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17 novembre 2004

Le volte che non capisco

Ci son delle volte, che non capisco, ma mica nel senso che non mi capacito o non mi rendo conto, ma proprio non capisco. Oddio, succede anche abbastanza spesso. Sto lì, ti spiegano, che sembra che ti stan spiegando una roba ma che più semplice non si può, e io sto lì con l’occhio bovino senza capire cosa stan dicendo. E ti guardano come se è proprio una cosa incredibile, che non sto capendo. Ecco, allora mi infastidisco, mica tanto per il fatto che non capisco e che mi sento un po’ scemo quanto per il fatto che chi spiega dà per scontato che si stia spiegando nel migliore dei modi. Vabbè poi ci son certe donne (non la mia, sia chiaro) che pretendono che le capisci anche senza che ti spiegano niente, e lì mi vien da ridere, ma c’è da farci tutto un discorso a parte.
Che poi questa cosa del fastidio mi succede solo con discorsi che mi interessano, che se non capisco una cosa che mi sembra poco interessante in genere ho un campionario di risposte neutre che uso piuttosto bene. E lo uso anche abbastanza spesso, mi son trovato a usarlo coi clienti, che magari sto facendo dell’altro al pc e il cliente ti racconta cose inutili e decido che non è importante capire e allora dò queste risposte che non voglion dire niente ma che confermano che ho seguito il discorso. Ma funziona soprattutto con chi mi conosce poco, che se mi scappa fatto con qualcuno che mi conosce bene mi scoprono subito.
Poi ci son le volte che è colpa mia, che mi pianto. Non so bene cosa succede, ma stacco. Click. Tutto mi rimbalza e non entra niente, c’ho i miei percorsi nella testa e seguo quelli, come quando si va in oca con lo sguardo, ecco io ci vado con la testa. E da fuori si vede, che è già successo che mi han chiamato per farmi riprendere dall’oca della testa, ma è rilassante, è piacevole, che magari sei in un locale chiassoso fumoso e riesci a uscire restando lì. Click. Per me che sono pigro è un risparmio mica da ridere.

8 commenti

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1. utente anonimo ha scritto il 17 novembre 2004 alle 12:45

… e’ una leggera forma di autismo. Niente di grave

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2. cofano ha scritto il 17 novembre 2004 alle 15:01

eh? dici a me?

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3. utente anonimo ha scritto il 17 novembre 2004 alle 15:52

yes … you Forrest

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4. monicaBionda ha scritto il 17 novembre 2004 alle 17:31

no, no, per il click della testa deve essere il segno zodiacale: anche mio padre e mio nonno e il mio vicino di scrivania fanno così – nati tutti a inizio febbraio, comincio a pensare che non sia un caso 🙂

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5. cofano ha scritto il 17 novembre 2004 alle 18:18

uh… gli acquari… può essere, me ne intendo poco di queste cose, ma può essere

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6. mayoral ha scritto il 17 novembre 2004 alle 18:26

sono pronto a confermare. anche io acquario… è che noi si è un po’ artisti. 😉

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7. BELYNDA ha scritto il 17 novembre 2004 alle 21:44

Click, si. Bello riuscire a premere quel pulsante nei momenti in cui intorno è tutto caos. Un solo click e la pace è assicurata. E poco importa se si sembra “in oca”…
Ciao 🙂

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8. cofano ha scritto il 18 novembre 2004 alle 09:29

@ mayoral: eh sì, allora è proprio quello 😉
@ Belynda: Esatto, chissenefrega. Click.

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