29. luglio 2008

Vodafone, mi molli?

Mi scomodo dopo settimane di silenzio per una comunicazione pubblica, visto che privatamente, al telefono, non la vuoi capire: cara Vodafone, il tuo iPhone, alle tue condizioni, te lo puoi tenere.

Sì, è vero, sono stato io a dirti di chiamarmi e farmi sapere, però adesso è inutile che mi chiami una volta al giorno, che mi spieghi che è vantaggiosissimo, soprattutto per me che ho un contratto aziendale: dai, guardiamoci negli occhi, 30 euro al mese (+ iva?) per 24 mesi per un telefono e un gigabyte di dati mensili (il traffico telefonico è a parte) ti sembra vantaggiosissimo? Ho provato a spiegarti che tra l’altro l’iPhone ce l’ho già, quello importato dagli Stati Uniti e sì, lo so, è il modello vecchio e va più lento con le connessioni dati GPRS, ma io non le uso, c’ho la wireless dappertutto, e il GPS non mi serve. Ma tu no, non vuoi capire, e mi chiami ancora.

Vody (ormai siamo in confidenza), non sei una ragazza elastica, t’ho spiegato che se il telefono me lo vendi tutto subito e poi mi fai pagare solo il traffico, io te lo compro anche… ma tu no, fai i capricci e vuoi darla via alle tue condizioni (la promozione). Cerchi anche di farmi passare per pirla, che non capisco i vantaggi, e ci rimani male quando ti rido in faccia mentre cerchi di prendermi in giro dicendo che comprato da solo l’iPhone costa 800 euro. Sono preparato, smettila di insistere, son 569 euro. Dai, non rimanerci male ora, c’hai provato.

Ad ogni modo, cara vecchia baldracca (e non offenderti… cerchi di darla via a tutti i costi ma non sei capace, come dovrei chiamarti?), alle tue condizioni te la puoi anche stracciare (la promozione, sempre) perché non la voglio. E non chiamarmi più, che fra un po’ vado al mare.

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21. giugno 2008

Balla ancora, Matt!

Sicuramente avrete visto un paio d’anni fa il video di Dancing Matt, che ballava in giro per il mondo.

Beh, è ancora in giro, balla ancora, e non è più solo.

Non capisco, sarà la musica, sarà l’atmosfera, ma c’è qualcosa di commovente in tutto ciò.

(via haha.nu)

03. giugno 2008

Lucidar dei pali

L’altra sera, venerdì, son stato per la prima volta al night. Che poi bisogna far distinzione, m’han detto, tra locali da lap dance e night, che nei locali da lapdance le performance delle signorine sono un po’ più morigerate, mentre nei night siam più verso il bordello. Oh, così m’han detto, può anche essere che non è così. Fatto sta che son finito in un locale di lapdance. A veder lucidar dei pali, come dice uno.

Io me la sarei risparmiata volentieri, che davvero, son mica quello moralista, ma mi sa di roba da sfighè ma mica poco, epperò era un addio al celibato, epperò sono il testimone delle sposo, epperò lo sposo m’ha detto “se dopo cena riesco a veder delle tette son contento” e insomma tanti epperò che alla fine ci son dovuto andare.

Eravamo in cinque nel parcheggio mezzo buio di sto posto che subito pensavo ci fosse un qualche appuntamento per patiti di automobili modificate di una volta, era pienò di Renault 5 con alettoni e spoiler e truccheria automobilistica varia che facevano impressione. Avevo un po’ l’ansia di incontrare un parente, o un cliente, o un vicino di casa: insomma stavo lì muro-muro che mi sarei messo anche l’impermeabile, gli occhiali, il nasone e i baffi finti, pur di non farmi riconoscere da qualcuno. Leggi tutto…

09. maggio 2008

Popporno

Non posso non far sentire al mondo (vabbè, il mondo, quella particina di nazioncina che passa di qua) la canzone che mi gira in testa da un giorno a questa parte, grazie alla segnalazione sul blog di Peppi.

Inserisco il video che un video non è, però fa muover la testolina comunque: “Pop Porno” e loro si chiamano “Il Genio”. E il cd si compra qui. E qui c’è il loro MySpace.

24. aprile 2008

Io pelai, tu pelasti, egli Pelù

Quando di un cantante rimane in mente solo il passato, remoto. Remotissimo. Ché il presente è proprio da dimenticare.

il genere umano è passato dalla lotta alla lotteria pian piano
nemmeno se ne accorge che vive di favole favole…
parabole parabole…

Sticazzi.

18. aprile 2008

Nella mia stanza

Ieri, come tutti i giorni, son passato davanti alla casa dove abitavo da ragazzino e c’era il nuovo inquilino (oddio, nuovo, son 15 anni che stan lì) che stava entrando e m’è venuta voglia di tornarci dentro.

Così, tipo un museo della memoria, fare un giro nella stanzetta in cantina che avevo adattato a stanza dei divertimenti: c’era una televisioncina con il Commodore64, un bancone con due piatti e un mixer, che mi piaceva far finta d’essere un DJ, un tavolo rotondo col pannetto verde, che mi piaceva far finta di essere un appassionato di poker, che in realtà a poker non c’ho mai saputo giocare.

C’era una signora umidità, nella stanza in cantina della vecchia casa, certe macchie di muffa che se tenevo i dischi troppo vicini ai muri poi le copertine diventavan tutte molli come se ci fosse piovuto sopra. E non so cosa avrei fatto se mi si fosse rovinata la copertina di, chessò, Ride On Time.

C’era anche una stufa a cherosene, in quella stanza, che faceva una puzza che dopo un po’ andavi in acido, così, gratis, senza star lì a dar soldi a gentaccia. Sempre che non fossi morto prima, durante l’operazione di accensione: una complicata serie di movimenti a base di alcol e fiammiferi, che una volta col ritorno di fiamma ancora un po’ e divento l’uomo torcia (mi sarei anche spento subito, con tutta quell’umidità).

Però a vedere che qualcuno ci entrava, m’è venuta un po’ di nostalgia e voglia di andar lì a chiedergli “scusa, posso un attimo andar giù nella mia stanzetta?”: certo era più nostalgia di quegli anni, che di quella casa, e però anche lei non aiuta, messa lì a imperitura memoria, a metà strada tra l’ufficio e casa mia, che nelle giornate quelle un po’ grigie e un po’ piovose, quando la nostalgia di qualsiasi cosa è lì dietro l’angolo che aspetta solo un mezzo motivo per saltar fuori, è una scusa come tante altre.

15. aprile 2008

Cosa ne penso?

(Grazie a TheEgo per il video)

11. aprile 2008

Cofanation anche domani

Un post veloce per ricordare che anche domani, sempre con una programmazione “a tema”, sarò in onda su RadioNation1 (vd. playerino qui a fianco) dalle 15 alle 17.

Due sabati fa solo musica folk, sabato scorso ho fatto il “Music for love”, immaginando la gente a casa ammucchiata sui divani a far petting estremo ascoltando Radionation1. Lo so, son perverso.

A sto giro invece, visto il clima elettorale, manterrò una programmazione un po’ meno trasversale, e se si fa in tempo la butto sulla discopazza.

Altro giro, altro regalo

Di politica, ne parlo sempre meno. Ormai quasi niente, giusto ogni tanto mi scorno con la mia morosa, ma appena posso evito, cambio argomento, insomma preferisco non interessarmene.

A questo giro di elezioni, ad esempio, vorrei andare a pescare. Mi hanno educato, che è importante andarci (a votare, non a pescare), far sentire la mia voce, mi han proprio tirato su inculcandomi il fatto che bisogna andare a votare, e la cosa ce l’ho così dentro che farò una gran fatica a non andarci, mi sento già un po’ in colpa adesso, e non è ancora detto che non ci vada. Però, l’ultima volta che ho votato quello che mi sembrava il meno peggio, mi son ritrovato Mastella alla Giustizia. E poi le schede che non van bene, e quello che vuol scendere coi fucili, quell’altro che c’ha il pensiero di far lasciar fuori i cellulari. Son cose che lasciano il segno, soprattutto sui maroni.

I due candidati (ce ne sono altri?), ad ogni modo, li ho ascoltati, bene, seriamente (anche perché si fa fatica a non ascoltarli, son dappertutto), cercando una volta tanto di non avere preconcetti. Dicon più o meno le stesse cose, in modo diverso ma alla fine, stringi stringi, c’è poco da fare: Berlusconi mi sta sul culo. Un po’ anche Uolter, ma come Silvio, mammamia. Chiudo qui il confronto (approfondito e serio, come si confà a siffatti signori) passando a una notizia letta poc’anzi su Punto Informatico, per ricordare a tutti, e ai blogger in particolare, che non ci son solo loro due, ma anche tutta l’allegra carovana che si tiran dietro:

Maurizio Gasparri (esponente PDL, già ministro delle Comunicazioni)
Credo che non sia giusto applicare le norme sulla stampa ai blog, anche perché sarebbe difficile gestirne la registrazione, alla luce di come questo fenomeno sta crescendo.
È opportuno che chi apre dei blog, sia identificabile e richieda l’identificazione delle persone che partecipano al blog con commenti. Questo perché possano essere applicate le normative che vengono utilizzate al di fuori dell’editoria, così come si risolvono le controversie per la diffamazione, non a mezzo stampa.

Questo pensiero andrebbe scorporato in diverse parti, per poter analizzare passo passo la serie di puttanate messe in fila. Ma mi limiterò a mettermi avanti coi lavori e a chiedere a voi, commentatori anonimi (non ci provate, anche un nick è anonimato), di lasciare per cortesia nome cognome indirizzo e una copia del vostro documento di identità in calce ad ogni commento.

01. aprile 2008

Acquario d’aprile

Oggi non c’è modo di seguire un feed, un forum, un qualcosa che sia online, senza imbattersi in un pesce d’aprile. Era divertente finché eran pochi, e la gente ci cascava. Adesso che c’è sto delirio, a parte che non è più divertente, pensavo che nessuno ci sarebbe più caduto.

E invece ho visto gente in panico perché Steve Jobs ha lasciato la Apple , gente che alita sul proprio Mac per vedere se il riconoscitore di odori integrato nel microfono funziona (dai, su, salti fuori il burlone che ha provato a scoreggiarci), gente che viaggia nel tempo grazie a Google.

A pensarci bene, è ancora divertente.

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