27. agosto 2003

Sangiovese di Romagna Galassi: “Sta fermo qua che te lo dò io il promemoria!”

Il vino m’è sempre piaciuto, lo trovo un buon compagno, basta imparare a starci a tavola. Che poi a me piace rosso e fermo, mica quello frizzante, e io che sto nella patria del lambrusco, che io chiamo amichevolmente “lo schiumone”, a tavola posso risultare un po’ pesante. Ma non perdiamoci in ciance.
Ieri sera ho bevuto. Non troppo, direi il giusto, quanto basta, ad hoc. E son stato bene, altrochè se son stato bene. Non bisogna bere tutto in una volta, non serve tracannare, ti fa stare solo male. Un po’ alla volta, con calma, occorre assaporare, gustare, tenere il sapore anche quando hai finito di bere, gustarsi il colore e i suoi riflessi che brillano della luce morbida delle candele che li creano, appoggiarsi sulle sensazioni e non pretendere altro, non parlare, non dire nulla, non pensare. Oh, ma sto ancora parlando di vino?