26. giugno 2007

Revolutionary Beach

Quello che mi dà più fastidio, quando torno da un posto di mare, è che mi resta in testa la consapevolezza che c’è della gente che è rimasta sotto un ombrellone, là, mentre io son qui in un ufficio. Che uno non ci pensa, quando non lo vede, il posto di mare, uno non ci pensa che c’è della gente che in qualche posto, in molti posti, è là beata a non fare una favazza. O magari è là che lavora, e però il suo lavoro è tirare su e giù dei lettini per una spiaggia, o spillare delle birre medie guardando il mare, e poi a ottobre andare in crociera perché è finita la stagione.

A te invece ti tocca star qui, incastrato nelle tue cose, col culo su sta pianura che la cosa più vicina all’idea di mare è una cava di sabbia lungo il Po, e però non ci puoi andare perché le zanzare, lungo il Po, pagano il bollo, tanto son grosse.

C’è di buono che siam bestie che sanno sopravvivere, e pian piano ce lo si scorda il fatto che c’è gente sotto gli ombrelloni, e torniamo a far le nostre cose senza quel senso di invidia che ti rende tutto un pochino più difficile.

E il fatto di sapere sopravvivere mi aiuterà a rimuovere anche l’ultimo libro che ho letto, Revolutionary Road, che non se n’è accorto nessuno ma ieri ero sotto l’ombrellone con una carogna che me la son tirata dietro tutto il giorno, che a me, un amaro in bocca così, son pochi i libri che me l’han lasciato, anzi forse mai nessuno così tanto prima di questo.

Ma per fortuna, o purtroppo, sappiam sopravvivere.

21. giugno 2007

Zigulì

E’ un periodo che c’è un lavoro di donne-che-conosco incinta, in giro, che c’è da aver paura. La mia amica, quella che era a scuola con me e siamo andati in giro un sacco di anni insieme, anche alcune estati in vacanza, e poi ci siamo un po’ persi, lei per esempio, ora come ora, è pregnantissima. La mia ex, quella che siamo stati insieme quattro anni, adesso è molto incinta. E pure mica cugina, che ci stava prendendo una certa età, e le zie si stavano preoccupando, adesso anche lei è incinta. Mi fa un po’ strano che vadano tutte dallo stesso ginecologo, pur abitando a chilometri di distanza una dall’altra, ma nelle cose, certe volte, ci son dei meccanismi e delle coincidenze che è anche inutile star lì a pensarci. Dimenticavo, c’è anche quella con cui sono uscito un po’, che ci avevo anche scritto qualcosa su di lei, ecco anche lei è incinta, ma lei è quella di cui mi stupisco meno, che “contraccezione” pensava fosse una tecnica insetticida.
Bisognerebbe invece, magari, star lì a pensare a questa partita di preservativi difettosi che hanno venduto negli ultimi mesi, o a quel buontempone che si è messo a sostituire le pillole anticoncezionali con le Zigulì. Ferma tutto un attimo, seriamente: le Zigulì le fanno ancora? Che io, da bambino, con quelle al limone e all’arancia ci avevo una specie di dipendenza. Io a forza di mangiare Zigulì mi si è cariato un dente di quelli da latte, il canino superiore destro, e quando poi quello definitivo è cresciuto e quello lì un po’ cariato è venuto via, quello che è cresciuto è venuto fuori un po’ storto. Ed è ancora lì, un po’ storto, a ricordarmi che le Zigulì è meglio se ci sto lontano. Specie se le spacciano per pillole anticoncezionali.

Ma mica perché non voglia mai e poi mai figli, solo che c’ho ancora un po’ di cose da fare prima di dedicarmi anima e corpo alle partite di calcetto di un eventuale figlio maschio o alla clausura di una eventuale figlia femmina.

Tra le cose da fare, ad esempio, il prossimo weekend alla Duna degli Orsi.

13. giugno 2007

Fermiamo gli orchi!

Appello contro la giornata dell'orgoglio pedofilo sul web

Clicca l’immagine e firma l’appello contro la giornata dell’orgoglio pedofilo sul web. Non aggiungo altro, perché non trovo le parole.

08. giugno 2007

Partenza lunga

Vorrei due ali d'alianteMa come è che uno va via una settimana, cosciente che quando tornerà avrà un po’ di lavoro arretrato, e al rientro si trova come se fosse stato via un mese? Un qualche meccanismo, immagino, per cui uno dovrebbe immediatamente sentirsi in colpa. Bè, caro il mio Dio dei sensi di colpa, mi rimbalzi. Ci tornerei domani, in Scozia. Scioperi permettendo.

Sì, perché lo sciopero l’ho preso in pieno: il martedì siam partiti da Parma sapendo che forse il volo era stato annullato, però vaffanculo, voglio vederlo scritto sul tabellone all’aeroporto, come nei film. E come nei film l’ho letto. Allora si va allo sportello della EasyJet, si questiona un po’ sul fatto che non dico una chiamata, ma una cazzo di email o un sms potevano anche mandarli, e poi ci si fa spostare il volo al giorno dopo. Dopo 10 minuti, saran le 9.30 di mattina, con tifosi del Milan che arrivano a frotte perché il giorno dopo gioca ad Atene, e a loro il volo non lo cancellano ma glielo spostano, che altrimenti dan fuoco all’aeroporto, dicevo son passato 10 minuti e siamo ancora in macchina a dirci “oh ma tornare a Parma adesso, che siamo a Malpensa, ma ti sembra il caso? Saranno altre due ore e mezza di macchina…”. E no, non ci sembrava proprio il caso, che essere in ferie siam già in ferie, tanto vale cominciare il cazzeggio. E, si sappia, se c’è da cazzeggiare, sono un professionista.

Vediamo, cosa c’è di bello vicino a Malpensa? Ma cosa vuoi che ci sia, mi vien da dire. E invece vè, guardalo lì sulla cartina, il lago Maggiore. Dai, saran 10 minuti di macchina, troviamo un Bed&Breakfast e ci facciamo anche una mangiata sul lago, stasera.

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