Entvsiasmo
Ti trovi, ogni tanto, ad aver a che fare con cose che non avevi mai affrontato prima. E io sono uno che si entusiasma, quando succede una roba del genere.
Mi sto trovando, ad esempio, a dover sistemare un appartamento, e quando sono entusiasta entro un po’ nel personaggio che più si confà alla situazione che mi entusiasma.
Dove prima avevo l’ufficio, adesso l’ufficio non è più lì, quindi è tornato un appartamento normale e ci vado ad abitare con la mia morosa, solo che è tutto da sistemare. E divento un po’ muratore, e scopro cose di chi deve metter mano a una casa.
Scopro che per scegliere i colori, che per fortuna vengono gli imbianchini che se devo tinteggiare io finisco tra dieci anni, dicevo per scegliere i colori ti dan delle mazzette piene di foglietti colorati con migliaia di gradazioni. Subito la mazzetta la guardi con diffidenza, un corpo estraneo, una roba strana, ma poi ci prendi confidenza. Io poi, son uomo pratico, e insomma sarei portato a dire “van bene questo questo e quest’altro” e bona lì. E però c’è una donna con me a condividere la scelta, ed è giusto scegliere in due. Ora, ho presente quanto può impiegare una donna a scegliere il colore di un abito quando ne esistono due o tre tinte differenti: più o meno un pomeriggio. Provate a dare in mano ad una donna una mazzetta con migliaia di colori e ditele di sceglierne uno per ogni stanza, che le stanze son sei. L’equazione è [ tre tinte : un pomeriggio = mille tinte : x ] quindi moltiplicate x per sei. Se avete tempo fate i conti e fatemi sapere, che gli imbianchini son già in casa. Io, per conto mio, ho concordato sulle tinte in linea di massima, poi le sfumature le lascio a lei, che non è un “arrangiati” ma veramente a me le sfumature non mi cambian niente. E ad ogni modo, sia chiaro, l’entusiasmo non fa una piega, che scegliere i colori non è mica un problema.
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Quelle scene che uno poi magari ci ride sopra, ma lì per lì, vorresti morire. Ieri pomeriggio Elisa, la mia morosa, passa a far gli auguri di compleanno a mia mamma, che non c’ha voglia ma le tocca compierli anche quest’anno. Socializzano, le mie donne, chiacchierano per quattro, se la ridono in cucina, appoggiate al tavolo. Sono abbastanza in confidenza ma non si conoscono granché, si stanno ancora un po’ studiando ma il rapporto è cordiale. Chiaro che Elisa, essendo la morosa del figlio, è un po’ in soggezione e ci tiene a far bella figura.
Dopo un’ora di autostrada e un’ora di tangenziale, che in teoria potevano essere 40 minuti di autostrada e 5 di tangenziale, ma lasciam stare che è venerdì e c’è poco da fare, arrivo, stanco con una settimana di lavoro sulle spalle, molto uomo, da lei. Che è lì che mi aspetta che lo sa bene che son stanco. E allora mi riempie la vasca di acqua calda il giusto, che azzeccare la temperatura per me è un segno, che sono un po’ pesante con quelle robe qui, tipo la temperatura. Poi, a bordo vasca, birra fresca, posacenere e sigarette, un fumetto (”Get Fuzzy”, mai letto prima, ora lo adoro).

