Destra o sinistra?
Qui nel paesello, certe volte fan dei lavori che uno pensa che forse, tra la noia e l’umidità della nebbia, certe sinapsi del cervello soffrono troppo.
Nel mio quartiere, son quattro strade in tutto, ci saranno più o meno trenta case, nessun condominio, una o al massimo due famiglie ogni casa, alla fine dei conti poche macchine che vanno in giro. Quelli che lavorano in Municipio, che son lì che dopo aver costruito una delle piazze più brutte d’Italia ora si annoiano, han pensato di mettere a senso unico queste quattro strade del mio quartiere. Strano che non ci abbian sbattuto anche un paio di rotonde, così, per stare alla moda.
Il problema però, nei piccoli comuni di provincia, è coordinare le forze lavoro, specie quando si lavora per appalti al ribasso. E spiegare all’appalto che mette i cartelli quali sono i versi dei sensi unici, e spiegarlo allo stesso modo all’appalto che fa le segnalazioni per terra, non è mica facile.
Infatti, se ora aveste modo di fare un giro qui nel paesello, nel mio quartiere, potreste anche voi gustarvi lo spettacolo di cartelli che indicano un senso di marcia, e indicazioni a terra che indicano il senso inverso.
Certo, i cartelli hanno ancora un trasparentissimo sacchetto che li copre, ma la sensazione di smarrimento quando ci si trova davanti è notevole. Gli umarelli nei bar stanno già imprecando e adesso chi lo paga il lavoro fatto male, e il rifacimento, e son soldi nostri, e non paghiamo già abbastanza, e non ci bastava il cementificio a farci girare i coglioni. C’han mica tutti i torti.
A me basterebbe sapere da che parte dovrò voltare quando esco dal cancello.
Ieri sera, le 20.30 circa. Siam lì io e morosa sulle strisce che attraversano
Io, col numero 187, c’ho un rapporto pessimo. Ogni volta che sto per comporlo mi vien l’ansia, mi manca l’aria, mi tremano le gambe perchè so già come andrà a finire. Poi tutto tremante tiro su la cornetta e digito. L’agitazione è semplicemente dovuta al fatto che so di stare per parlare con uno di loro… gli operatori del 187! Non hanno nome (magari un numero), non hanno età. Forse non hanno nemmeno un volto, però hanno sesso, quello si capisce dalla voce (torna utile saperlo quando si tratta di insultarli). Sono tantissimi, gli operatori del 187, così tanti che è più facile vincere al superenalotto che riuscire a parlare due volte con lo stesso operatore.
La storia è di quelle un po’ incredibili, di quelle che nei paesi poi ne parlano per un po’.
Oggi è una data che mi fa venire in mente la prima volta che m’han tradito. Io la prima volta che è successo avrò avuto 16 anni. Per fortuna poi
Sono in giro con amici, sabato sera, in quel di Milano e mi arriva un MMS da mio padre, senza nessun commento, con la foto di uno che ho già visto in tv. Sì, è uno di un qualche Grande Fratello, quello alto palestrato biondo. Gli amici me lo confermano. Mio padre, uno che aveva il pallino per la fotografia, uno che faceva foto splendide, ora al ristorante si mette a fotografare sta gente? E’ un mondo malato.

