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21 dicembre 2006

Per via dei bilanci sotto le feste

C’è che non puoi dire che sia stato un anno di merda. Ma neanche un anno memorabile. Ci son stati dei momenti, in quest’anno, che guardarsi attorno è stato mica facile, e ancora meno è stato facile mandar giù le cose che t’è toccato vedere. E poi subito dopo invece magari qualcosa si raddrizza e allora dici bè, tirare avanti, si può fare, guarda che belle cose. E un po’ non ci pensi più al brutto e ti guardi le cose belle, ti sembra anche un po’ che il brutto non ci sia stato. Poi come dici così t’arriva un’altra legnata sulle gengive, e ti rifermi un po’, che ti guardi intorno come ti guardavi prima, però adesso c’hai l’occhio di quello che dice no ma dai ancora? Poi subito dopo qualcos’altro torna a posto. E così via, è stato un anno così. Che per vivere ci vuole un Travelgum, almeno ogni tanto.

E’ stato l’anno delle persone che van via, ecco cosa è stato. Ho passato l’anno a stupirmi dei posti vuoti che mi son trovato di fianco, a non poter farci niente, a dire bè ma dove è, che prima era lì? E io c’è poco da fare, fammi quello che vuoi ma non andare via, io le partenze, i distacchi, gli allontanamenti, passano gli anni ma faccio sempre fatica. Per fortuna che lei lo sa, e quando vede che son lì spaesato a fissare i posti vuoti allora mi tira un po’ il braccio e mi dice io son qui vicina eh. Ma mica vicinissima, lì un po’ di fianco, che se mi voglio appoggiare basta fare un passo, e se invece voglio star da solo basta farne uno dall’altra parte.
“E così viene Natale, anche sta volta” cantava Adelmo coi suoi Sorapis (no, la canzone qui sotto è un’altra, ma è la canzone natalizia più bella che ho sentito quest’anno), e allora farò il bravo lo prometto, e voglio tanti bei regali, e se arriva solo carbone fa lo stesso. Come ha detto il piccolo Lò, 3 anni, figlio di miei amici:”Mi porterà il carbone? C’accendiamo il barbeque!”.

16 commenti

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1. dud ha scritto il 22 dicembre 2006 alle 11:37

però un po’ dispiace, che non è tanto giusto che le cose girino così.
ha ragione lò, ma oltre al carbone ci vorrebbe che mandassero anche qualche costoletta ogni tanto.

da parte mia ti auguro tutto l’augurabile buono. poi mi piacerebbe un giorno incontrarti per stringerti la mano e magari assaggiare un bicchiere di malvasia, lo so che ne tieni di quello buono.
e pensare che io capito almeno un paio di volte al mese a sorbolo, quello levante sai? che ho dei parenti.
una domenica pomeriggio, se ho il tuo numero, ti chiamo e ti dico: vè cofano, son dud, beviamoci un bicchiere insieme.

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2. pikolo ha scritto il 22 dicembre 2006 alle 16:38

e’ una canzone emozionante. io mi ero appena tirata su con una stecca di fondente, bella pronta per affrontare i regali inevitabili (ho 5 bambini in lista, non si puo’ evitare).
Dopo sta canzone , che penso riascolterò, mi sento piccola fiammiferaia. Ma non so perche’. Sono gli ormoni, senz’altro. noi donne non siamo complicate. lo sono i nostri equilibri ormonali

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3. cofano ha scritto il 22 dicembre 2006 alle 18:52

@ dud: andata per il bicchiere insieme, ci sentiamo via mail. Tutte le cose buone anche a te.
@ pikolo: è vero, è un capolavoro questa canzone. Il titolo (fin troppo tragico eh) è “That Was the Worst Christmas Ever!” di Sufjan Stevens.

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4. pikolo ha scritto il 23 dicembre 2006 alle 07:59

che poi alla fine e’ andata bene, si vede che era anche un po’ corroborante, la canzone. Alla fine i regali per i bimbi li ho presi. E dopo il fichissimo gioco delle costruzioni con biglie Haba, e il puzzle con la fattoria e i topini da vestire, dello struggimento è rimasto solo il desiderio di tornare un po’ bimba anch’io come mia figlia, che presto giochera’ con la casa delle bambole di legno che IO ho sempre sognato.
(ma presto un’altra tornata di regali, meglio se mi annego in una bella tazza di te’ fumante + la canzone)

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5. oftp ha scritto il 25 dicembre 2006 alle 18:31

Avguri caro!
E vacci piano coi galleggianti.

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6. kikkio ha scritto il 27 dicembre 2006 alle 00:47

Sarà in fondo questo patire dei distacchi degli altri ad impedire che ci si stacchi noi?

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7. ex-co-worker ha scritto il 27 dicembre 2006 alle 15:11

Saying goodbye doesn’t mean anything. It’s the time we spent together that matters, not how we left it.

Trey Parker and Matt Stone, South Park, Tweek Vs. Craig, 1999

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8. Z4NN4 ha scritto il 28 dicembre 2006 alle 13:11

e se le persone partono il 25 di dicembre devi vederlo un regalo? se quelle persone hanno visto il tuo matrimonio e tu non vedrai mai il loro? se il posto vuoto vicine a te è un abisso per la tua vicina amica? quanto tempo ci vuole per riveder le cose belle?
perché le vedi tutte e sono un miracolo, tutte un miracolo,
ma quanto ci metti a risorriderne? come cavolo si fa…?
diventa forse un regalo se lo fai spartiacque di una vita prima incline alla lamentela facile, mai paga, mai capace di contentarsi. ma quanto cemento ci va? quanto mestiere?

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9. Irene ha scritto il 30 dicembre 2006 alle 15:28

I posti vuoti, a chi lo dici… che è una delle cose più inelaborabili che so. Tu ascolti sempre della musica bellissima 🙂

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10. Omar ha scritto il 02 gennaio 2007 alle 08:59

Ci voglio venire anch’io con il dud, per via di quel bicchiere, posso?

Saluti

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11. mugnolo ha scritto il 02 gennaio 2007 alle 22:53

Auguri da parte di un novello lettore!

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12. phoebe ha scritto il 04 gennaio 2007 alle 10:01

Ma non sei ancora tornato????

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13. Parmachiara ha scritto il 15 gennaio 2007 alle 17:59

Quindi… ?

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14. pikolo ha scritto il 18 gennaio 2007 alle 08:07

mollala lì coi bilanci, ne’. may the rat be with you.

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15. pikolo ha scritto il 18 gennaio 2007 alle 08:09

( e stai alla larga dalla vasca delle razze all’acquario di Genova, che non fidarsi di ‘ste adorabili bestiole e’ meglio )

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16. cofano ha scritto il 18 gennaio 2007 alle 10:40

Eh in effetti sì, basta bilanci! Adesso torno eh…

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