19. aprile 2004

Amici amici…

Sei una gran testa di cazzo. Ma di quelle che ogni volta mi vien da dire “no dai, non può essere così testa di cazzo”.
Mi chiami per sapere come sto. Mi fa piacere sentirti, ti racconto quello che faccio, che è un po’ che non ci vediamo, che una volta sembravamo culo e camicia (io ero la camicia), che nonostante tutti i tuoi lati negativi io riuscivo a tenere presente quelli positivi, e ti reputavo amico. Ti racconto dei miei giorni, della vita “sociale” che faccio, delle bevute in compagnia, delle donne che conosco, dei finesettimana spesso un po’ sopra le righe, del fatto che comunque sto bene. Te ne compiaci al telefono, dici che sei contento per me. Riattacco e mi dico “massì dai, in fondo è un bravo ragazzo”.
Dopo due giorni vengo a sapere che vai in giro a dire che passo il mio tempo a far cazzate, che non posso comportarmi come se avessi diciotto anni, che devo mettere la testa a posto. Proprio da te, che ti ho visto tradire la tua donna non so più quante volte e poi tornare da lei a fare l’innamorato premuroso e geloso e io a coprirti le spalle, che ti ho visto chiedermi una percentuale su un lavoro che avevo fatto per una persona che mi hai presentato e ho chiuso un occhio che magari era un brutto periodo per te.
Cosa è? Ora che convivi pensi di essere cresciuto? Eh sì, ormai sei un ometto, ti avrà detto la tua mamma. La stessa mamma che passa i soldi al suo ometto perchè lui possa convivere.
Dio strabenedica il giorno che ti ho perso per strada.

Pagina 23

Visto come piace questa cosa, e come sta prendendo piede, ho pensato di aprire un blog fatto solo di pagine 23. Che senso abbia e che utilità possa avere, non chiedetemelo, perché non lo so. Però se volete scriverci sopra ogni pagina 23 che vi capita sotto mano il blog è Pagina 23 e per essere aggiunti mandate una mail qui.

18. aprile 2004

La pagina 23 del libro che sto leggendo

Sui blog di Amarilla (che l’ha trovato sul blog di Abs che l’ha trovato sul blog di non so chi) trovo questo giochino:

1) Prendi il libro più vicino
2) Aprilo a pagina 23
3) Trova la prima frase degna del benché minimo interesse
4) Posta il testo della frase nel tuo blog assieme a queste istruzioni

Ora il libro che ho più vicino è la “Guida ai corsi della Facoltà di Economia” di mio fratello. Visto che non lo considero un libro appena dopo c’è “Tra Mosca e Petuški” di Venedikt Erofeev. Direi che va bene.
“E solo nei pressi di Karacarovo il mio Dio mi ha inteso e compreso. Tutto si è placato e acquietato. E se qualcosa che ha a che fare con me si quieta e si placa potete star certi che è in maniera irreversibile. Con l’ammirazione che ho per la natura, non sarebbe bello restituirle i suoi doni…”

17. aprile 2004

No cofano? No party

Signori, amici, convenuti: che festa! E’ andata strana, perchè è partita molto spenta, quasi triste. A un certo punto m’era persino venuta voglia di andare via. Poi non so bene cosa è successo, cosa ha dato la spinta, ma è scattata l’ignoranza. Bellissimo. Proprio come una volta, uguale uguale, da quando abbiamo 15 anni le feste lì sono sempre così e si divertono sempre tutti e finiscono sempre con un “quando organizzate la prossima?”.
E a donne? Eh, c’era da star bene, ma ieri sera me la sono tirata un po’, che quando è andata fuori (come chi??? beh, vabbè, una…) praticamente con un cartello con scritto “seguimi” sulla schiena, ho pensato che forse era meglio tirarmela, conoscendo il soggetto in questione, e son rimasto a ballare. Lo so, probabilmente mi darò martellate sui maroni per questo gesto insano, ma se ho capito un qualcosina di sta ragazza, ho fatto bene. O magari ero semplicemente sbronzo e non ho letto bene il cartello sulla schiena, che sotto “seguimi” aveva una piccolissima postilla con scritto “oraomaipiù”. Se così fosse: martello, please.
P.S.: la torta alla panna fa bene alla pelle del viso e ai capelli, vero?

16. aprile 2004

Fiesta!

Stasera festa. Festa in taverna dall’amico, saremo un trenta quaranta persone. Festa di quelle che non organizziamo da un po’ troppo tempo. Stasera devo stare cofano, molto cofano.

14. aprile 2004

Compleblog

Oggi, un anno fa, scrivevo il primo post. Ho dei diritti per l’anzianità? Tipo una notte con una blogstar scelta da me? Arf!

13. aprile 2004

Bilanci pasquali

Ma daiii! Eh! Ma valà??? Ma davvero? Ma toh! Ecco, una pasqua all’insegna delle soprese. In questi quattro aggiorni mi sono accorto di un po’ di cose. Che in questa piccola città bastardo posto ci sono ancora un sacco di persone da conoscere. Che il modo migliore e più economico per una donna per sembrare carina è fare ubriacare chi la guarda. Che se non sei molto convinto sulla bellezza della donna che hai davanti, ubriacati e diventerà splendida. Che è ancora prestino per tornare a casa della mia ex in veste di amico. Che lo splendore sudamericano di un po’ di post sotto è a disposizione. Che se non hai proprio nessun vizio allora hai qualcosa da nascondere. Che certe volte non ho un gran bel modo di fare. Che ho una cugina in più da un paio di mesi. Che ad ogni pasqua rigo la macchina: le fiancate ora sono a posto, un altro paio di pasque e completo il giro. Ah, anche che domani questo blog compie un anno!

Cine-mah?

Son così esperto di cinema che quando il mio collega mi ha chiesto se mi piace il nuovo cinema danese gli ho domandato se è un multisala.

10. aprile 2004

Per dirla alla britnispirs…ooops, I did it again…

09. aprile 2004

Cellulari e avvocati

Tornando a quel posto dove lavoravo. L’aneddoto che segue va raccontato a parte.
Sabato pomeriggio, giorno “pieno”, non come a Natale ma comunque con un bel viavai di pleistescionpercreatura e di uindousnovantasette.
Reparto telefonia.
Arriva un signore sui 50, con espressione più che incazzata. Guarda in faccia il commesso e gli sbatte in malo modo sul bancone un cellulare. Il commesso guarda il cellulare, guarda il cliente, guarda velocemente entrambi e dice il solito “buongiorno, mi dica”.
Il cliente riprende in mano il cellulare e lo risbatte sul bancone. “Signore, quale è il problema?”.
“L’ho comprato da voi la settimana scorsa” fa il signore incazzuto. “Sì, mi ricordo di lei” dice il commesso “qualcosa che non va?”. Per la terza volta il fumante riprende il cellulare e lo ributta sul bancone e urla “MI AVETE VENDUTO UN TELEFONO USATO!”. Arriva un secondo commesso ad affiancare il primo che sembra piuttosto in panico. Il primo commesso prova a spiegare “guardi che è impossibile, mi ricordo di lei, le ho aperto la confezione nuova qui davanti…”.
“SENTA, MI VUOLE ANCHE PRENDERE PER IL CULO? IL CELLULARE E’ USATO!”
Il secondo commesso prova a infilarsi nello scontro, chiedendo “scusi, ma lei da cosa lo ha capito che è usato? E’ evidente che è nuovo, non ha neanche un segno…”
“AH SI’??? LO ACCENDA!”
Il secondo commesso lo accende e il primo guarda il collega.
“ADESSO VADA NELLA RUBRICA!”
Lui va nella rubrica e alza gli occhi con aria interrogativa.
“LO VEDE CHE E’ USATO???”
“mah… a me sembra tutto a posto”
“AH SI’??? ALLORA CHI MINCHIA SONO QUELL’AVVOCATO CHIAMSI E QUELL’AVVOCATO CHIAMNO???”.
Il primo commesso si appoggio al bancone e sgrana gli occhi fissando il cliente, il secondo commesso letteralmente corre via. Il cliente è un po’ frastornato dalla reazione dei due.
Il primo commesso, facendosi forza, prova a spiegare “guardi… signore… che AVVCHIAMSI e AVVCHIAMNO servono ad attivare e disattivare l’avviso di chiamata…”

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