05. luglio 2006

C’è bandiera e bandiera

Dopo la paginata di sfogo di oggi, va raccontata la serata di ieri. Ci troviamo in una ventina di persone in terrazza da Giovanni, tutti tesissimi. Io poi, son scaramantico da far schifo in queste cose: mi vesto sempre uguale da tre partite (sì, anche le mutande), metto la bandiera italiana dietro la tv, in modo che la stoffa tocchi un po’ il televisore, mi siedo sempre allo stesso posto, con le stesse persone sedute allo stesso modo a fianco a me: morosa a sinistra, Davide a destra, Giovanni e Marco dietro.
Son lì, tutto concentrato che aspetto la frasona storica di Caressa prima della partita ed arrivano un paio di invitati, lui mi sta sui coglioni e lei pure, lei ha una bandiera. Cazzo ci fa con una bandiera bianca? Sbianco io. E’ una bandiera di Forza Italia. Mi si rigirano gli occhi, mi manca il fiato, mi appoggio, cerco aiuto negli sguardi degli amici, tutti sconvolti come me. “Che cazzo è quella roba?” mi scappa urlato. Lei non la conosciamo benissimo, ci frequentiamo poco, nessuno osa sbilanciarsi dopo il mio exploit, qualche frase di protesta ma niente più. Il tipo che è con lei la supporta e le dice di fregarsene. Il mio problema, più che per (ma anche per) il simbolo in sè, di quella bandiera, è che son convinto che porti una sfiga della madonna. Lei fa finta di niente nonostante gli sguardi, si avvolge nella sua cazzo di bandiera e si butta in poltrona. Il suo amico le sta a fianco.
Abbandono l’idea di bruciarla, la bandiera, visto che ora che ci si è avvolta diventerebbe omicidio e mi sembra un po’ eccessivo. Decido di remare contro. Arriva provvidenziale un’inquadratura su Prodi, l’amico della bandierata sta per dire qualcosa ma gli urlo sopra a squarciagola “VAI ROMANOOOONEEEE SEGNA PER NOOOOIII!!!”. Pensa te cosa mi tocca dire. Lui, l’amico, si volta e mi guarda male, lo guardo con un mezzo sorriso e un vaffanculo in fronte e la partita inizia.
Un’ora e mezzo di gioco se ne vanno come sappiamo, tra il primo e secondo tempo provo ad avvicinarmi all’immondo bandierone per buttarlo giù dal terrazzo ma non c’è modo di fregarglielo, stessa cosa tra il novantesimo e l’inizio dei supplementari.
Poi, all’inizio dei supplementari, non si sa perchè, la tipa si alza, avvolge la sua cazzo di bandiera e la mette via, in casa, lontana. Palo, traversa, gol e secondo gol. Non mi sbaglio, sulle scaramanzie.
Di quegli attimi finali ho ricordi annebbiati, al primo gol so che son per terra che urlo con addosso Giovanni e Marco e qualcun altro e ci prendiamo a sberle e ci dimeniamo. Al secondo gol, che ancora non mi son ripreso dal primo, salto addosso alla morosa e la stringo e la spettino e la bacio, Giovanni lo vedo prendere la rincorsa e tuffarsi nella piscinetta di Barbie. Ah sì, ha comprato una piscinetta di Barbie per tenerci in fresco le birre. Che stile.
Poi, in pieno delirio, altra inquadratura a Prodi e salto in piedi sulla panca e mi metto a urlare, guardando i tipi, “CHECCE FREGA DER PELATO NOI C’AVEMO PRODI GOOOL!!!”.
Lo so, c’ho un brutto carattere, ma in una semifinale mondiale certe cose non le voglio vedere. Per la finale passo alle mani.