11. Luglio 2007

Ossessioni 2.0

C’è un omino, in giro per Parma, che mi ossessiona e non lo sa. Ha cominciato anni fa, quando avevo la morosa che abitava in piazza Ghiaia (quella dove c’era il mercato permanente all’aperto e adesso vogliono interrarlo) e si metteva sotto la mia finestra il sabato mattina alle 9 e stava lì a far casino fino all’una, ora in cui mi sarebbe piaciuto svegliarmi, visto che in genere il venerdì sera stavo in giro fino verso le 5 del sabato mattina. L’omino in questione arrivava alle nove, apriva il suo seggiolino e suonava la fisarmonica. E a me s’apriva l’occhio e non c’era maniera di riaddormentarmi.

Che uno dice, beeeeello, svegliarsi con la fisarmonica sotto la finestra: bello un cazzo. O meglio, bello la prima volta, carino la seconda, dalla terza ti vien voglia di tirar secchiate d’acqua giù dalla finestra. Che poi, lui lì è straniero, credo dell’Est, e quando è arrivato in Italia e ha cominciato a sedersi sotto la mia finestra sapeva suonare un paio di canzoni e le suonava ininterrottamente per quattro ore filate.

Da allora, l’omino, lo incontro ovunque: se parcheggio in via Farini per un aperitivo il venerdì sera, lui è lì che m’aspetta con la sua fisarmonica e un paio di giapponesi che lo filmano o gli fan foto. Se faccio un giro per negozi lui è lì in via Cavour che suona, lo sento da lontano, sento il suono della fisarmonica e son sicuro che è lui. C’ha il monopolio della fisarmonica di strada, a Parma.

Bisogna ammetterlo, non che sia un fenomeno ma dai tempi di Piazza Ghiaia è migliorato parecchio, però io ho ancora sullo stomaco le ore non dormite, e quando sento quella fisarmonica mi vien su la carogna.

Per liberarsi delle ossessioni come questa, uno basta che stia in casa, non vada nei posti dove lui di solito va e il problema è risolto. Uno sta in casa, cazzeggia su internet, si gode un po’ di servizi web2.0 e filmati su YouTube ed è a posto, o almeno crede.

Perché le ossessioni, ai giorni nostri, non conoscono confini.

10. Luglio 2007

Furniturically correct

Un giorno qualsiasi, in un mobilificio qualsiasi:

Lei: Ti piace quel mobile decappato?

Io: Guarda che non si dice decappato, si dice “diversamente mobile”.

04. Luglio 2007

Entvsiasmo

Ti trovi, ogni tanto, ad aver a che fare con cose che non avevi mai affrontato prima. E io sono uno che si entusiasma, quando succede una roba del genere.
Mi sto trovando, ad esempio, a dover sistemare un appartamento, e quando sono entusiasta entro un po’ nel personaggio che più si confà alla situazione che mi entusiasma.

Dove prima avevo l’ufficio, adesso l’ufficio non è più lì, quindi è tornato un appartamento normale e ci vado ad abitare con la mia morosa, solo che è tutto da sistemare. E divento un po’ muratore, e scopro cose di chi deve metter mano a una casa.

Scopro che per scegliere i colori, che per fortuna vengono gli imbianchini che se devo tinteggiare io finisco tra dieci anni, dicevo per scegliere i colori ti dan delle mazzette piene di foglietti colorati con migliaia di gradazioni. Subito la mazzetta la guardi con diffidenza, un corpo estraneo, una roba strana, ma poi ci prendi confidenza. Io poi, son uomo pratico, e insomma sarei portato a dire “van bene questo questo e quest’altro” e bona lì. E però c’è una donna con me a condividere la scelta, ed è giusto scegliere in due. Ora, ho presente quanto può impiegare una donna a scegliere il colore di un abito quando ne esistono due o tre tinte differenti: più o meno un pomeriggio. Provate a dare in mano ad una donna una mazzetta con migliaia di colori e ditele di sceglierne uno per ogni stanza, che le stanze son sei. L’equazione è [ tre tinte : un pomeriggio = mille tinte : x ] quindi moltiplicate x per sei. Se avete tempo fate i conti e fatemi sapere, che gli imbianchini son già in casa. Io, per conto mio, ho concordato sulle tinte in linea di massima, poi le sfumature le lascio a lei, che non è un “arrangiati” ma veramente a me le sfumature non mi cambian niente. E ad ogni modo, sia chiaro, l’entusiasmo non fa una piega, che scegliere i colori non è mica un problema.
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26. Giugno 2007

Revolutionary Beach

Quello che mi dà più fastidio, quando torno da un posto di mare, è che mi resta in testa la consapevolezza che c’è della gente che è rimasta sotto un ombrellone, là, mentre io son qui in un ufficio. Che uno non ci pensa, quando non lo vede, il posto di mare, uno non ci pensa che c’è della gente che in qualche posto, in molti posti, è là beata a non fare una favazza. O magari è là che lavora, e però il suo lavoro è tirare su e giù dei lettini per una spiaggia, o spillare delle birre medie guardando il mare, e poi a ottobre andare in crociera perché è finita la stagione.

A te invece ti tocca star qui, incastrato nelle tue cose, col culo su sta pianura che la cosa più vicina all’idea di mare è una cava di sabbia lungo il Po, e però non ci puoi andare perché le zanzare, lungo il Po, pagano il bollo, tanto son grosse.

C’è di buono che siam bestie che sanno sopravvivere, e pian piano ce lo si scorda il fatto che c’è gente sotto gli ombrelloni, e torniamo a far le nostre cose senza quel senso di invidia che ti rende tutto un pochino più difficile.

E il fatto di sapere sopravvivere mi aiuterà a rimuovere anche l’ultimo libro che ho letto, Revolutionary Road, che non se n’è accorto nessuno ma ieri ero sotto l’ombrellone con una carogna che me la son tirata dietro tutto il giorno, che a me, un amaro in bocca così, son pochi i libri che me l’han lasciato, anzi forse mai nessuno così tanto prima di questo.

Ma per fortuna, o purtroppo, sappiam sopravvivere.

21. Giugno 2007

Zigulì

E’ un periodo che c’è un lavoro di donne-che-conosco incinta, in giro, che c’è da aver paura. La mia amica, quella che era a scuola con me e siamo andati in giro un sacco di anni insieme, anche alcune estati in vacanza, e poi ci siamo un po’ persi, lei per esempio, ora come ora, è pregnantissima. La mia ex, quella che siamo stati insieme quattro anni, adesso è molto incinta. E pure mica cugina, che ci stava prendendo una certa età, e le zie si stavano preoccupando, adesso anche lei è incinta. Mi fa un po’ strano che vadano tutte dallo stesso ginecologo, pur abitando a chilometri di distanza una dall’altra, ma nelle cose, certe volte, ci son dei meccanismi e delle coincidenze che è anche inutile star lì a pensarci. Dimenticavo, c’è anche quella con cui sono uscito un po’, che ci avevo anche scritto qualcosa su di lei, ecco anche lei è incinta, ma lei è quella di cui mi stupisco meno, che “contraccezione” pensava fosse una tecnica insetticida.
Bisognerebbe invece, magari, star lì a pensare a questa partita di preservativi difettosi che hanno venduto negli ultimi mesi, o a quel buontempone che si è messo a sostituire le pillole anticoncezionali con le Zigulì. Ferma tutto un attimo, seriamente: le Zigulì le fanno ancora? Che io, da bambino, con quelle al limone e all’arancia ci avevo una specie di dipendenza. Io a forza di mangiare Zigulì mi si è cariato un dente di quelli da latte, il canino superiore destro, e quando poi quello definitivo è cresciuto e quello lì un po’ cariato è venuto via, quello che è cresciuto è venuto fuori un po’ storto. Ed è ancora lì, un po’ storto, a ricordarmi che le Zigulì è meglio se ci sto lontano. Specie se le spacciano per pillole anticoncezionali.

Ma mica perché non voglia mai e poi mai figli, solo che c’ho ancora un po’ di cose da fare prima di dedicarmi anima e corpo alle partite di calcetto di un eventuale figlio maschio o alla clausura di una eventuale figlia femmina.

Tra le cose da fare, ad esempio, il prossimo weekend alla Duna degli Orsi.

13. Giugno 2007

Fermiamo gli orchi!

Appello contro la giornata dell'orgoglio pedofilo sul web

Clicca l’immagine e firma l’appello contro la giornata dell’orgoglio pedofilo sul web. Non aggiungo altro, perché non trovo le parole.

08. Giugno 2007

Partenza lunga

Vorrei due ali d'alianteMa come è che uno va via una settimana, cosciente che quando tornerà avrà un po’ di lavoro arretrato, e al rientro si trova come se fosse stato via un mese? Un qualche meccanismo, immagino, per cui uno dovrebbe immediatamente sentirsi in colpa. Bè, caro il mio Dio dei sensi di colpa, mi rimbalzi. Ci tornerei domani, in Scozia. Scioperi permettendo.

Sì, perché lo sciopero l’ho preso in pieno: il martedì siam partiti da Parma sapendo che forse il volo era stato annullato, però vaffanculo, voglio vederlo scritto sul tabellone all’aeroporto, come nei film. E come nei film l’ho letto. Allora si va allo sportello della EasyJet, si questiona un po’ sul fatto che non dico una chiamata, ma una cazzo di email o un sms potevano anche mandarli, e poi ci si fa spostare il volo al giorno dopo. Dopo 10 minuti, saran le 9.30 di mattina, con tifosi del Milan che arrivano a frotte perché il giorno dopo gioca ad Atene, e a loro il volo non lo cancellano ma glielo spostano, che altrimenti dan fuoco all’aeroporto, dicevo son passato 10 minuti e siamo ancora in macchina a dirci “oh ma tornare a Parma adesso, che siamo a Malpensa, ma ti sembra il caso? Saranno altre due ore e mezza di macchina…”. E no, non ci sembrava proprio il caso, che essere in ferie siam già in ferie, tanto vale cominciare il cazzeggio. E, si sappia, se c’è da cazzeggiare, sono un professionista.

Vediamo, cosa c’è di bello vicino a Malpensa? Ma cosa vuoi che ci sia, mi vien da dire. E invece vè, guardalo lì sulla cartina, il lago Maggiore. Dai, saran 10 minuti di macchina, troviamo un Bed&Breakfast e ci facciamo anche una mangiata sul lago, stasera.

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28. Maggio 2007

Un post in volo (23/5/2007)

Un post in volo, un post a mano.

E’ il post piu’ egoista che abbia mai scritto: mi serve a distrarmi. Non scrivo come sta andando il volo per non gufarlo, che qui i riti scaramantici li ho rispettati tutti, compresa mano sulle balle quando la hostess ha mostrato i vari salvagente e bocchette per l’ossigeno in caso di emergenza.

Se fossi donna potrei distrarmi un po’ di piu’, che quello di fianco a me e’ uguale identico a Brad Pitt, ma gli e’ andata bene che non posso far altro che notare la somiglianza e farla notare alla mia morosa. Che ora lo guarda in un modo che mi piace poco.

E comunque, qui i modi per distrarmi li ho provati un po’ tutti, a cominciare dalla lettura. Dopo quattro pagine non mi ricordavo una parola del romanzo, ma in compenso mi ricordavo perfettamente il numero di vuoti d’aria incontrati nel frattempo.

Secondo metodo di distrazione (son partito attrezzato): iPod. Nota positiva: non senti il rumore dei motori, che mi aumenta l’ansia. Nota negativa: l’ansia aumenta lo stesso perche’ non si sente cosa sta succedendo, e te stai li’ seduto a pensare che magari qualcosa sta andando storto.

Tra un tentativo di distrazione e l’altro Elisa prova a chiacchierare con me, ma non sono proprio in vena, soprattutto se l’argomento varia da “Ehi guarda le Alpi!” a “Uh guarda Parigi!”, cosa che comporta il guardare fuori dal finestrino.

Provo a guardare fuori? Faccio il gesto di coraggio? Sono o non sono un bullo di paese? Ok, guardo. Uh! La Manica! Bella eh (la facevo piu’ larga) pero’ ora basta.

C’e’ un problema riguardante la stesura di questo post: lo sto scrivendo a penna su di un sacchetto per il vomito, e lo spazio sta finendo. Se poi ci vomito anche dentro, facciam tombola. Peccato, che come distrazione funziona proprio bene.

Gia’ che il posto qui a lato e’ vuoto (quello che separa me da Brad) magari scrivo qualcosa su un altro sacchetto per il vomito.

Chiudo ribadendo che il Kawansia non fa un cazzo. Al ritorno: Xanax.

25. Maggio 2007

Goodmorning Highlands

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21. Maggio 2007

Cuore impavido

E’ deciso, i bagagli sono fatti. Al temp al vola, dicono gli anziani, e io domani farò come lui.

C’ho un po’ l’ansia, ma sto prendendo un intruglio fitoterapico per farmi star tranquillo: l’ho comprato in erboristeria sabato, che prender psicofarmaci o robe del genere preferirei di no, quindi sono entrato lì e c’ho detto “signora, martedì devo volare, ha qualcosa che mi tenga calmo?” e lei m’ha tirato fuori un flacone dal nome più che esplicativo: KAWANSIA. Ma si può dargli un nome del genere? Vabbè, proseguiamo.

E’ un miscuglio da prendere in gocce, 150 al giorno divise in tre volte. Cominciando da sabato sera per star traquillo martedì. Speravo facesse qualcosa anche nei giorni precedenti, ma stamattina alle 5.10 ero lì che fissavo il soffitto pensando alla serie di film degli anni 70 Airport, e anche adesso non è che sia la persona più rilassata del mondo.

Mi sa che m’han chiavato. Vabbè, mi tirerò giù qualche whisky e via.

Per la situazione dello sciopero poi non s’è ancora capito: quelli di EasyJet dicono d’andare là e vedere cosa succede. Thanks to the dick, direbbero di là dalla Manica, “andare là” da Parma a Malpensa saran 3 ore se va bene, son comodi, loro.

Poi però, al pensiero che domani sera sarò alla Scottish Whisky Society a bere whisky e fumar sigari, tutto pesa un po’ meno.
E se sarà possibile, posterò da là qualche foto. Voialtri pensatemi, e rallegratevi che smetto di ammorbarvi con le mie fobie.

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