12. aprile 2007

Il caimano ti dà una mano

A tavola a pranzo, bistecca al sangue, TG5 in sottofondo. Sul finale, del TG e della bistecca, presentano un servizio con un tono piuttosto allegro, un po’ il tono dei servizi di costume del TG5 (insomma, il tono di tre quarti del TG5), e son lì che mi gusto la bisteccazza al sangue e inquadrano, in uno zoo, un alligatore con una mano in bocca, una mano e mezzo avambraccio, grondante sangue e carnina sbrindellata, nel punto in cui l’arto è stato strappato con un morso al legittimo proprietario. Spiegano, sempre allegramente, che comunque ohi, la mano è stata restituita e riattaccata eh, era del custode dello zoo ma poi gliel’hanno riattaccata, è che pensava di averlo anestetizzato, il coccodrillo, ma s’era sbagliato. Quindi fan vedere un poliziotto che accoppa il povero coccodrillo, e un tipo che corre con una valigetta contenente l’avambraccio. Ah ah. Le matte risa.

Son cresciuto a Dylan Dog e Freddy Kruger, ma m’ha fatto impressione lo stesso, pensa un po’.

Sono ancora lì basito, che fisso quel poco che rimane della mia bistecca, e il giornalista in studio mi fa: “E ora, la nostra rubrica di cucina: Gusto”. Buongusto, direi.

22. gennaio 2007

Chi ben comincia…

Il primo post dell’anno vuole essere qualcosa di importante, di impegnativo e che resti nella memoria di chi bazzica questi luoghi. Avendo poco tempo per scrivere, mi verrà in aiuto Cameron Diaz

24. novembre 2006

It’s gonna be alright

Ci son delle volte, che guardo un telefilm o ascolto cose e mi restano in testa le musiche per settimane. A volte mesi. M’è successo di non togliermi di testa, per un paio di settimane, la musichetta dello spot del Tonno Nostromo, quella che faceva “Signora mia… sono il nostromo di questa flotta…”. Un incubo.
Invece poi ci son le volte che la musichetta ti piace e te la canti e ricanti senza stancarti. E quando ti capita di risentirla, e magari rivedere anche ciò che c’era abbinato, bé ti butta addosso quel misto di buonumore e nostalgia e figlichetempi! che ti ci puoi crogiolare all’infinito.
Questo, insomma, per tirarvi giù insieme a me in questo flashback anni 80, che mi butta tanta allegria e son qui in ufficio che mi dimeno che sembro uno degli Scissor Sisters:


(grazie ad auro per l’ispirazione)

08. novembre 2006

Longisland Station

Ne ho parlato non so quante volte, qui, di quel posto lì. Il FuoriOrario. Bè, stasera me lo son ritrovato in tv.
Tutto tirato a lustro, tutto pulito, senza bicchieri per terra e ubriachi al bancone, senza il gestore anche lui ubriaco a dir cose al microfono, solo un pianoforte in mezzo alla pista, un paio di jazzisti sul palco e un Carlo Lucarelli in giro.
Già, ci girano la nuova trasmissione di Lucarelli, al FuoriOrario: Milonga Station. Un circolo ARCI, trasmissione su Rai 3, ci può anche stare.
Che io, l’ultima volta che son stato lì, ho detto “Vè, un camione della RAI! Sta a vedere che stasera andiamo in TV!”. Invece dentro niente telecamere, solo il solito fotografo che gira per mettere poi le foto sul sito.
Dice l’ANSA:

E’ un Carlo Lucarelli meno noir quello che torna su Raitre, dal 7 novembre in seconda serata, con una nuova trasmissione, ‘Milonga station’. Dopo avere districato i misteri d’Italia in ‘Blu notte’, il noto giallista racconta al suo pubblico la letteratura, tra grandi classici e opere minori, in una simbolica stazione ferroviaria ricostruita a Gattatico (Reggio Emilia). ‘Ho sempre avuto in testa l’idea di parlare di libri – spiega – Mi diverto, per me e’ piacevole sperimentare cose nuove’.

Ora, sappiatelo, la simbolica stazione ferroviaria che ospita cultura letteraria non è stata ricostruita da o per Lucarelli, ma in buona parte, quell’incubatore culturale, l’ho finanziato io, a forza di Long Island.
…paura eh?

21. settembre 2006

“La vita in diretta”… anche troppo diretta

Antepongo spiegazione, per chi non sa l’olandese e nemmeno l’inglese: l’ospite ha subito una castrazione in seguito a un errore chirurgico, il conduttore lo intervista, o almeno ci prova.

Update: con la tipica simpatia che contraddistingue i belgi qui un simpatico nazionalista fa notare (buttando lì uno “stupid” e un “moron”) che il video qui sopra non è olandese ma belga.

23. gennaio 2006

Beata innocenza

Ma fare un film che parla di omosessualità maschile e metterci nel titolo la parola BROKEBACK non è un po’ di cattivo gusto?

26. settembre 2005

Annunci TV

Stasera, tutti in casa: ore 21, Rete 4 – Don Camillo e l’Onorevole Peppone.
Dico davvero. Cioè vabbè io mi chiudo in casa voi poi fate quello che vi pare. Sento già la musichetta.

12. luglio 2005

Le cinque ragioni per cui non condurrò “Affari tuoi”

  1. Dovrei andare a Roma e c’ho il culo pesante e quindi non se ne parla proprio
  2. Non posso dire “qualora lo vogliate noi si sarebbe qui” senza una dose abbondante di Plasil in corpo
  3. Son troppo buono per chiamare una signora concorrente vestita in modo appariscente “‘a smandracchiona” davanti a milioni di persone
  4. Odiavo Uan e odiavo Four ed entrambi hanno avuto a che fare col precedente conduttore, cosa che mi rende chiaramente incompatibile col ruolo. Five invece mi era simpatico, infatti il posto di Columbro lo prenderei, anche perchè al momento non sta facendo una mazza (oddio, ho una visione, mi è venuto in mente il biscione amico di Five, che faceva “Pciù”)
  5. Dovrei presentarmi con qualche sponsor, per farmi affidare la conduzione del programma: gli unici che potrei proporre sarebbero qualche negozio qui del paese, ma “Fantasie equine” o “Tendenza Tende” non credo che siano sufficienti.

Trenta mi ha passato il testimone di questa catena nata in casa SasakiFujika, e io da bravo ho eseguito. E passo il testimone a chi vuole prenderselo, così non s’arrabbia nessuno, e chi non se lo prende è un vecchio conio.

30. giugno 2005

La odio

Ma dal profondo eh. La prenderei a badilate in faccia. Chi? L’idiota bionda della pubblicità del gelato spagnola che non mi ricordo nemmeno la marca, che c’ha l’amica che non riesce a dire “preparati il tuo pasto cowboy”. L’amica non mi fa nè caldo nè freddo, ma la facciona coi capelli biondi corti un po’ ricci e la faccia da scema mi dà un fastidio che ci tengo a farlo sapere al mondo. Dio che odio.

23. marzo 2005

Macchina da stràfichi

Io quello della pubblicità che ritrova il vecchio amico che lo riconosce e lo saluta, lui un po’ fico, l’amico un po’ sfigato, e a lui tornano in mente le mille disavventure avute con lui in gioventù e poi riparte col macchinone pensando che crescere non è poi così male, ecco, io lui lì lo odio. Che va via col macchinone e pianta lì l’amico ritrovato. Oh, sacco di bulla*, cosa fai il figo con il ferro nuovo? Che se sei sfigato come eri una volta ti dura poco quella macchina lì.

*bulla: s.f. (dial.) segatura. Sacco di – : persona boriosa, maleducata, piena di sè.

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