21. giugno 2007

Zigulì

E’ un periodo che c’è un lavoro di donne-che-conosco incinta, in giro, che c’è da aver paura. La mia amica, quella che era a scuola con me e siamo andati in giro un sacco di anni insieme, anche alcune estati in vacanza, e poi ci siamo un po’ persi, lei per esempio, ora come ora, è pregnantissima. La mia ex, quella che siamo stati insieme quattro anni, adesso è molto incinta. E pure mica cugina, che ci stava prendendo una certa età, e le zie si stavano preoccupando, adesso anche lei è incinta. Mi fa un po’ strano che vadano tutte dallo stesso ginecologo, pur abitando a chilometri di distanza una dall’altra, ma nelle cose, certe volte, ci son dei meccanismi e delle coincidenze che è anche inutile star lì a pensarci. Dimenticavo, c’è anche quella con cui sono uscito un po’, che ci avevo anche scritto qualcosa su di lei, ecco anche lei è incinta, ma lei è quella di cui mi stupisco meno, che “contraccezione” pensava fosse una tecnica insetticida.
Bisognerebbe invece, magari, star lì a pensare a questa partita di preservativi difettosi che hanno venduto negli ultimi mesi, o a quel buontempone che si è messo a sostituire le pillole anticoncezionali con le Zigulì. Ferma tutto un attimo, seriamente: le Zigulì le fanno ancora? Che io, da bambino, con quelle al limone e all’arancia ci avevo una specie di dipendenza. Io a forza di mangiare Zigulì mi si è cariato un dente di quelli da latte, il canino superiore destro, e quando poi quello definitivo è cresciuto e quello lì un po’ cariato è venuto via, quello che è cresciuto è venuto fuori un po’ storto. Ed è ancora lì, un po’ storto, a ricordarmi che le Zigulì è meglio se ci sto lontano. Specie se le spacciano per pillole anticoncezionali.

Ma mica perché non voglia mai e poi mai figli, solo che c’ho ancora un po’ di cose da fare prima di dedicarmi anima e corpo alle partite di calcetto di un eventuale figlio maschio o alla clausura di una eventuale figlia femmina.

Tra le cose da fare, ad esempio, il prossimo weekend alla Duna degli Orsi.