22. ottobre 2007

Hanno la faccia come il culo

Già han fatto schifo con lo spionaggio, ora fanno pure ricorso. Fosse uno sport, ci sarebbe da incazzarsi.

Fortuna che a rallegrare la giornata c’è stato l’incontenibile entusiasmo di Raikkonen, che negli sfrenati festeggiamenti ha addirittura piegato l’angolo destro della bocca in un accenno di sorriso.

16. maggio 2007

I believed I could fly

Io, fra una settimana, il 22 maggio, ci avrei un volo da fare.

Io, fra una settimana, farei una cosa che sono anni e anni che non faccio più perché c’ho paura, perché c’ho i traumi, perché c’ho tutti i miei buoni motivi, e ci starei arrivando pronto, a questo volo, con tutti gli amici che parlano di disastri aerei, come previsto.

Io, fra una settimana, mi sa che sto a casa:

Assistenti di volo in agitazione, voli a rischio
(…) Questa situazione di chiusura, ricordano i sindacati, «ha già prodotto uno sciopero il 3 maggio e, vista l’indisponibilità aziendale dimostrata il 7 maggio, hanno proclamato una ulteriore giornata di sciopero per il 21 maggio differita dal ministero al 22 maggio».

Eh no cazzo, adesso mi date la mia merda di aereo, mi ci mettete su e mi fate fare la mia cazzo di settimana di ferie. Ah no? Non si può? Ok, pazienza, oh quando è destino…

12. aprile 2007

Il caimano ti dà una mano

A tavola a pranzo, bistecca al sangue, TG5 in sottofondo. Sul finale, del TG e della bistecca, presentano un servizio con un tono piuttosto allegro, un po’ il tono dei servizi di costume del TG5 (insomma, il tono di tre quarti del TG5), e son lì che mi gusto la bisteccazza al sangue e inquadrano, in uno zoo, un alligatore con una mano in bocca, una mano e mezzo avambraccio, grondante sangue e carnina sbrindellata, nel punto in cui l’arto è stato strappato con un morso al legittimo proprietario. Spiegano, sempre allegramente, che comunque ohi, la mano è stata restituita e riattaccata eh, era del custode dello zoo ma poi gliel’hanno riattaccata, è che pensava di averlo anestetizzato, il coccodrillo, ma s’era sbagliato. Quindi fan vedere un poliziotto che accoppa il povero coccodrillo, e un tipo che corre con una valigetta contenente l’avambraccio. Ah ah. Le matte risa.

Son cresciuto a Dylan Dog e Freddy Kruger, ma m’ha fatto impressione lo stesso, pensa un po’.

Sono ancora lì basito, che fisso quel poco che rimane della mia bistecca, e il giornalista in studio mi fa: “E ora, la nostra rubrica di cucina: Gusto”. Buongusto, direi.

04. aprile 2007

Salute vendesi

Sto per parlare di una cosa di cui ho ben poche conoscenze specifiche, se non sapere cosa è un pap-test, ma tanto son blogger, e quindi me lo concedo, e poi è qualche giorno che ce l’ho qui sullo stomaco.

Nei giorni scorsi è uscito il vaccino contro il tumore al collo dell’utero: si chiama Gardasil e debella il papillomavirus, che nel 70% dei casi è il responsabile dei casi di cancro al collo dell’utero.

Questa certezza scientifica spalanca le porte alla prevenzione e offre speranze concrete di sconfiggere un tipo di tumore che fino a poco tempo fa era considerato un big killer.
Umberto Veronesi – Repubblica.it

Solo che. Solo che se hai 12 anni è gratuito per disposizione del Ministero della Salute (il papilloma si trasmette sessualmente, e a 12 anni in genere, si spera, le BAMBINE non hanno ancora avuto rapporti), mentre se non hai 12 anni costa 564,45 euro. Tre somministrazioni nell’arco di un anno, ciascuna da 188,15 euro.

In poche parole, evitare quel tumore costa quindi 564,45 euro. Se io ho tre figlie, dai 13 ai 18 anni per esempio, spendo 1693,35 euro per fare in modo che non si ammalino. Sono io che c’ho la testa strana, ho le braccina corte, mi sfugge qualcosa o il fatto che tutto questo non sia gratuito per tutte le donne è semplicemente vomitevole?

16. marzo 2007

Quotecrossing, aka hot water

Su segnalazione della Chica ho letto l’articolo, sul blog di Panorama, che parla di “quotecrossing”.
Come funziona? Attenzione eh: si prende un libro, si va a pagina 123, si va alla quinta riga, si prendono le tre righe successive e le si riportano sul blog.
Ricorda niente? A me sì, e si chiama “Pagina 23″.
Anni fa, quando questo blog era ancora un giovane virgulto, era cominciato uno di quei passaparola tipici dei blog: il giochino stava nel fare un post con una frase presa dalla pagina 23 del libro che si stava leggendo in quel momento. La cosa mi era piaciuta e avevo così pensato di aprire un blog apposta, chiamato appunto “Pagina 23″. Blog che è ancora lì, vivo e vegeto, e conta 114 iscritti.
Da quel che ho visto QuoteCrossing è nato più o meno alla stessa maniera di Pagina 23, prima il passaparola e poi l’idea del blog, e infatti son mica qui a urlare “copioni!”, capirai, avranno avuto la stessa idea, può succedere.
Son qui a pensare che è buffo star lì a cercare il trend a tutti i costi, magari credersi avanti per averlo trovato per poi accorgersi di essere troppo avanti. Quanto? 100 pagine.

10. luglio 2006

Abbriacciamoci forte e vogliamoci tanto bene


Uso le parole di Caressa, per il titolo di questo post, perchè se è stato un gran mondiale è anche perchè ci siamo abbracciati tantissimo. Con gli amici, coi meno amici, anche con chi porta bandiere del cazzo (non per la finale, per fortuna). Abbiamo vinto nel modo peggiore per chi perde, abbiamo vinto anche se, non si sa come, alla fine ci fischiano anche quando ci prendono a testate. Totti sputa, sbaglia, e viene messo in croce, Zidane dà testate come il peggior camallo di Marsiglia e gli danno il pallone d’oro del Mondiale. Fanculo tutti, i campioni siamo noi.
Sempre con gli amici, sulla terrazza dei mondiali, tutti a urlare e al fischio finale via a tuffarci nella piscinetta di Barbie. In tre, perchè di più non ci si sta. Spumante in testa, spumante negli occhi, abbracci, baci, sì un po’ ho anche pianto. Con una vecchia maglia della nazionale addosso, abbracciato a lei, a stringerla forte e che nell’euforia mi dice “Sai che con quella maglia assomigli un po’ a Toni?”. Commovente. Evidente delirio da euforia, mi bastava il ti amo.
E poi tutti attorno a Marco, seduto e felice, che come Camoranesi si fa tagliare i capelli, lunghi da sempre.
Balliamo, festeggiamo e dopo un po’, verso le due, ce ne andiamo, chi a casa, chi in centro a Parma a festeggiare ancora. Io lascio la macchina dalla morosa, che è stravolta e va a letto e mi faccio un giro in centro in bici. Pedalando incontro macchine, tutti a urlare, a ridere, io con loro, ci si saluta si urla e si canta. “La mamma di Zidane è una puttana” è tra le più gettonate.
Incontro gli altri vicino a una grande fontana preventivamente spenta dal comune, che loro ci tengono all’immagine e la gente che si butta sotto l’acqua evidentemente non è una scena decorosa, secondo loro. Beviamo qualche birra, tiriamo due petardi e poi a nanna.
Con l’arietta fresca e il cuore leggero, leggerissimo: sarà l’aria rarefatta che c’è qui, sul tetto del mondo.

10. maggio 2006

E vai che io sto qui e aspetto Bartali…

Cliccate qui. Vi sembra un Giro d’Italia? Quattro tappe in Belgio. Se qualcuno lo sa, vi prego, me lo spieghi che io proprio non lo capisco. Perchè il Belgio??? Ah bè poi si torna in Italia eh… ‘o sole, ‘o mare… il sud… no. Il sud non è previsto: la tappa più a sud è Peschici, che sì ok non è a nord ma per piacere, non chiamatemelo Giro d’Italia. Sembra più un giro di (pochi) soldi.

11. aprile 2006

Due domande

1) Quindi?
2) Cosa cazzo festeggiate?

06. aprile 2006

Cambi

Stamattina m’han girato una mail, che copincollo qui sotto.

A pagina 154 del libro di Silvio (quello che il postino sta consegnando in questi giorni) c’è una serie di informazioni interessanti, tra cui, quella che più mi ha colpito è la prima.
E’ scritto che nel 2006 il reddito medio degli Italiani è pari a 27.119 dollari, mentre nel 2001 era di 24.670 dollari. Facendo due conti, perciò, risulta che il reddito medio degli Italiani è cresciuto di circa 2.500 (2449) dollari.
Mi sono chiesto: ma perché mi danno le cifre in dollari? Comunque, per capire meglio queste cifre, mi sono fatto un po’ di conti; sono andato sul sito internet www.uic.it, che è il sito dell’Ufficio Italiano dei Cambi, per tradurre le cifre in euro.
Dunque, il 22 maggio 2001 (il giorno dopo le ultime elezioni politiche), per fare un dollaro ci voleva un euro e 15 centesimi, quindi 24.670 dollari (reddito 2001) moltiplicato per 1,15 fa: 28.370,5 euro.
Poi, il 31 marzo 2006, per fare un dollaro bastavano solo 83 centesimi di euro, quindi 27.119 dollari (reddito 2006), moltiplicato per 0,83 fa: 22.508,77 euro.
In altre parole, mi si spacciano le cifre in dollari per farmi credere che il reddito medio sia aumentato, mentre, invece, di fatto è diminuito di 5.861,73 euro!!!
Ho sbagliato i conti? E se sono giusti, vi prego, diffondete questa informazione!

Io, per scrupolo e cortesia, perchè sono una personcina amodino e non mi piace essere tirato per i fondelli, e visto che il giornaletto è arrivato anche a me (ma perchè poi quella grafica da Novella 2000?) ho controllato e ho rifatto i conti.
Qui c’è il cambio al 22 maggio 2001.
Qui al 31 marzo 2006.
E i conti tornano. Sempre.

Update: consiglio di leggere, per approfondire, il post del buon Paolo Attivissimo.

28. febbraio 2006

Incazzature

Protesto. Perchè son stanco, perchè fa le regole chi non conosce le cose, chi non gliene frega niente delle cose che regola. Protesto qui in modo che anche chi non fa di internet il proprio pane quotidiano possa comunque capire cosa sta succedendo, protesto qui perchè le televisioni non ne parlano.
E’ stata attuata per la prima volta in un paese in teoria democratico una forma di censura finora conosciuta solo in paesi dove la democrazia è un’utopia: è stato bloccato l’accesso, dall’Italia, a siti internet non graditi ai nostri Monopoli di Stato. In Italia, per legge, chi si occupa di scommesse può farlo solo dietro la “supervisione” dei Monopoli di Stato, e questo mi può anche stare bene: il problema con internet si è presentato per chi si occupa di scommesse dall’estero e non ha preso accordi coi nostri Monopoli.
Si sapeva di questa lacuna legislativa e mi son detto:”beh, contatteranno i gestori di questi siti chiedendogli di fare in modo che gli utenti italiani non possano scommettere”. Mi sembrava la soluzione più ovvia, ma ho dato per scontato un po’ troppe cose e infatti cosa han fatto i nostri governanti? Hanno completamente bloccato l’accesso dall’Italia a tutti questi siti (516, per la precisione).
Ecco, è questo che mi manda in bestia, che mi fa pensare che potrebbe essere solo l’inizio di una lunga serie, perchè se questo metodo venisse usato per bloccare l’accesso a siti di pedopornografia non dico niente, anzi applaudo guarda, ma se una soluzione del genere viene usata solo perchè si sa o non si vuole adottarne altre allora mi incazzo. Perchè io ho ogni diritto di vedere quei siti, di leggerne i regolamenti, di accedere alle loro pagine. E’ come se mi vietassero di guardare una mostra di automobili perchè non ho la patente.
Tutto questo, ci tengo a sottolinearlo, grazie all’ultima finanziaria.
A pensar male, ci sarebbe anche un altro motivo per chiudere così brutalmente l’accesso: i bookmaker inglesi, su quei siti di scommesse, davano Berlusconi per perdente con quote molto superiori a quelle dei suoi sondaggi…

(Altre informazioni su Punto Informatico)

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