06. settembre 2005

La testa matta

C’è una bestia che forse è un virus o forse è un gas o forse è proprio una bestia che la chiamano la testa matta ed è una cosa che non è mica una roba normale. Ti prende quando stai bene, ti salta sulle spalle e ti ci pianta le unghie e ti entra dalle orecchie e dagli occhi e dalla bocca. E mentre è lì che entra tu non ce la fai mica, a parlare. E ti chiedono spiegati, dimmi, raccontami ma te non ci senti e non puoi parlare, che sei troppo impegnato a non soffocare e ad urlare. E quando è entrata, sta brutta bestia, comincia a scuotersi e a scalmanarsi e a raschiarti da dentro e ti fa male e ti dicono stai male? sto male sì ma non te lo so spiegare, so solo che fa male. Te c’hai la testa matta, concludono e van via. Sì vabè c’ho la testa matta ma sta mica ad andare via, se mi fai compagnia ancora un po’ ci penso meno, siamo amici, se rimani che fatica è? Ce l’ho io la testa matta, mica te, gratta me, mica te, te basta che stai lì. E poi però continui a non parlare e allora ti senti dire scolta mò, amici o mica amici, m’hai rotto i maroni, desso io vado davvero. E non puoi mica farci niente eh e neanche lo puoi spiegare e tu per primo lo vorresti capire, la testa matta, dove andrà a parare. Che ti viene il dubbio che il suo scopo non sia nessuno, sia solo quello di star lì a grattare. Eh ma signor dottore ci sarà pure una cura, qualcosa da fare? Nessuna cura, nessun salasso: la testa matta, quando ce l’hai, ti ci devi abituare. Va via da sola, quando c’ha voglia lei, e quando c’ha voglia torna.