29. settembre 2005

Seduta in quel caffè

Oggi è una data che mi fa venire in mente la prima volta che m’han tradito. Io la prima volta che è successo avrò avuto 16 anni. Per fortuna poi non è più successo non me ne sono mai più accorto.
Beh io stavo proprio male, che mi ero buttato in quella storia con tutto il cuore che può metterci un ragazzino di 16 anni e un tradimento proprio non era previsto. Il tradimento era una roba riservata ai film, alla gente grande che abita nelle città grandi, insomma tutta roba che non mi riguardava, io che ero giovane e abitavo in un paesello ed ero innamoratissimo. Cioè, a dire il vero il ricordo più vivido che mi è rimasto sono le sue tette, che eran le prime che toccavo e ci avrei passato le ore, eran proprio una cosa nuovissima e bellissima. E proprio all’idea di qualcun altro che probabilmente aveva messo le mani su quelle tette (l’amore a quell’età, in preda a enormi tsunami ormonali, è soprattutto una roba fisica) ecco io avevo dato di matto.
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27. settembre 2005

Ciclicità

Arrivo da lei verso le 20, lei mi offre da bere un po’ di bianco come aperitivo, ceniamo chiacchierando e mi siedo sul divano. Lei si siede alla mia destra. Mi dò un’aria tipo ehi-guarda-sono-a-mio-agio mentre faccio zapping con la tv, che oh poi sono a mio agio davvero, però ci tengo che si veda. Faccio anche il brillante guardando con aria spocchiosetta l’Isola dei Famosi: “ehi ma quella è Maria Giovanna Elmi, la fatina! Ma sembra Gollum! Ma quanto è invecchiata? Ma se vince le regalano una badante?”. Risate. Vai ragazzo, la stai facendo ridere, tu sì che sai il fatto tuo. Ok, potrebbe essere il momento di parlare un po’ più vicini, lei si è messa un po’ allungata e di fianco c’è posto per me, lasciato evidentemente apposta. Mi sfilo il maglione e mi appoggio nell’apposito spazio, facendolo la fisso tipo “mò me te magno” e intanto appoggio lancio il maglione per terra, senza guardare. E l’appoggio lo lancio su un bicchiere. Che cade e si rompe. E che era pieno di vino. E che aveva la capienza di una pinta, dalla quantità di vino che c’è dappertutto. Ecco, se un paio di settimane prima, con la stessa persona, non fosse accaduta esattamente la stessa cosa, ma proprio uguale uguale divano-maglione-bicchiere, io lì per lì mi sarei sentito un po’ meno scemo.

26. settembre 2005

Annunci TV

Stasera, tutti in casa: ore 21, Rete 4 – Don Camillo e l’Onorevole Peppone.
Dico davvero. Cioè vabbè io mi chiudo in casa voi poi fate quello che vi pare. Sento già la musichetta.

25. settembre 2005

Casa

C’è un posto incredibile, dove se ci vai ti metton su la canzone che non ti aspetti, che non l’han mai messa su, e te la metton su nel momento migliore che capisci che se in un posto così ci stai così bene non è un caso. E io in quel posto lì mi sento a casa, c’è poco da fare. Che poi ti stanca eh, perchè andar sempre lì alla lunga stufa, ma non si scappa, se c’hai voglia di star bene vai lì perchè sai che solo lì succedon certe cose. Purtroppo per il resto del mondo mi sa che è un ragionamento che vale solo per me e per pochi altri, che insomma se qualcuno va lì e poi non gli succede niente che non venga qui a rinfacciarmi e a dire “eh te però mi avevi detto che”, io l’ho detto, io mi sento a casa, ma non è detto che mi casa es tu casa.
Tutto questo, ecco, per dire: ha riaperto.

17. settembre 2005

Dimmi di che materia è fatta questa vita (cit.)

Siamo una generazione che qualcosa è andato storto. Siamo quelli che alla fine si svacca. Alla fine non si pensa. Si torna a casa con l’amico che a un certo punto della serata non ne può più, che tutto va troppo storto per continuare a far finta di divertirsi, che a un certo punto ti dice dammi le chiavi della macchina, son stanco, dammele che mi metto lì e dormo e tu continua a fare quello che si diverte. Siamo quelli che forse non è andato storto niente, che pensiamo che qualcosa sia andato storto solo perchè siamo diversi da chi c’ha cresciuto, da chi pensava che le cose fossero come quando son cresciuti loro e allora se a noi succedono cose diverse pensiamo di esser sbagliati, ma in realtà è solo che le cose son diverse, gli incastri sono un’altra cosa, i meccanismi sono altri.
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15. settembre 2005

Ghiande

Odio scrivere da questo pc, quello che ho in casa. Ha la tastiera antipatica, dura, spigolosa, cigola. Ma son qui che non c’ho sonno, sono appena tornato con in testa un po’ di pensieri, che non lo so come è questa cosa ma io quando giro in bicicletta penso di più. Sarà che mi arriva più ossigeno al cervello. E pensavo che io secondo me nell’altra vita ero una bestia olfattiva, che sì tutte le bestie sono olfattive ma alcune di più, tipo un cane ma mica necessariamente, e m’è venuto in mente perchè cercavo di capire che odore c’era nell’aria stasera. Che l’odore della primavera che arriva lo riconoscono tutti, anche solo adesso star lì a pensarci ti viene in mente, ma l’odore dell’autunno che arriva? Sarà perchè in genere c’è meno entusiasmo e allora resta meno in mente, però anche l’autunno che arriva c’ha il suo odore.
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13. settembre 2005

Senza parole

“E ho guardato la televisione ed ho avuto come l’impressione che mi stessero rubando il tempo…”. Vasco, va bene tutto, avevo persino buttato giù la storia della Vodafone, pensa te… ma ho visto la pubblicità della nuova Punto, e soprattutto ho sentito. Gli hai venduto “Senza parole”, che avevo finito di cantarla a squarciagola giusto giusto stanotte. Mr Rossi, che ti fossi un po’ rimputtanito s’era capito, ma dar via così “senza parole”… che gran zoccola.

12. settembre 2005

Alessandro Grignani

Sono in giro con amici, sabato sera, in quel di Milano e mi arriva un MMS da mio padre, senza nessun commento, con la foto di uno che ho già visto in tv. Sì, è uno di un qualche Grande Fratello, quello alto palestrato biondo. Gli amici me lo confermano. Mio padre, uno che aveva il pallino per la fotografia, uno che faceva foto splendide, ora al ristorante si mette a fotografare sta gente? E’ un mondo malato.
Gli scrivo: “Ah è quello del Grande Fratello.”
Mi risponde: “No, Gianluca Grignani.”
Io già me lo vedo che lo ferma “Gianluca! Posso farti una foto?”.
Gli riscrivo: “No pà, quello è uno del Grande Fratello”.
Mi ririsponde: “Ah sì, Alessandro”.
E mi vedo anche quella scena: “Scusa ma tu sei Grignani o uno del Grande Fratello?”.
Che poi, voglio dire, ma perchè mi manda la foto di un biondo nerboruto palestrato!?!? Io ecco, speravo che mio padre avesse un’altra opinione di me.

Parole scritte

Una lettera scritta a mano è una cosa che non mi ricordo da quanto tempo non mi arrivava. E’ una roba fisica, è una roba che te l’immagini che ha viaggiato e mentre una volta mi stupivo di che cosa incredibile fosse un e-mail che zak! arriva subito, oggi mi stupisco di questa cosa che ha girato per l’Italia e che per farla girare devi prendere e infilarla nella buca. Non l’annusi, un’email, non puoi mica star lì a capire cosa c’è scritto sotto una cancellatura, non si bagna mica l’email se ti vien da piangere mentre la leggi. E se non ce n’è di cancellature, in una lettera che si capisce che è stata scritta d’un fiato, capisci che stai leggendo cose certe, cose sicure, cose che c’è mica da star lì a dire “ma però”. Oppure magari prima è stata scritta da un’altra parte e poi copiata lì in bella copia, ma cambia poco, le cose scritte a mano son più chiare, son più calde, ti ci puoi appoggiare sopra e dormire un po’ lì, con la guancia sulle parole.

07. settembre 2005

Blogstimoli

Mi piace l’iniziativa di Dotcoma e aderisco con entusiasmo, che le idee devono girare, e i blog servono anche a quello.

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