08. aprile 2004

Emendamento Carlucci

Continua la guerra alla pirateria. Guardate un po’ che strategia micidiale.
“I fornitori di connettività per l’accesso ad internet dovranno riprodurre sulla propria home page un banner antipirateria, ossia un vistoso link che inviti gli utenti che vi clicchino ad un sito specializzato che illustrerà le sanzioni previste dal decreto per coloro che useranno in modo illecito le copie di prodotti dell’ingegno protetti scaricati da Internet. Previste multe dai 103 ai 10mila euro.” – Emendamento Carlucci.
Avete visto la firma? Sì, proprio lei: Gabriella Carlucci… paura, eh? A me certe volte vien nostalgia di Cicciolina in parlamento, almeno lei era lì per provocazione, questa invece ci crede davvero. I suoi prossimi emendamenti saranno:
Contro la violenza negli stadi: promo durante le partite che dice “La spranga fa male”
Contro l’immigrazione clandestina: cartelloni sulle spiagge albanesi con scritto “Il canotto affonda”
Contro gli escrementi sui marciapiedi: manifesti pubblicitari con scritto “la cacca puzza”

06. aprile 2004

Comunicato U.N.S.S.

Comunicato:
Molto dipende anche da te!
In questi momenti così difficili e’ nell’interesse di tutti darsi da fare per sconfiggere questa minaccia!! E’ ben noto che i terroristi islamici si oppongono al consumo di alcol e considerano un peccato vedere una donna nuda che non sia la propria.
Per questo si chiede che venerdì, alle 12 ora locale, tutte le donne corrano nude per gli uffici e tutti gli uomini le inseguano con una birra in mano.
Questo ci aiuterà ad individuare i terroristi che si nascondono nelle nostre aziende.
L’intero mondo libero ti ringrazia per questi sforzi nella lotta contro il terrorismo. Collabora!
Grazie.
U.N.S.S. (Ufficio Nazionale per la Sicurezza e la Salvaguardia)

Bi-post

Alla fine all’aperitivo ci sono andato. Le mie impressioni?

Per le lettrici: carinissima, due occhioni da cerbiatta splendidi, di un bello che spesso mi trovavo senza argomenti. L’italiano lo parla fin troppo bene per essere qui da due mesi, e ogni tanto mi chiedeva “questo verbo l’ho detto giusto?”. Dillo come vuoi che va sempre bene. Sembra si stia vedendo con uno, e le amiche visto che ero lì sono andate maliziosamente in argomento. Argomento che lei non ha schivato ma di cui ricordo solo la frase “Francesco chi?”. A tratti sembra un po’ stupidina, ma non capisco bene quanto la comunque poca confidenza con con l’italiano la limiti, quindi per ora non partiamo con pregiudizi. Sono andato via col sorriso scemo, ascoltando una delle nuove canzoni di Vasco, “Señorita”, e con in testa il weekend prossimo dove andremo, all’inizio in compagnia, da lei a cena. “Dammi una mano señorita, tu puoi cambiare la mia vita oppure no, ma se non stai più nella pelle e hai bisogno di una scusa, puoi salire, io ne ho tante, te ne posso dare una…“.

Per i lettori: non tante tette ma che culo, signori miei. Il resto del corpo è il giusto tributo a quel culo. E se apre bocca mi fa sangue solo l’accento. Cosa ho pensato subito? “A te ti voglio vedere ballare”. E a cena da lei porterò il vino buono, che magari non serve ma certo aiuta. Sono andato via un po’ prima degli altri, per lasciare modo a lei e alle amiche di parlottare un po’. C’era su il cd di Vasco… “dammi una mano señorita e mettila qua…

05. aprile 2004

Cofano è mobile qual piuma al vento

E’ normale che dopo ogni finesettimana abbia in testa una donna diversa? E’ che sono un po’ troppo “scoperto” in questo periodo, non ho le solite barriere, e basta niente per attrarmi. E da venerdì ho in testa due occhi neri grandi così. E uno degli incipit meno brillanti che uomo ricordi: “ma questa canzone di chi è?” mi fa. E io, con tono un po’ a sfottere per fare simpatia “Ma come? Ma dai! Lamadonna ma è “Generale” di De Gregori, ma vieni dalla Luna?”. “No, dal Venezuela”. Ah. Ma perchè devo fare il brillantone a tutti i costi? Passano le canzoni, metton su Vasco. Le spiego evidentemente male chi canta quella canzone, dal momento che capisce che io mi chiamo Vasco Rossi e che quella canzone la canto io. Però a qualcosa è servito, oggi compie gli anni, esce in compagnia per un aperitivo di compleanno e ha chiesto a un’amica di portare anche Vasco Rossi. Presente!
“Quanti anni hai
stasera
quanti me ne dai…
bambina”

02. aprile 2004

Elettroshop

Qualche anno fa lavoravo in uno di quei negozi tipo Trony o Unieuro, dove vendono qualsiasi cosa che abbia una spina o comunque che abbia a che fare con l’elettricità. Lavoravo nel reparto computer, part-time. Beh, amici miei, ho visto cose che voi umani… L’umana gente non smetterà mai di stupirmi, ma in quel posto doveva esserci una buca. Qualche esempio?

Signore tarchiatello sui 50: arrivava e mi diceva “Buocciorno, vorrei IL Playstation per la creatura.” IL Playstation!??! La creatura!??! Mi sono fatto mille volte violenza per non urlare in faccia a sta gente che si dice LA Playstation, cristosanto, LA! Ma meglio non contraddire il cliente. Gli mostravo il Playstation, il tipo si incazzava per il prezzo e tornava a casa con un Gameboy. Chissà la felicità della creatura.

Signora sui 40: “Buongiorno” mi fa, con aria tipo “ciao commesso è inutile che fai la faccia da esperto che io ne so più di te sicuramente”. Io:”Buongiorno signora, come posso aiutarla?”. Lei:”Guardi, ho un problema con Windows 97″. Attimo di silenzio. Io:”Voleva dire Windows 98? o 2000?”. Lei:”LO ACCENDO TUTTE LE SERE LO SAPRO’ BENE CHE WINDOWS E’: E’ WINDOWS 97!”. Io:”Vede signora… Windows 97 non esiste… c’è il 95 e c’è il 98 ma in mezzo non c’è stato niente…”. Lei:”MI STA DANDO DELLA CRETINA???”. Stai calmo, conta finchè riesci a contare, prendi ossigeno… ok, va meglio. “Bene signora, mi dica, che problemi le dà Windows 97?” (che anche se non esiste, in quanto Windows darà comunque dei problemi).

Ma il delirio vero e proprio si raggiungeva nelle giornate dove c’era il tutto a metà prezzo. Code di macchine infinite sulla via Emilia, gente stipata davanti alla porta chiusa, schiacciata da quelli dietro che volevano entrare prima di quelli davanti. Si estraeva a sorte chi doveva aprire la porta, anche quelli della security avevano paura. Il pericolo era l’effetto Vajont: un’onda umana che scavalca e travolge tutto e tutti. Poi, sfogata l’onda: il burdèl.
Ricordo ancora il commesso della telefonia (offerta: cellulare a 40 euro) in piedi sul bancone a gridare “STATE CALMI!”. Ed ho ancora davanti agli occhi l’immagine di un vecchietto seduto su una lavatrice in offerta, col commesso che provava a spiegargli “guardi che quella è solo per l’esposizione, non possiamo vendergliela” e lui che si impuntava “No! Costa l’è mia! E agh stag scranè finchè am la vendì miga!” (trad.: questa è mia e ci sto seduto sopra finchè non me la vendete). Oh, alla fine gliel’han dovuta imballare e vendere.

Un’altra volta vi racconterò dei corsi motivazionali che avevano fatto fare a tutti i dipendenti…. tu sei l’azienda… devi essere causativo… propositivo… proattivo…

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