Ossessioni 2.0
C’è un omino, in giro per Parma, che mi ossessiona e non lo sa. Ha cominciato anni fa, quando avevo la morosa che abitava in piazza Ghiaia (quella dove c’era il mercato permanente all’aperto e adesso vogliono interrarlo) e si metteva sotto la mia finestra il sabato mattina alle 9 e stava lì a far casino fino all’una, ora in cui mi sarebbe piaciuto svegliarmi, visto che in genere il venerdì sera stavo in giro fino verso le 5 del sabato mattina. L’omino in questione arrivava alle nove, apriva il suo seggiolino e suonava la fisarmonica. E a me s’apriva l’occhio e non c’era maniera di riaddormentarmi.
Che uno dice, beeeeello, svegliarsi con la fisarmonica sotto la finestra: bello un cazzo. O meglio, bello la prima volta, carino la seconda, dalla terza ti vien voglia di tirar secchiate d’acqua giù dalla finestra. Che poi, lui lì è straniero, credo dell’Est, e quando è arrivato in Italia e ha cominciato a sedersi sotto la mia finestra sapeva suonare un paio di canzoni e le suonava ininterrottamente per quattro ore filate.
Da allora, l’omino, lo incontro ovunque: se parcheggio in via Farini per un aperitivo il venerdì sera, lui è lì che m’aspetta con la sua fisarmonica e un paio di giapponesi che lo filmano o gli fan foto. Se faccio un giro per negozi lui è lì in via Cavour che suona, lo sento da lontano, sento il suono della fisarmonica e son sicuro che è lui. C’ha il monopolio della fisarmonica di strada, a Parma.
Bisogna ammetterlo, non che sia un fenomeno ma dai tempi di Piazza Ghiaia è migliorato parecchio, però io ho ancora sullo stomaco le ore non dormite, e quando sento quella fisarmonica mi vien su la carogna.
Per liberarsi delle ossessioni come questa, uno basta che stia in casa, non vada nei posti dove lui di solito va e il problema è risolto. Uno sta in casa, cazzeggia su internet, si gode un po’ di servizi web2.0 e filmati su YouTube ed è a posto, o almeno crede.
Perché le ossessioni, ai giorni nostri, non conoscono confini.
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10 commenti
1.
Fran ha scritto il 11 Luglio 2007 alle 13:28
LOL, l’ho notato anche io e stentavo a crederci
zitto, che io provengo da anni di lavoro alle terme ove l’orchestra suonava dalle 6 alle 12, e il pezzo forte era proprio la fisarmonica…
2.
Parmachiara ha scritto il 11 Luglio 2007 alle 19:53
Deve’essere lo stesso tipo che rompeva le palle a me al sabato mattina zona Ghiaia.

E però l’avevo sempre e solo sentito.
Mai visto.
Grazie della gioia.
Che m’hai procurato s’intende.
3.
Antar ha scritto il 12 Luglio 2007 alle 10:47
Te m’hai fatto cappottare dalle risa.
Grazie
4.
Cernobil ha scritto il 13 Luglio 2007 alle 08:31
Secondo me ti sta pedinando se fossi in te mi starei attento….qualche giorno te lo ritrovi dentro casa
5.
cofano ha scritto il 13 Luglio 2007 alle 09:50
@ fran: pensa se ti ossessionasse tutta l’orchestra

@ parmachiara: a buon rendere
@ Antar: ehhehehe figurati
@ Cernobil: vabbè a quel punto lo invito a cena, che è evidente che non posso combatterlo
6.
Jojoy ha scritto il 13 Luglio 2007 alle 13:29
Una persecuzione, preticamente.
7.
Zio Dany ha scritto il 15 Luglio 2007 alle 18:32
Cofano, sei un grande!
I tuoi post sono fantastici!!
Uno più bello dell’altro!!
Hai un nuovo visitatore fisso!!
CiaO!!
8.
marco trezzini ha scritto il 17 Luglio 2007 alle 09:22
…. mi sono quasi pisciato adosso dal ridere ;-)))))
é bellissimo il tuo post.
come creatore del sito Arounder Parma mi sento comunque un po’ in colpa, non avrei mai pensato di fomentare digital obsessions
tuo
marco
9.
cofano ha scritto il 17 Luglio 2007 alle 09:48
@ jojoy: proprio quella
Dai scherzo, non è colpa tua, è lui che è dappertutto.
@ Zio: uelà! Grazie!
@ Marco: aaaargh! Il colpevoleee!!
10.
Lei ha scritto il 23 Luglio 2007 alle 16:24
Stavo dormendo, lo giuro. Lui per evitare di russarmi nelle orecchie s’era messo a vedere la tv sul divano. Ed io nel letto, dopo un’abbondante lettura di una palla di libro ho chiuso gli occhi, nella convinzione che li avrei riaperti solo stamattina. E invece no. Perchè verso le due di notte, DUE omini, TROMBONE E FISARMONICA, si sono messi sotto la mia finestra a suonare canzoni napoletane. Quando dopo mezz’ora di cuscinate sulle orecchie e dita a mò di tappi ho deciso di alzarmi per buttargli un secchio d’acqua addosso, se ne sono andati. Ecchecculo.