26. febbraio 2007

SanMulo

logosanre.jpgSanremo, è evidente, non ci sta più al passo coi tempi. “Ma da mò!” mi direte voi. Essì, ma negli ultimi tempi è proprio un tracollo, che han già trovato online un paio di canzoni iscritte al festival, e in teoria non si potrebbe.
La prima l’ha trovata Neri di Macchianera, e ne parla qui, la seconda invece l’ha trovata Colas, di Indiessolvenza, che non sapeva bene se diffondere la notizia o no, e alla fine l’ha passata a Gneri che quello mica si fa problemi.
A sto punto uno s’aspetta un minimo di scandalo, che qualcuno si indigni, e invece niente. Ai piani alti della musica italiana fan spallucce.
Che una volta il regolamento era serio, era rigido, e c’era gente disposta a tutto pur di farlo rispettare. Oggiggiorno invece, se il presidente della FIMI lo viene a sapere, invece di invocare punizioni divine per chi si è lasciato scappare il brano online, dice

“è davvero ridicolo che ci si preoccupi tanto se la presenza di un brano del Festival in rete possa violare il regolamento, quando ogni giorno in Italia vengono immessi su internet migliaia di brani pirata, senza che vi sia un’adeguata reazione. E’ come preoccuparsi se l’auto dei rapinatori di una banca è in regola con il bollo”
(fonte: Kataweb Musica).

Che non è proprio così, il sillogismo giusto sarebbe “è come pretendere che non mi si faccia la multa perché non ho il bollo, adducendo come scusa il fatto che ci sono in giro auto con su dei rapinatori”.
Ma l’errore sta a monte: condividere una canzone online e rapinare una banca “non e’ lo stesso fottuto campo da gioco, non e’ lo stesso campionato e non e’ nemmeno lo stesso sport.” (e chi coglie la citazione ci voglio bene).

20. febbraio 2007

Le cose ai posteri

Che uno, quando apre un blog, lascia anche un po’ una cosa ai posteri. Tipo che mi immagino quando dirò a mio figlio, vai belagioia, vai a vedere un po’ cosa faceva tuo papà quand’era giovane. Quando si sentiva giovane, meglio. Che poi mio figlio mi dirà, ma papà, ma te, lì tra il 2006 e il 2007, cosa è che facevi che non scrivevi mai. E io gli dirò, figlio mio, postero, in quel periodo lì tra il 2006 e il 2007 lavoravo un po’ troppo, e se uno lavora un po’ troppo poi fa fatica a lasciare le cose ai posteri. Sempre che ai posteri interessi qualcosa, del blog. E lui, mah, papà, a me interessa eh, però non si riesce a leggere niente sul mio monitor coassiale bituminoso impiantato nel mio Nokia ZX, si vede tutto piccolo, quindi ti saluto e mi teletrasporto dal Giangi che gli han regalato la Wii8 e ci facciamo una partita a calcio.
Bah, sti giovani, che perdono il gusto delle cose di una volta. L’odore del monitor, il rumorino dei tasti. O tempora, o mores.

10. febbraio 2007

Prendendo confidenza

Quelle scene che uno poi magari ci ride sopra, ma lì per lì, vorresti morire. Ieri pomeriggio Elisa, la mia morosa, passa a far gli auguri di compleanno a mia mamma, che non c’ha voglia ma le tocca compierli anche quest’anno. Socializzano, le mie donne, chiacchierano per quattro, se la ridono in cucina, appoggiate al tavolo. Sono abbastanza in confidenza ma non si conoscono granché, si stanno ancora un po’ studiando ma il rapporto è cordiale. Chiaro che Elisa, essendo la morosa del figlio, è un po’ in soggezione e ci tiene a far bella figura.
Tra una chiacchiera e l’altra si mettono a parlare di hobby e passioni (io intanto sto lì in un angolo e dico poco, mangio un mandarancio) e mammà, alla parola passioni, parla delle sue bambole. Sì, mia madre è appassionata di bambole, orchi e folletti, preferibilmente di porcellana. Quelle cose che quando ne porta a casa una e me la fa vedere, proprio non ce la faccio a fingere interesse, ma disinteressarmi del tutto magari ci resta male. Quindi di solito sto lì e mangio un mandarancio.
“Aspetta che te ne faccio vedere un paio” fa lei ad Elisa, che sembra sinceramente incuriosita. Torna, piena di orgoglio, con i due gioielli: Gigaelfo e il Folletto Anoressico.
Leggi tutto…