22. dicembre 2005

L’acqua del mare

Io questa tastiera la odio. Sto scrivendo dal computer di casa, e ha una tastiera che mi dà fastidio. Spesso mentre guido tornando verso casa mi vengono in mente cose da scrivere, tipo stasera quello fermo con le quattro frecce che ho incontrato sulla rotonda che mi ha fatto venire in mente delle cose, oppure la canzone che stavo ascoltando che me ne ha fatte venire in mente delle altre. Poi penso che però devo mettermi qui a scrivere con questa tastiera coi tasti antipatici e allora mi passa la voglia.
Sì vabbè, sto comunque scrivendo, però non le cose che avevo in mente. Colpa della tastiera.
Però una cosa che voglio fermare scritta la metto giù. C’era un tipo ubriaco, al bancone del bar dove abbiam passato la serata, era lì che ballava da solo affettando l’aria con la mano, e io ero lì a ordinare e lui è venuto vicino per parlare con quel modo molesto che non rispetta gli spazi prossemici (lo spazio prossemico è quello spazio virtuale che ogni persona ha attorno a sè, ognuno ha una distanza tra sè stessi e gli altri che se viene sorpassata dà fastidio, ecco agli ubriachi quella distanza lì si annulla, non so perchè so questa cosa ma la so) bè insomma è venuto vicinissimo anche un po’ sputacchiando a raccontarmi che lui viene dal marocco e che i marocchini son brava gente, sono i tunisini che son brutte persone. Io che non mi vien da trattare male i marocchini ubriachi, soprattutto anche quando anch’io non sono lucidissimo, in uno slancio di amore universale (sempre per via del fatto che non ero lucidissimo) gli dico che dai non dire così, in fondo siam tutti uguali. Lui si fa tutto serio, mi fissa, tira fuori una voce che sembra Franco Nero e mi fa “Solo l’acqua del mare è tutta uguale”.
Vaccaboia. Rimango male. Prendo su saluto e faccio per andare via. Mi tira per un braccio e mi fa “era un vecchio modo di dire di Marocco”.
Poi però riflettendoci mi vien da pensare che certe volte i vecchi modi di dire sono un bel problema per chi non si sente acqua di mare.

21. dicembre 2005

InFissa 2005

Leggevo Achille che ha fatto una lista di canzoni per le quali è andato in fissa quest’anno, e m’ha fatto pensare che può sempre tornare utile, tipo tra una quarantina d’anni quando coi miei nipoti sfoglieremo il blog del nonno, rivedere su che canzoni mi fissavo nel 2005.
E quindi ecco la mia “InFissa 2005″, canzoni non necessariamente uscite quest’anno ma cantate, ballate e magari anche suonate appena possibile nell’arco del 2005.
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14. dicembre 2005

Fateci lidele

I cinesi son sempre più pericolosi, datemi retta. Non solo ci stan facendo il mazzo con l’economia, ma hanno anche imparato a farci ridere.

Ci sia di consolazione il fatto che se son così tanti e organizzati ma non hanno ancora conquistato il mondo, un motivo ci sarà. Vedi sopra.
Update: ecco il link definitivo, il loro blog (che sa un po’ di fake ma fa lo stesso)

06. dicembre 2005

Me e Milano

C’è poco da fare, io Milano non ce la faccio a diventarci amico. Ci son tornato ieri per lavoro, in treno. Milano andarci in treno mi butta addosso una tristezza che lo so solo io. Milano mi ci diverto poco anche se ci vado al sabato sera per far baracca, figurarsi al lunedì mattina.
Che c’è anche l’effetto treno che io lo subisco molto, che parlerei con tutti ma nessuno c’ha voglia di parlare allora niente, mi metto lì e mi metto su le cuffie e mi faccio i fatti miei come fan tutti, e divento grigio come tutti gli altri, si ingrigisce tutto, me e Milano.
C’è stato un periodo poi, tre anni fa, che ci andavo quasi tutti i giorni per lavoro, e le persone simpatiche che ho conosciuto in treno in quell’anno lì le conto sulle dita della mano, anzi su un dito della mano. Non ricordo il nome, ma era una ragazza che faceva quelle terapie per disabili che li fanno andare a cavallo e li mettono a contatto con gli animali e gli fa benissimo, ecco faceva quel lavoro lì. Altrimenti in treno mi parlan solo le vecchiette che il figlio ha fatto carriera ha fatto questo e anche quest’altro e te lo auguro anche a te di far carriera come mio figlio. Signora, io mi auguro solo che mia madre non vada in giro in treno a raccontare i fatti miei.
Che non sto mica dicendo che Milano è brutta in assoluto, ci son delle foto dove Milano è bellissima, Milano quando ci andavo perchè c’era chi mi aspettava mi piaceva anche, chi ci vive sa come vederla e anche come viverla: Milano è brutta per me quando ci vado da solo, che siamo io e lei ed è come quando ti trovi con una persona che non hai niente in comune e non sai cosa dirle: fischietti, fumi sigarette e non la guardi negli occhi.

“Milano non sei stata buona mai con me
io che non piaccio alla tua gente
e c’ho provato e ancora provo a accarezzarti
ma rimango indifferente”
(Stefano Vergani)