26. aprile 2007

Il Comandante Diavolo

Un po’ di giorni fa ho trovato un video con un discorso di Germano Nicolini, meglio conosciuto come Comandante Diavolo (del terzo battaglione SAP della 77a Brigata Manfredi), girato nel 2005 ad una festa dei Modena City Ramblers (che gli hanno dedicato una canzone: “Al dievel“) a Casa Cervi, in quel di Gattatico.

Per chi non ha idea di chi siano i fratelli Cervi e il loro papà Alcide, vergogna, e torni a studiare.

Per chi invece vuole sentire cosa ha ancora da dire il Comandante Diavolo, un ottantacinquenne spettacolare, che si è fatto 10 anni di carcere per un crimine che non ha mai commesso, ecco il video del suo discorso (realizzato da Telecitofono) che ho diviso in tre parti da dieci minuti ciascuna e caricato su YouTube.

E buon 25 aprile a tutti, anche se un po’ in ritardo.

Il ritorno del diavolo – 1

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20. aprile 2007

I believe I can fly

Chissà se l’ho mai scritto, forse no, ma io ho un grosso problema con gli aerei: non ci salgo.

Tempo fa, quando l’allegria e la leggerezza della gioventù mi permettevano di avere meno paura di tutto, svolacchiavo allegramente a destra e a manca, volevo anche il posto vicino al finestrino, che guardare giù era bello e mi piaceva. Poi, sei anni fa, tornando da Napoli su un volo Alitalia verso Linate, m’è passata tutta la poesia del volo. Poi, due mesi dopo, tornando da Rodi verso Bologna su un DCnonsocosa sempre Alitalia, m’è passata anche l’idea del volo. Su Milano, non usciva un carrello, su Bologna c’era la madre di tutti i temporali.

Da lì in poi, di aerei, non ne ho più voluto sapere. E tutti a sfottere, a dire mavalà, a dire “drògati”, ma non c’è mai stato verso. Ho il terrore. Leggi tutto…

18. aprile 2007

Commerciale ipotetico

Mi richiama una commerciale di non so quale guida su CD-ROM. Mi chiede se ho letto il materiale che mi ha spedito. Le spiego che sì, ho letto la presentazione, ma no, non ci interessa.

Mi risponde:
“Vabbè comunque mi farebbe piacere se lei in futuro userebbe il nostro prodotto.”

“Guardi, se mi verrebbe bisogno, la chiamerebbi sicuramente.”

13. aprile 2007

Thinspo & Fatspo

Mi piace imparare parole nuove. Internet è un gran supermarket di parole nuove. La prima parola nuova che impariamo oggi è: THINSPO. L’ho imparata, oooh stupore, finendo per caso sul blog di una ragazzina di sedici anni.

Ecco la definizione secondo Urban Dictionary (tzè, altro che Garzanti):

Thinspo è l’abbreviazione di “thinspiration”.
Thinspiration è l’unione di due parole col fine di creare un significato simile ma differente. Thin (magro) e inspiration (motivo ispiratore).
Thinspo è usato da persone che soffrono disturbi alimentari, per aiutarsi a rimanere “ispirate”.
L’idea dietro thinspo è che aiuti a motivarti ed ispirarti a perdere peso e diventare o rimanere magro/magra.
Thinspo si riferisce di solito a fotografie di donne magrissime, modelle o celebrità che siano. A volte fa riferimento a celebrità che hanno perso una gran quantità di peso.
Thinspo può comunque riferirsi anche ad altro. Frasi di libri, testi di canzoni, film…

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12. aprile 2007

Il caimano ti dà una mano

A tavola a pranzo, bistecca al sangue, TG5 in sottofondo. Sul finale, del TG e della bistecca, presentano un servizio con un tono piuttosto allegro, un po’ il tono dei servizi di costume del TG5 (insomma, il tono di tre quarti del TG5), e son lì che mi gusto la bisteccazza al sangue e inquadrano, in uno zoo, un alligatore con una mano in bocca, una mano e mezzo avambraccio, grondante sangue e carnina sbrindellata, nel punto in cui l’arto è stato strappato con un morso al legittimo proprietario. Spiegano, sempre allegramente, che comunque ohi, la mano è stata restituita e riattaccata eh, era del custode dello zoo ma poi gliel’hanno riattaccata, è che pensava di averlo anestetizzato, il coccodrillo, ma s’era sbagliato. Quindi fan vedere un poliziotto che accoppa il povero coccodrillo, e un tipo che corre con una valigetta contenente l’avambraccio. Ah ah. Le matte risa.

Son cresciuto a Dylan Dog e Freddy Kruger, ma m’ha fatto impressione lo stesso, pensa un po’.

Sono ancora lì basito, che fisso quel poco che rimane della mia bistecca, e il giornalista in studio mi fa: “E ora, la nostra rubrica di cucina: Gusto”. Buongusto, direi.

06. aprile 2007

Playlist

Io, quando parto, ho tutti miei riti. Il primo però, quello irrinunciabile, è scegliere la musica che mi devo portar dietro, un po’ come fa anche Achille, un po’ come facciam tutti, credo.

Per musica intendo alcuni fogli con parole e accordi se avrò con me la chitarra, oppure i cd da tenere in macchina se il viaggio comprende la mia macchina, e poi la musica da caricare sull’iPod.

I criteri di scelta per la musica ascoltata (ascoltatura) variano in base al tipo di vacanza ma soprattutto in base alla destinazione: le mie tre settimane in Calabria me le son fatte stracarico di Rino Gaetano, di Parto delle Nuvole Pesanti e di Danilo Montenegro. Quando sono andato in Puglia, Aprés La Classe e salentineria varia. A maggio, quando andrò a Edimburgo e a spasso per le Highlands, Franz Ferdinand a manetta. Insomma, in poche parole, contestualizzo.

La domanda è: questa pasquetta che passerò a Lerici (provincia di La Spezia), troppo lontana da Genova per un “tutto quello che ho di De Andrè”, come la contestualizzo? No, Alexia non posso farcela.

05. aprile 2007

Segna per noi magico Jesus

Titolo originale: Christmas Prison Break
da “La scuola è uno zoo
Nota architettonico-comportamentale: a passare 5 anni (o più) in un edificio così, per forza poi ti comporti come un Dolph Lundgren qualsiasi in un qualsiasi film dove qualcuno si mena in carcere.

04. aprile 2007

Salute vendesi

Sto per parlare di una cosa di cui ho ben poche conoscenze specifiche, se non sapere cosa è un pap-test, ma tanto son blogger, e quindi me lo concedo, e poi è qualche giorno che ce l’ho qui sullo stomaco.

Nei giorni scorsi è uscito il vaccino contro il tumore al collo dell’utero: si chiama Gardasil e debella il papillomavirus, che nel 70% dei casi è il responsabile dei casi di cancro al collo dell’utero.

Questa certezza scientifica spalanca le porte alla prevenzione e offre speranze concrete di sconfiggere un tipo di tumore che fino a poco tempo fa era considerato un big killer.
Umberto Veronesi – Repubblica.it

Solo che. Solo che se hai 12 anni è gratuito per disposizione del Ministero della Salute (il papilloma si trasmette sessualmente, e a 12 anni in genere, si spera, le BAMBINE non hanno ancora avuto rapporti), mentre se non hai 12 anni costa 564,45 euro. Tre somministrazioni nell’arco di un anno, ciascuna da 188,15 euro.

In poche parole, evitare quel tumore costa quindi 564,45 euro. Se io ho tre figlie, dai 13 ai 18 anni per esempio, spendo 1693,35 euro per fare in modo che non si ammalino. Sono io che c’ho la testa strana, ho le braccina corte, mi sfugge qualcosa o il fatto che tutto questo non sia gratuito per tutte le donne è semplicemente vomitevole?

02. aprile 2007

Veronika

In fondo al venerdì notte, nel risucchio del venerdì notte, ancora lì con un coca e rum in mano a guardare l’umanità strana delle quattro del mattino, a guardar facce che non guardan niente, a tener su gente che non sta in piedi. A cercar tu, di stare in piedi. Parlando con l’amico dell’ennesimo venerdì, del cosa ci si fa qui, del perché ci piace guardare questa gente, queste facce perse che s’aggrappano a un bicchiere, a prenderci per il sedere, a stancarci gli occhi sull’ennesima barista, che c’hai lo sguardo in una faccia che li vede tutti uguali, che le chiedono un bicchiere, le guardano il sedere ed escono a fumare (fanculo sirchia e chi vuole respirare).
Ragionare sui nostri anni, sui nostri affanni, a dirci che questo è l’ultimo, a giurarci che da venerdì prossimo, sapendo che non è mica vero e allora spostiamoci che questo a minuti vomita, però li vedi? Ma cos’hanno che non vogliono andar via e non stanno neanche in piedi? Cos’abbiamo noi, ancora qui, con la posa degli eroi? A finire una serata noiosa, iniziata come una brutta prosa, e finita nella solita mattina, sbagliando anche una rima.