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22 agosto 2005

Ad esempio a me piace il Sud

Che io vi benedicaIl sud non l’avevo mica mai visto io. A sud il punto più a sud dove ero mai stato era Napoli ma per un giorno e per lavoro, che è come non andarci. Invece ora l’ho visto, ci son stato, non ho girato mica tanto, eravamo stanchi e volevamo soprattutto riposarci e star tranquilli, che le vacanze per vedere i posti le possiam fare poi un’altra volta. Però posso dire di averlo visto, un pochino, il sud. Ho visto la terra rossa rossa, le case mai finite, che pensavo fosse per un affascinante senso di non aver bisogo di finire le cose, che a un certo punto stanno in piedi e allora va bene così, poi m’è venuto il dubbio che sia per non pagare l’ici ma mi piace di più la prima ipotesi, ho visto le facce dei vecchi e ho sentito quella strana accento un po’ aspirata che già conoscevo, ho visto le facce dei miei amici e la mia passare dal bianco al rosso al nero allo spelato, ho visto il traffico senza senso, ci siamo visti ridere fino a piangere, ci siamo agitati ci siamo strafogati di pesce e ci siamo addormentati un po’ ovunque. E adesso è dura ricominciare, quando hai la testa ancora là.

“Chi vi arriva una sera di settembre, quando le giornate s’accorciano e le lampade multicolori s’accendono tutte insieme sulle porte delle friggitorie, e da una terrazza una voce di donna grida: uh!, gli viene da invidiare quelli che ora pensano d’aver già vissuto una sera uguale a questa e d’esser stati quella volta felici.” – I. Calvino

12 commenti

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1. atena46 ha scritto il 22 agosto 2005 alle 19:42

…depressione da post-vacanza?
come ti capisco, mi sento un po’ come quelli della pubblicità della Costa Crociere di due anni fa…
In ogni caso… bentornato! 🙂

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2. Barbara ha scritto il 22 agosto 2005 alle 20:27

Se fai le tue ricerchine da spia dell’etere vedi che adesso Staicofano lo leggono anche in Colombia!
Grazie, mi hai fatto tornare la voglia di Sud…

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3. broono ha scritto il 23 agosto 2005 alle 00:24

In realtà il motivo per cui le case sono tutte così non è nemmeno l’ICI.

C’è una legge, non ricordo se regionale o statale, secondo la quale una casa con il tetto non può essere abbattuta a meno di motivazioni realmente pesanti (che laggiù significa che non ce ne saranno mai).

Per questo motivo, chiunque abbia un appezzamento di terreno sul quale vuole costruirsi una casa, prima di tutto tira su i pilastri principali, ci mette quanti piani gli pare anche se il piano regolatore ne imporrebbe di meno e ci piazza immediatamente sopra il tetto.

Costruito così lo scheletro della casa (che se qualcuno volesse far abbattere dovrebbe prima superare così tanti cavilli burocratici quasi sempre gestiti dai cugini o dagli zii o dai parenti del padrone della casa stessa da far passare a chiunque l’idea) con tutta la calma del mondo si completa un piano alla volta ogni circa dieci anni, con la calma tipica del sud.

Il primo piano per poterci vivere fatto come fosse una reggia (quasi sempre diroccato fuori e con marmi principeschi dentro) e i piani superiori lasciati a cantiere e usati solo per far seccare i pomodori in attesa che il primo figlio si sposi, zac si finisce il secondo piano, il secondo figlio si sposi, zac si finisce il terzo piano…ecc…ecc…

Non importa quanti anni rimarrà così.
Se c’è il tetto sopra, nessuno la potrà abbattere.
E dato che nessuno (non è vero ma bisogna dire così) laggiù ha i soldi per fare quattro piani come si deve in un colpo solo, quel trucchetto consente di farsi la casa che si vuole in barba ai piani regolatori in comodi trenta quarant’anni.

Tutto qua.

L’ICI è una tassa.
Nessuno al sud fa gabole per non pagare una tassa.
Chi non la vuole pagare non la paga punto.
Le gabole le inventano per cose molto più complesse.
Tipo un piano regolatore.

Mode “Bruno che è per metà calabrese”: Off.

Lo so, la cosa della casa l’hai buttata lì così e certo non volevi ‘sta spataffiata inutile.

però lo sai, ti leggo e commento solo quando scopro che ci si è fatti la stessa domanda e magari a me han dato la risposta.
Perchè non condividerla?

Vuoi sapere anche perchè non accettano mai che gli si offra nemmeno un caffè?

vabbè… magari quello te lo spiego quando ci rivedremo.

😉

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4. cofano ha scritto il 23 agosto 2005 alle 09:34

@ atena: grazie, e sì, un po’ di tristessa mi prende sempre quando torno, un po’ come a tutti.
@ barbara: dici che dovrei fare anche la versione localizzata in colombiano?
@ broono: lamadonna, commenti poco ma quando commenti fai sul serio eh? 😉 Però ecco grazie per le risposte, che diffondo immediatamente tra chi con me si faceva le stesse domande. E certo anche sapere perchè non accettano caffè offerti sarebbe interessante (cosa che non sapevo), però sì, magari facciamo quando ci rivediamo, che però non sappiamo bene quando sarà, quindi se vuoi anticipare qualcosa adesso fai pure (che brutta bestia la curiosità 😉 ).

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5. unamela ha scritto il 23 agosto 2005 alle 10:22

bello, ti sia piaciuto, il mio sud.
ci son stata anche io, negli stessi posti, ed insieme allo struggersi d’amore per le mie radici, per quei paesaggi piatti larghi che respiri meglio e pensi più lento, beh, insieme a quello mi è presa la rabbia sordacieca perchè no, non ci rialzeremo mai, è inutile che facciamo finta o che facciamo rumore una tantum per farci sentire. A me mi viene l’irafunesta a vedere gli aborti edilizi, il verde meno verde che ci sia, lamiaterra senz’amore, il menestrafotto come verità rivelata, principio fondamentale e dogma supremo, purchè si mangi sempre, purchè si arraffi e si spenni chi ci passa a trovare.
por mi tierra: Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior (Ti odio e ti amo. Come possa fare ciò, forse ti chiedi.
Non lo so, ma sento che così avviene e me ne tormento)

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6. phoebe ha scritto il 23 agosto 2005 alle 11:56

Coraggio, tra 12 mesi puoi andare di nuovo in vacanza.

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7. Novocaine ha scritto il 23 agosto 2005 alle 22:52

e lo sai, che a napoli hai chi ti fa da cicerone!!!!! 🙂

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8. Jojoy ha scritto il 24 agosto 2005 alle 08:21

Anche a me piace il Sud!
Tanto.

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9. cofano ha scritto il 24 agosto 2005 alle 09:24

@ unamela: sì ti capisco, l’irafunesta è naturale di fronte a certi scempi e sprechi
@ phoebe: che grande consolatrice 😛
@ novocaine: eh mi piacerebbe tanto tornarci, e ora che ho un cicerone ho un motivo in più 😉

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10. venedikt ha scritto il 25 agosto 2005 alle 15:36

Vé che ho scritto anch’io delle nostre scorribande. Che bellezza.
W u caribbu!

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11. cofano ha scritto il 25 agosto 2005 alle 15:44

Sempre W u caribbu! Davvero una gran bellezza.

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12. nuez_ ha scritto il 30 agosto 2005 alle 12:24

bel post e bella citazione

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