Oggi non c’è modo di seguire un feed, un forum, un qualcosa che sia online, senza imbattersi in un pesce d’aprile. Era divertente finché eran pochi, e la gente ci cascava. Adesso che c’è sto delirio, a parte che non è più divertente, pensavo che nessuno ci sarebbe più caduto.
La web radio sta prendendo una gran bella forma, un sacco di gente sta lavorando bene, e io vado avanti col mio spazio al sabato pomeriggio (15.00-17.00): trasmetto musica, cercando di tenere un “tema” ogni puntata, non ci parlo in mezzo perché per ora mi piace di più così.
Per sentire la musica che metto, o per sentire quando vi va Radionation 1, ho aggiunto qui a destra un player facile facile da utilizzare.
Un post velocissimo per annunciarvi che da domani pomeriggio e per tutti i sabati a venire (o quelli possibili), dalle 15 alle 17, metterò musica (per ora niente voce) su Radionation 1. E’ tutto ancora da testare eh, che ho detto solo “sì sì lo faccio” ma l’ambaradan impiantistico non l’ho ancora provato.
Non c’ho manco un titolo per la trasmissione, pensate che pochezza. Avevo pensato a “Passerotto non andare via”, visto che è di sabato pomeriggio, ma non mi suona granché bene.
Ho cinquequattrotredueun finito gli inviti per Xobni, plugin per Outlook. Per vedere come funziona e a cosa serve, cliccare qui. Per ricevere l’invito, lasciare un commento.
Suonate la chitarra e questo porta via del tempo, rischiando di pregiudicare la vostra relazione? La vostra ragazza si lamenta che non avete occhi che per la vostra Gibson? Scrivete una canzone per lei, ma lei giudica quel vibrato poco incisivo?
L’umanità a me delle volte mi inquieta. Ma mica quell’inquietudine da dire “oddio che paura” ma più quell’inquietudine da dire “io un giorno avrò dei figli, e magari diventano così anche loro”.
Intro drammatica per presentare Ivan Piombino, che viene da Torino, e il web-reality a cui vuole partecipare (”web-reality con le dinamiche del social network”, dicono loro, tendente allo scemantic, aggiungo io, ma senza bisogno di collaborative filtering, che c’è poco da filtrare).
Video dopo il link, per creare un po’ più di tensione, come se ce ne fosse bisogno. Leggi tutto…
C’è un omino, in giro per Parma, che mi ossessiona e non lo sa. Ha cominciato anni fa, quando avevo la morosa che abitava in piazza Ghiaia (quella dove c’era il mercato permanente all’aperto e adesso vogliono interrarlo) e si metteva sotto la mia finestra il sabato mattina alle 9 e stava lì a far casino fino all’una, ora in cui mi sarebbe piaciuto svegliarmi, visto che in genere il venerdì sera stavo in giro fino verso le 5 del sabato mattina. L’omino in questione arrivava alle nove, apriva il suo seggiolino e suonava la fisarmonica. E a me s’apriva l’occhio e non c’era maniera di riaddormentarmi.
Che uno dice, beeeeello, svegliarsi con la fisarmonica sotto la finestra: bello un cazzo. O meglio, bello la prima volta, carino la seconda, dalla terza ti vien voglia di tirar secchiate d’acqua giù dalla finestra. Che poi, lui lì è straniero, credo dell’Est, e quando è arrivato in Italia e ha cominciato a sedersi sotto la mia finestra sapeva suonare un paio di canzoni e le suonava ininterrottamente per quattro ore filate.
Da allora, l’omino, lo incontro ovunque: se parcheggio in via Farini per un aperitivo il venerdì sera, lui è lì che m’aspetta con la sua fisarmonica e un paio di giapponesi che lo filmano o gli fan foto. Se faccio un giro per negozi lui è lì in via Cavour che suona, lo sento da lontano, sento il suono della fisarmonica e son sicuro che è lui. C’ha il monopolio della fisarmonica di strada, a Parma.
Bisogna ammetterlo, non che sia un fenomeno ma dai tempi di Piazza Ghiaia è migliorato parecchio, però io ho ancora sullo stomaco le ore non dormite, e quando sento quella fisarmonica mi vien su la carogna.
Per liberarsi delle ossessioni come questa, uno basta che stia in casa, non vada nei posti dove lui di solito va e il problema è risolto. Uno sta in casa, cazzeggia su internet, si gode un po’ di servizi web2.0 e filmati su YouTube ed è a posto, o almeno crede.
Perché le ossessioni, ai giorni nostri, non conoscono confini.
Si sappia, sia reso pubblico, chiamate la stampa: ho comprato per la prima volta una canzone online.
Mi son registrato su iTunes, ho inserito tutti i dati (sta cosa che si memorizzino la mia carta di credito non mi piace granché, preferirei inserirla ad ogni acquisto…) e per la prima volta ho acquistato musica online. Online ci compro un sacco di cose, sia per svago che per lavoro, ma la musica… su, on è poi così automatico, quando si è online, comprarla.
E invece sta volta ho investito ’sti 90 centesimi (più o meno) di euro e mi son tirato giù l’ultima di Vasco, che ormai c’ho un’età che star lì a scaricare millemila versioni maffone per poi ascoltarle una per una e trovare quella buona, non ce la posso fare, è anche venerdì, c’ho una settimana alle spalle, non c’ho mica i maroni di mettermi lì a spulciare.
Devo uscire di qui, cominciare il giro degli aperitivi, il tour del longisland, la vuelta del cuba libre e cantarla a squarciagola, che è stupenda.
Mi sono alzato
mi son vestito
e sono uscito solo solo per la strada
Ho camminato a lungo senza meta
finché ho sentito cantare in un bar
finché ho sentito cantare in un bar.
Tagged, mi sta sui maroni. Questo post ha la chiara intenzione di farlo odiare a tutti, perché son stanco dei furbetti online (ma anche offline).
Ho ricevuto una mail che aveva come mittente una persona che ho conosciuto via Flickr: la mail mi chiede “E’ XXX (cioè il mittente) una tua amica?”. Beh, oddio, amica amica no, però so chi è, è simpatica e fa delle belle foto. “Clicca su SI o su NO”.
A questo punto mi sono insospettito: cliccando sia su sì che su no si viene mandati alla stessa pagina. Puzza di fregatura. E io che faccio? Ci clicco. Arrivato lì su Tagged mi trovo in una pagina con l’iscrizione, inserisco i miei dati, lui riconosce Gmail e alla pagina successiva, senza star lì a menarla tanto, cerca di accedere alla mia rubrica di Gmail per sparare un invito a tutti i miei contatti.
Il fatto è che NON E’ PER NIENTE CHIARO che sta accedendo alla rubrica di Gmail , sembra più un’interfaccia step by step di configurazione del servizio
Il risultato è che sparano un totale di SPAM a nome tuo, se non ti accorgi di quello che stanno facendo. E infatti Parmachiara mi ha appena avvertito di aver ricevuto lo stesso invito da un blogger (blogstar in questo caso) con casella su Gmail. E anche lui probabilmente non aveva alcuna intenzione di invitare il mondo a iscriversi a Tagged. Io per fortuna mi sono fermato giusto un attimo prima di fare il danno.
Quindi, signori, diffidate dai soliti furbetti, e passate parola.
P.S.: Cosa è Tagged? Fuffa, tipo MySpace da quel poco che ho visto.