29. marzo 2007

Clerks (di noialtri)

Clerks - Just because they serve you, doesn't mean they like youI commessi del MediaWorld, non so voi, ma a me dan più fastidio persino degli operatori Telecom. Ci ho lavorato anch’io, in un grande centro tecnologico tipo MediaWorld, e so come funzionano, e so anche che a esser gentili ci vuole ben poco. Qui a Parma invece fan proprio fatica, forse è una questione locale o forse tutti i commessi MediaWorld di tutto il mondo son persone difficili.

I commessi MW di Parma quando vai lì, tipo al reparto della telefonia, dietro al bancone sono almeno in sei. Uno parla con un altro cliente, una si fa le unghie, gli altri quattro chiacchierano e se la ridono. E prima di tutto finiscono di chiacchierare, poi, se non c’è proprio di meglio da fare, vengono a sentire cosa vuoi. I commessi MW quando passi dal reparto frigo, ce n’è uno appoggiato a uno SMEG anni 60 con fare da bullo che sembra Fonzie, che ci prova con una sua collega, lei con aria terrorizzata e lui con quel fare un po’ tipico di chi ci prova appoggiato a un frigo anni 60.

I commessi MW se riesci ad arrivare al reparto informatica, non c’è nessuno. Controlla, controlla pure dove vuoi, puoi girare anche mezzora e non vedi una cazzo di giacchetta rossa e bianca neanche se invochi Odino. Poi ti viene un dubbio, senti una musica lontana, “Hey Mr DJ put a record on I wanna dance with my baby…” vai a vedere un attimo nel reparto televisori, e son tutti lì. Un paio del reparto informatica e un altro paio del settore fotografia, più i due del reparto TV, che si guardano su un maxi-lcd con dolby sticazzisurround il DVD del concerto di Madonna.

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27. marzo 2007

Ciao, sono io, e ti spammo

Tagged, mi sta sui maroni. Questo post ha la chiara intenzione di farlo odiare a tutti, perché son stanco dei furbetti online (ma anche offline).

Ho ricevuto una mail che aveva come mittente una persona che ho conosciuto via Flickr: la mail mi chiede “E’ XXX (cioè il mittente) una tua amica?”. Beh, oddio, amica amica no, però so chi è, è simpatica e fa delle belle foto. “Clicca su SI o su NO”.

A questo punto mi sono insospettito: cliccando sia su sì che su no si viene mandati alla stessa pagina. Puzza di fregatura. E io che faccio? Ci clicco. Arrivato lì su Tagged mi trovo in una pagina con l’iscrizione, inserisco i miei dati, lui riconosce Gmail e alla pagina successiva, senza star lì a menarla tanto, cerca di accedere alla mia rubrica di Gmail per sparare un invito a tutti i miei contatti.

Il fatto è che NON E’ PER NIENTE CHIARO che sta accedendo alla rubrica di Gmail , sembra più un’interfaccia step by step di configurazione del servizio

Il risultato è che sparano un totale di SPAM a nome tuo, se non ti accorgi di quello che stanno facendo. E infatti Parmachiara mi ha appena avvertito di aver ricevuto lo stesso invito da un blogger (blogstar in questo caso) con casella su Gmail. E anche lui probabilmente non aveva alcuna intenzione di invitare il mondo a iscriversi a Tagged. Io per fortuna mi sono fermato giusto un attimo prima di fare il danno.

Quindi, signori, diffidate dai soliti furbetti, e passate parola.

P.S.: Cosa è Tagged? Fuffa, tipo MySpace da quel poco che ho visto.

26. marzo 2007

Donne e motori

rolling-stones-tongue.gifIo son stato corteggiato poche volte, quasi sempre è toccato a me dovermi dare un gran daffare, e poi neanche sempre ne valeva la pena. E infatti me la ricordo bene, una delle poche volte che m’han corteggiato. A scuolaguida. Che ce ne saranno, dei posti, dove corteggiare uno, che tò magari in discoteca sono anche ubriaco e hai più chance, no, quella là a scuolaguida m’aveva visto, e lì mi voleva.

Di piacerle, l’avevo capito, che sarò anche duro di comprendonio ma questa aveva sempre gli occhi fissi su di me, e mi dava un fastidio mi sentivo sempre osservato, e mi veniva sempre da stare attento a tutto, che quando mi sento osservato vado in paranoia e ho paura di fare qualcosa di strano, tipo chessò inciampare oppure sorridere con aria vissuta e magari una caccola mi scende dal naso. E insomma mi dava fastidio. Sarà anche perchè lei non è che fosse un fiore, diciamolo.

Aveva iniziato anche a tramare nell’ombra, a informarsi su una mia eventuale disponibilità alla copula chiedendo ai miei amici: ricordo Marco che non ne poteva più di questa, che ogni volta che la incrociava alla mattina alle 7.10 mentre aspettava la corriera lo fermava e lo teneva lì dei quarti d’ora a parargli di me e a chiedere cose.

Ma con me non era insopportabile e la lasciavo fare, che non mi metto a dire a una “oh cos’hai da guardare?”, capirai, nè tantomeno la tratto male, che alla fine dei conti non m’aveva fatto niente. Fino a quel momento.

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19. marzo 2007

Quei lunedì lì

Quelli che arrivano dopo un weekend lungo, impegnativo, uno di quei weekend che non vedi l’ora di tornare in ufficio che ti riposi di più. Proprio uno di quei lunedì dove hai voglia di tornare a lavorare, hai tante cose da fare, fuori il tempo non è granché e sai che oggi lavorerai meglio. Quindi arrivi in ufficio, in uno di quei lunedì, che sarebbe poi questo, fischietti qualcosa sentito per radio (la valigia sul letto è quella di un lungo viaggio…) e con un mezzo sorriso accendi il server che, con un rumore tipo l’artiglio del demonio che gratta contro la lavagna del dolore, ti scrive:

*** SYSTEM DISK FAILURE ***

Quei lunedì lì, che tutto d’un tratto ti vien da piangere.

16. marzo 2007

Quotecrossing, aka hot water

Su segnalazione della Chica ho letto l’articolo, sul blog di Panorama, che parla di “quotecrossing”.
Come funziona? Attenzione eh: si prende un libro, si va a pagina 123, si va alla quinta riga, si prendono le tre righe successive e le si riportano sul blog.
Ricorda niente? A me sì, e si chiama “Pagina 23”.
Anni fa, quando questo blog era ancora un giovane virgulto, era cominciato uno di quei passaparola tipici dei blog: il giochino stava nel fare un post con una frase presa dalla pagina 23 del libro che si stava leggendo in quel momento. La cosa mi era piaciuta e avevo così pensato di aprire un blog apposta, chiamato appunto “Pagina 23”. Blog che è ancora lì, vivo e vegeto, e conta 114 iscritti.
Da quel che ho visto QuoteCrossing è nato più o meno alla stessa maniera di Pagina 23, prima il passaparola e poi l’idea del blog, e infatti son mica qui a urlare “copioni!”, capirai, avranno avuto la stessa idea, può succedere.
Son qui a pensare che è buffo star lì a cercare il trend a tutti i costi, magari credersi avanti per averlo trovato per poi accorgersi di essere troppo avanti. Quanto? 100 pagine.

12. marzo 2007

E vualà

Notate qualcosa di diverso? 😀

Eh sì, ho cambiato un po’ tutto, era ora e il risultato non mi dispiace (il template non è opera mia ma ho riadattato il tedesco SoSuechtig, quindi se ogni tanto vedete qualcosa scritto in crucco non allarmatevi, mi son semplicemente dimenticato di tradurlo).

Devo sistemare un po’ di cose ancora, però sono riuscito anche a importare tutti i vecchi commenti che erano rimasti su Splinder e che Movable Type non ne aveva voluto sapere di importare. Voi nel frattempo aggiornate i feed, se volete.

P.S.: se notate qualche comportamento strano, o se siete pratici di WordPress e conoscete qualche plugin che non si può vivere senza, segnalatemelo, mi raccomando.

09. marzo 2007

Burn this city!

Io ve lo dico, sto template mi ha rotto. E anche Movable Type. Anzi, lui di più. Tutto lento, tutto vecchio, arriva una marea di spam, ah io son stufo eh, ma proprio stufo! Qui ci metto due minuti a tirar giù tutto e metter su WordPress, vamolà. Sì sì, adesso sto weekend mi ci metto e dò fuoco a tutto. Fuoco e fiamme! Fuoco e fiamme! Che bellezza, io lassù, dall’alto dei miei palazzi, suonerò la lira (o la cetra? Vabbè dai, la chitarra) guardando MovableType bruciare.