28. settembre 2007

Dove eravamo rimasti?

I spariEh, poi finisce che uno si preoccupa, e c’ha anche ragione. Sto bene. E’ solo che c’ho una fraccata di lavoro, e poco tempo, e succedon troppe cose che mi vien voglia di scriverne per bene, ma alla fine non c’ho tempo e allora lascio stare. E poi, tra l’altro, sono ancora lì che scartavetro e spennello mobili e sedie, che è un’attività che mi sento realizzato, star lì, rincoglionirsi dell’odore della vernice, la radiolina sotto con una stazione locale qualsiasi (radiodeejay, sallo, m’hai veramente frantumato la sacca marronaia), si sta bene.

Dicevo, c’era un sacco di roba di cui scrivere, la vacanza in Calabria, la tristezza della politica, le facce da assassini, la gente in piazza, i monaci rossi, quei sei uccisi in germania (v’eravate già scordati eh? Eh lo so, fan scalpore pochi giorni ste cose, tempo che i tedeschi smettano di indignarsi) ma mi sa che quella roba lì è meglio se non me ne rimane memoria. A parte il mese in Calabria. Che la Calabria, non è mica come te l’aspetti o come te la racconta chi ci passa di sfuggita. O meglio, non lo è mica sempre, che per certe robe c’hanno una testa che vorresti prendergliela e sbattergliela forte contro un muro urlandogli perché quella cazzo di spazzatura per forza in spiaggia la devono lasciare? E poi cominceresti con una serie di perché che alla fine magari sbattergli la testa serve anche a poco. E però, a parte quelle robe lì, c’è che star lì, per esempio, a parlare con sta vecchietta di ottantanni che ti racconta delle storie che se le ricorda solo lei, in una lingua che ormai la maggiorparte riesco a capirla, e se non la capisco chiedo, io se mi metti davanti una vecchietta che mi racconta storie io di lì non mi muovo finché non smette.

Ah, un’altra roba bellissima lì del posto dove ero, e poi smetto, è che quando c’è un matrimonio fanno “i spari”, che sarebbero i fuochi d’artificio. Funziona così: i spari lì organizza la sposa, e più grandi sono, più grande è la dote che porta. E così tutti sanno quanto ricca, o indebitata, è la sposa. Ora lascio a voi immaginare il tripudio di spari che c’era ad ogni matrimonio. Quindi ogni giorno.

Un’altra roba di cui non ho parlato ma avrei voluto, è un sacco di musica nuova che sto ascoltando, ma non c’è tempo, recupererò.