25. maggio 2007

Goodmorning Highlands

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21. maggio 2007

Cuore impavido

E’ deciso, i bagagli sono fatti. Al temp al vola, dicono gli anziani, e io domani farò come lui.

C’ho un po’ l’ansia, ma sto prendendo un intruglio fitoterapico per farmi star tranquillo: l’ho comprato in erboristeria sabato, che prender psicofarmaci o robe del genere preferirei di no, quindi sono entrato lì e c’ho detto “signora, martedì devo volare, ha qualcosa che mi tenga calmo?” e lei m’ha tirato fuori un flacone dal nome più che esplicativo: KAWANSIA. Ma si può dargli un nome del genere? Vabbè, proseguiamo.

E’ un miscuglio da prendere in gocce, 150 al giorno divise in tre volte. Cominciando da sabato sera per star traquillo martedì. Speravo facesse qualcosa anche nei giorni precedenti, ma stamattina alle 5.10 ero lì che fissavo il soffitto pensando alla serie di film degli anni 70 Airport, e anche adesso non è che sia la persona più rilassata del mondo.

Mi sa che m’han chiavato. Vabbè, mi tirerò giù qualche whisky e via.

Per la situazione dello sciopero poi non s’è ancora capito: quelli di EasyJet dicono d’andare là e vedere cosa succede. Thanks to the dick, direbbero di là dalla Manica, “andare là” da Parma a Malpensa saran 3 ore se va bene, son comodi, loro.

Poi però, al pensiero che domani sera sarò alla Scottish Whisky Society a bere whisky e fumar sigari, tutto pesa un po’ meno.
E se sarà possibile, posterò da là qualche foto. Voialtri pensatemi, e rallegratevi che smetto di ammorbarvi con le mie fobie.

18. aprile 2007

Commerciale ipotetico

Mi richiama una commerciale di non so quale guida su CD-ROM. Mi chiede se ho letto il materiale che mi ha spedito. Le spiego che sì, ho letto la presentazione, ma no, non ci interessa.

Mi risponde:
“Vabbè comunque mi farebbe piacere se lei in futuro userebbe il nostro prodotto.”

“Guardi, se mi verrebbe bisogno, la chiamerebbi sicuramente.”

06. aprile 2007

Playlist

Io, quando parto, ho tutti miei riti. Il primo però, quello irrinunciabile, è scegliere la musica che mi devo portar dietro, un po’ come fa anche Achille, un po’ come facciam tutti, credo.

Per musica intendo alcuni fogli con parole e accordi se avrò con me la chitarra, oppure i cd da tenere in macchina se il viaggio comprende la mia macchina, e poi la musica da caricare sull’iPod.

I criteri di scelta per la musica ascoltata (ascoltatura) variano in base al tipo di vacanza ma soprattutto in base alla destinazione: le mie tre settimane in Calabria me le son fatte stracarico di Rino Gaetano, di Parto delle Nuvole Pesanti e di Danilo Montenegro. Quando sono andato in Puglia, Aprés La Classe e salentineria varia. A maggio, quando andrò a Edimburgo e a spasso per le Highlands, Franz Ferdinand a manetta. Insomma, in poche parole, contestualizzo.

La domanda è: questa pasquetta che passerò a Lerici (provincia di La Spezia), troppo lontana da Genova per un “tutto quello che ho di De Andrè”, come la contestualizzo? No, Alexia non posso farcela.

02. aprile 2007

Veronika

In fondo al venerdì notte, nel risucchio del venerdì notte, ancora lì con un coca e rum in mano a guardare l’umanità strana delle quattro del mattino, a guardar facce che non guardan niente, a tener su gente che non sta in piedi. A cercar tu, di stare in piedi. Parlando con l’amico dell’ennesimo venerdì, del cosa ci si fa qui, del perché ci piace guardare questa gente, queste facce perse che s’aggrappano a un bicchiere, a prenderci per il sedere, a stancarci gli occhi sull’ennesima barista, che c’hai lo sguardo in una faccia che li vede tutti uguali, che le chiedono un bicchiere, le guardano il sedere ed escono a fumare (fanculo sirchia e chi vuole respirare).
Ragionare sui nostri anni, sui nostri affanni, a dirci che questo è l’ultimo, a giurarci che da venerdì prossimo, sapendo che non è mica vero e allora spostiamoci che questo a minuti vomita, però li vedi? Ma cos’hanno che non vogliono andar via e non stanno neanche in piedi? Cos’abbiamo noi, ancora qui, con la posa degli eroi? A finire una serata noiosa, iniziata come una brutta prosa, e finita nella solita mattina, sbagliando anche una rima.

29. marzo 2007

Clerks (di noialtri)

Clerks - Just because they serve you, doesn't mean they like youI commessi del MediaWorld, non so voi, ma a me dan più fastidio persino degli operatori Telecom. Ci ho lavorato anch’io, in un grande centro tecnologico tipo MediaWorld, e so come funzionano, e so anche che a esser gentili ci vuole ben poco. Qui a Parma invece fan proprio fatica, forse è una questione locale o forse tutti i commessi MediaWorld di tutto il mondo son persone difficili.

I commessi MW di Parma quando vai lì, tipo al reparto della telefonia, dietro al bancone sono almeno in sei. Uno parla con un altro cliente, una si fa le unghie, gli altri quattro chiacchierano e se la ridono. E prima di tutto finiscono di chiacchierare, poi, se non c’è proprio di meglio da fare, vengono a sentire cosa vuoi. I commessi MW quando passi dal reparto frigo, ce n’è uno appoggiato a uno SMEG anni 60 con fare da bullo che sembra Fonzie, che ci prova con una sua collega, lei con aria terrorizzata e lui con quel fare un po’ tipico di chi ci prova appoggiato a un frigo anni 60.

I commessi MW se riesci ad arrivare al reparto informatica, non c’è nessuno. Controlla, controlla pure dove vuoi, puoi girare anche mezzora e non vedi una cazzo di giacchetta rossa e bianca neanche se invochi Odino. Poi ti viene un dubbio, senti una musica lontana, “Hey Mr DJ put a record on I wanna dance with my baby…” vai a vedere un attimo nel reparto televisori, e son tutti lì. Un paio del reparto informatica e un altro paio del settore fotografia, più i due del reparto TV, che si guardano su un maxi-lcd con dolby sticazzisurround il DVD del concerto di Madonna.

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19. marzo 2007

Quei lunedì lì

Quelli che arrivano dopo un weekend lungo, impegnativo, uno di quei weekend che non vedi l’ora di tornare in ufficio che ti riposi di più. Proprio uno di quei lunedì dove hai voglia di tornare a lavorare, hai tante cose da fare, fuori il tempo non è granché e sai che oggi lavorerai meglio. Quindi arrivi in ufficio, in uno di quei lunedì, che sarebbe poi questo, fischietti qualcosa sentito per radio (la valigia sul letto è quella di un lungo viaggio…) e con un mezzo sorriso accendi il server che, con un rumore tipo l’artiglio del demonio che gratta contro la lavagna del dolore, ti scrive:

*** SYSTEM DISK FAILURE ***

Quei lunedì lì, che tutto d’un tratto ti vien da piangere.

29. gennaio 2007

The game wii play

Premetto. Post di nicchia. Molto di nicchia. Ma almeno non sono l’unico.
E pensare che quando l’ho vista la prima volta, come prima cosa ho detto tra me e me “che roba da nerd giappa”. Che poi, ai tempi l’avevo detto anche per il karaoke, che era una roba da nerd giappa, e poi appena mi capita m’attacco al microfono.
Dopo ho guardato meglio come si chiamava e mi son detto “ma che nome c’han dato? Valà che solo un giapponese poteva tirar fuori un nome così”.
Infine, ho pensato “ma cosa è che m’han fatto i giapponesi per avercela su così con loro?”
Anche perché alla fine son come loro, visto che da quando me l’hanno regalata (sabato), appena ho un po’ di tempo libero mi vien da pensare “eh, ci sta una partitina”. E non è che mi limito a pensarlo, vado accendo e gioco.
Sto parlando della Wii, l’ultima console della Nintendo, e per chi sta capendo di cosa parlo, allego anche il mio friend code:

3122 4844 5592 7374

Chiaramente chi mi aggiunge mi mandi via mail o qui nei messaggi il suo, in modo che possa aggiungerlo a mia volta.
Chi invece non capisce, non si metta a giudicare, perché fidatevi, non è facile convivere con il nerd giappa che è nascosto in alcuni di noi. E soprattutto farlo star simpatico alla morosa.

21. dicembre 2006

Per via dei bilanci sotto le feste

C’è che non puoi dire che sia stato un anno di merda. Ma neanche un anno memorabile. Ci son stati dei momenti, in quest’anno, che guardarsi attorno è stato mica facile, e ancora meno è stato facile mandar giù le cose che t’è toccato vedere. E poi subito dopo invece magari qualcosa si raddrizza e allora dici bè, tirare avanti, si può fare, guarda che belle cose. E un po’ non ci pensi più al brutto e ti guardi le cose belle, ti sembra anche un po’ che il brutto non ci sia stato. Poi come dici così t’arriva un’altra legnata sulle gengive, e ti rifermi un po’, che ti guardi intorno come ti guardavi prima, però adesso c’hai l’occhio di quello che dice no ma dai ancora? Poi subito dopo qualcos’altro torna a posto. E così via, è stato un anno così. Che per vivere ci vuole un Travelgum, almeno ogni tanto.
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04. dicembre 2006

Ancora Telecom

Siccome non sono l’unico, e avendone anche già parlato, torno sull’argomento Telecom, 187, e telefonisti vari. Premetto che non ho proprio cambiato idea su di loro, quindi se qualcuno leggendo si aspetta delle scuse e dei rallegramenti, sappia fin d’ora che non ne troverà.
I miei genitori, sul telefono di casa, sono passati a Tele2. Han provato, son contenti. Però, soprattutto mia madre, quando non si sentono competenti in qualcosa e vengono contattati come se competenti lo fossero, si insospettiscono e diventano diffidenti. E così, un po’ di giorni fa, un addetto di Tele2 chiama e parla con mia madre. Le spiega che ha ricevuto da Telecom una richiesta di disattivazione del servizio di preselezione automatica di Tele2, dove Telecom sostiene che il titolare del numero, mio padre, lo ha richiesto. Mia madre, capendoci poco, entra in modalità diffidente e, quando il tipo le dice “Guardi, quando le chiedo -Vuole disattivare Tele2?- basta che lei mi risponda -No, non voglio-“, lei si rifiuta e rimanda la cosa a quando ci sarà in casa mio padre. Il tipo richiama tre o quattro volte e alla fine mio padre dice il fatidico “No, non voglio”.
A parte un po’ di carogna, per questa strana richiesta di “distacco”, sembrerebbe tutto a posto.
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