero giovane io…saltavo i fossi per la lunga.

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8. leg ha scritto il 15 febbraio 2005 alle 14:57

nostalgia canaglia!
ed io che ho un pesante ritorno di adolescenza, faccio di nuovo le cazzate…come quando ero giovane!

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9. Maxime ha scritto il 15 febbraio 2005 alle 15:01

Che tenero… A me è successo il contrario: lei era a casa mia ed ho sentito il rumore della porta… Era terrorizzata, ma io l’ho lasciata lì in camera mia, sono sceso sotto da mio padre e gli ho chiesto se cortesemente poteva farsi un giro e rientrare tra dieci minuti, che ero sopra con una ragazza. Mio padre non sapeva se incazzarsi, essere fiero del proprio figlio o scoppiare a ridere. Ma grazie a Dio è rimasto in silenzio ed è uscito. 🙂

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10. Ortolina ha scritto il 15 febbraio 2005 alle 15:06

… che il solo fatto di sapere chi e’ lei e di immaginarti avvinghiato al suo corpo a far frullare la lingua .. guarda, mi monta un misto tra risata e nausea. Ma come hai fatto??? Ortolina

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11. cofano ha scritto il 15 febbraio 2005 alle 16:38

@ dud: ah, che tempi….
@ leg: salti anche tu dai balconi?
@ Max: occhio e croce direi che era fiero 😉
@ ortolina: oh, ai tempi mi piaceva. Ma tanto eh.

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12. phoebe ha scritto il 15 febbraio 2005 alle 16:40

Ma che teneroooooo!! 😀 😀

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13. wood ha scritto il 15 febbraio 2005 alle 20:17

l’ho letto da venti minuti… sto ancora sorridendo e ti devo ringraziare…
ora posso passare una serata con un bel sorriso stampato sulla mia faccia da mezzodelinquente

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14. Andre ha scritto il 16 febbraio 2005 alle 11:52

ahahah :’)
“14 anni e non sentirli”, sensazione comune 😀
Almeno la madre ti ha lasciato intero (il salto dal balcone un po’ meno).

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15. kumquat ha scritto il 16 febbraio 2005 alle 11:53

questa è strepitosa… comunque non sei solo a fare queste robe poco serie.
una volta che mio babbo arrivò a casa di colpo infilai il moroso in bagno con vestiti a caso, e dopo un minuto uscimmo dal bagno, lui con addosso una mia maglia e la schiuma da barba in faccia, e io a dire a mio babbo “eh, provavo a fargli la barba!”.
gioventù deficiente…
kumquat

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16. Stefano ha scritto il 16 febbraio 2005 alle 17:25

Dovrebbe far ridere.
E ci riesce, mica no.
Ma a me ha fatto venire soprattutto i brividi, è stupendo. Stai lentamente – e sempre più – diventando uno dei miei preferiti.
[Ste]

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17. THX1138 ha scritto il 16 febbraio 2005 alle 22:23

Mi sono fatto un sacco di risate.
Poi mi sono ricordato di quanto ero pirla io….

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18. Fiandri ha scritto il 17 febbraio 2005 alle 02:35

Scusa ma non capisco: vorresti forse dire che tre mesi per il primo bacio sono troppi?

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19. cofano ha scritto il 17 febbraio 2005 alle 09:51

@ kumquat: che bella l’ignoranza :o)
@ ste: minchia, grazie, mi scappa detto.
@ THX1138: poi si cresce… o no?
@ Fiandri: ahhahaahha sì fiandri, son troppi, fidati

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20. Luca ha scritto il 17 febbraio 2005 alle 13:32

=) Un saluto, figlio del vento. arcadio was here.

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21. coltrane ha scritto il 18 febbraio 2005 alle 22:46

Che cosa meravigliosa, semplice, istintiva. Effetti collaterali tanti.

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22. redmondbarry ha scritto il 21 febbraio 2005 alle 15:07

splendido

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23. Ludy ha scritto il 24 febbraio 2005 alle 10:30

sto per avere una paralisi dal ridere!

e poi mi chiedo: ma se il tempo ha rincoglionito il tutto, ora in che condizioni sei?

sicuramente sei divertente, però

e spero per te che ora per una punta di lingua non ci voglia così tanto

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24. cofano ha scritto il 24 febbraio 2005 alle 12:12

Ludy, per il rincoglionimento direi che siam messi malissimo, in compenso per la punta di lingua diciamo che il tempo ha affinato le tecniche: la migliore è dare na botta in testa e approfittare del corpo esanime.

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